<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5377518712108464995</id><updated>2011-04-22T06:46:02.229+02:00</updated><title type='text'>La Banca d'Italia, il Signoraggio e il N.W.O.</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15604312871996081173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-xos55taj0GA/TazlJfRBxKI/AAAAAAAAAKY/OuSI_nAvTEk/s220/signoraggio.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>5</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5377518712108464995.post-4928366054896270212</id><published>2007-07-29T20:29:00.000+02:00</published><updated>2007-07-29T20:31:17.103+02:00</updated><title type='text'>TESI - Introduzione</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-left: 36pt; text-indent: 27pt;"&gt;&lt;i style=""&gt;“ &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="cite-text"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span class="cite-text"&gt; “&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span class="cite-author"&gt;&lt;b style=""&gt;(Henry Ford)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 17pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 17pt; line-height: 200%;"&gt;Introduzione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;A partire dalla fine della Seconda Guerra mondiale, l’evoluzione del sistema commerciale mondiale è caratterizzata da un costante utilizzo della retorica “sviluppista”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il commercio, da semplice strumento, è diventato un fine in sé, un’affascinante prescrizione politica, una panacea per risolvere con un colpo di bacchetta magica tutti i problemi. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoBodyTextIndent" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;Nonostante i vantaggi ottenuti nella nostra società, le ricette offerte dal sistema bancario, politico, da istituzioni nazionali e sovranazionali, dalla liberalizzazione commerciale hanno assunto una dimensione assoluta, che spesso trascende dalle specifiche condizioni economiche e sociali dei Paesi che sono chiamati ad applicarle.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il presente lavoro è nato dall'esigenza di conoscere gli aspetti&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;economici della Banca d'Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero commercio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'argomento ha iniziato ad affascinarmi quando ho avuto il piacere di leggere un articolo in rete che elencava i cosiddetti partecipanti all’azionariato della Banca d’Italia e ne rimasi estremamente colpito, tanto da voler ampliare le mie conoscenze in merito. Nell’elenco risultavano, e risultano tuttora, le maggior banche italiane, generando così una sorta di conflitto di interesse, visto che da “controllante” la Banca d’Italia verrebbe delegata al ruolo di “controllata”, in pratica un’inversione di ruolo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In seguito, documentandomi meglio, ho scoperto che tale conflitto riguardava anche altre banche centrali dei paesi esteri, tra cui anche la Banca Centrale Americana, ossia la Federal Reserve.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Appassionatomi all’argomento delle banche centrali, in seguito alle mie ricerche sono approdato inevitabilmente a un problema ben più grave di un semplice conflitto di interessi tra controllante-controllati, bensì a quello che alcuni definiscono un paradosso del sistema bancario, ossia il signoraggio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel corso del mio lavoro, precisamente al secondo capitolo, ho cercato di illustrare le origini del signoraggio, i beneficiari e gli svantaggiati dell’attuale sistema economico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Analizzando il signoraggio, mi sono soffermato sulla perdita della sovranità monetaria, sul concetto di valore indotto della moneta come espresso dal professore Auriti, sul metodo della riserva frazionaria usato dalla banche.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Concludo il capitolo esaminando il Trattato di Maastricht e in particolar modo determinati articoli in esso presenti, spunti di contabilità della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, la nascita del debito pubblico e l’alternativa delle monete complementari ed alternative.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Proprio cercando di capire chi fossero gli eventuali beneficiari che traevano il massimo profitto da tutto ciò, non ho potuto fare a meno di toccare determinate tesi che alludessero all’esistenza di una èlite globale, composta da esponenti dell’alta finanza, politici, petrolieri, imprenditori e tutti coloro che hanno o possono avere il potere di manipolare a sua volta il resto dell’umanità per ottenere essenzialmente dei vantaggi a favore della loro piccola cerchia di “eletti”, tutti nomi del resto molto spesso ben celati alle persone comuni all’interno dei consigli di amministrazione delle multinazionali o nei direttivi di istituzioni sovranazionali. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In seguito a determinate letture ho portato alla luce della mia conoscenza delle dissertazioni che inizialmente sembravano soltanto utopistiche, irrealizzabili (come ad esempio il PNAC, ovvero &lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Project for the New American Century&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;, che espongo in un paragrafo a sé),&lt;/span&gt; ma addentrandomi nell’argomento ho conosciuto i progetti che illustrano una sorta di futuro manipolato, come quello descritto in “&lt;i style=""&gt;1984&lt;/i&gt;” di Orwell. Lo scopo finale, secondo la presunta èlite, sarebbe quello di realizzare un’economia globale, sotto una specie di dittatura globale, con un unico esercito e un’unica moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’ultima parte della trattazione illustra obiettivi e struttura delle due istituzioni più importanti dell’economia globale, ossia il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e successive critiche poiché spesso le loro ricette hanno, il più delle volte, creato svantaggi e crisi economiche soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il lavoro termina con un breve giudizio sulla teoria economica del liberismo con dati prelevati dall’&lt;i style=""&gt;US Census Bureau&lt;/i&gt; e in base alle considerazioni del matematico &lt;span style=""&gt;Ralph Gomory&lt;b&gt; &lt;/b&gt;e dell’economista William Baumol.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 17pt; line-height: 200%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5377518712108464995-4928366054896270212?l=bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/4928366054896270212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/4928366054896270212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com/2007/07/tesi-introduzione.html' title='TESI - Introduzione'/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15604312871996081173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-xos55taj0GA/TazlJfRBxKI/AAAAAAAAAKY/OuSI_nAvTEk/s220/signoraggio.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5377518712108464995.post-6828008867221156260</id><published>2007-07-29T19:59:00.000+02:00</published><updated>2007-07-30T14:46:35.822+02:00</updated><title type='text'>TESI - La Banca d'Italia (CAP.1)</title><content type='html'>&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;LA BANCA D’ITALIA&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;1. LE ORIGINI DELLA BANCA D’ITALIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’&lt;i style=""&gt;articolo &lt;/i&gt;1 dello Statuto della Banca d’Italia recita che:&lt;span style="font-family:Times-Roman;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times-Roman;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;La Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Nell’esercizio delle proprie funzioni, la Banca d’Italia e i componenti dei suoi organi operano con autonomia e indipendenza nel rispetto del principio di trasparenza, e non possono sollecitare o accettare istruzioni da altri soggetti pubblici e privati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Persegue gli obiettivi assegnati al SEBC ai sensi dell’art. 105.1del trattato che istituisce la Comunità europea (trattato).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;La Banca d’Italia emette banconote in applicazione di quanto disposto dall’art. 4, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43. assolve inoltre gli altri compiti ad essa attribuiti dalla legge ed esercita le attività bancarie strumentali alle proprie funzioni.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Prima di giungere alla odierna definizione della Banca d’Italia espressa nel suo Statuto, esiste un percorso storico che andrebbe ricordato per capire le origini dell’istituto.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia nacque con la &lt;b style=""&gt;legge 10 agosto 1893, n. 449&lt;/b&gt;, in cui venne sancita la fusione della &lt;b style=""&gt;Banca Nazionale del Regno d’Italia&lt;/b&gt; con le due banche di emissione toscane: la &lt;b style=""&gt;Banca Nazionale Toscana&lt;/b&gt; e la&lt;b style=""&gt; Banca Toscana di Credito &lt;span class="body"&gt;per le industrie e il commercio d’Italia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="body"&gt;, al fine di costituire un istituto di emissione nuovo, in forma di società anonima (l’odierna società per azioni)&lt;/span&gt;.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Bisogna prima fare , però, un passo indietro nella storia e risalire al 1849, quando si costituiva in Piemonte la &lt;b&gt;Banca Nazionale degli Stati Sardi&lt;/b&gt;, di proprietà privata. Il maggiore interessato, Cavour - che aveva interessi propri in &lt;a name="quella_banca"&gt;quella banca&lt;/a&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; - impose al parlamento savoiardo di affidare a tale istituzione compiti di tesoreria dello Stato.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Si ebbe così una banca privata che emetteva e gestiva denaro dello Stato.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;A quei tempi l'emissione di carta moneta veniva fatta solo dal Piemonte.&lt;/span&gt; &lt;span style=""&gt;Il Banco delle Due Sicilie emetteva invece monete d'oro e d'argento.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La carta moneta del Piemonte aveva anch'essa una riserva d'oro - circa 20 milioni di lire - ma il rapporto era: tre lire di carta per una lira d'oro, dunque una sorta di "&lt;i style=""&gt;convertibilità in oro&lt;/i&gt;" .&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Inoltre, per le continue guerre che i savoiardi facevano, anche quel simulacro di convertibilità crollò, tanto che la carta moneta piemontese - per l'emissione incontrollata che se ne fece - era diventata carta straccia già prima del 1861.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Una volta co&lt;span style=""&gt;nquistata tutta la penisola, i piemontesi presero il controllo sulle banche degli Stati appena conquistati e dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d'Italia.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In pratica, la Banca Nazionale nel Regno D’Italia deve considerarsi il successore diretto di quella sarda, essendosi semplicemente mutata la denominazione sociale di questa durante il periodo che seguì immediatamente l’unificazione politica e nel quale essa aveva intrapreso a estendere rapidamente la rete delle proprie filiali dall’ambito delle antiche province a tutta la penisola.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La fusione con le due banche toscane e la liquidazione di quella romana&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; non portarono, tuttavia, a compimento il processo di unificazione delle emissioni. Occorsero altri trentatré anni, fino al 1926, perché ai due banchi meridionali venisse tolto il diritto di emissione di cui avevano continuato a godere dopo il 1893, sebbene dopo questo anno i rapporti di collaborazione con l’istituto maggiore fossero divenuti molto più stretti e fattivi che in passato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;In pratica con l'occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia - di raccogliere dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;span style=""&gt;Quell'oro pian piano passò nelle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d'Italia non risultasse averne nella sua riserva, nonostante appunto tutto quell'oro rastrellato al Sud. Si cercò di far confluire tutto quell'oro attraverso una via "sociale", naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l'occasione come socie &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;della banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Le ruberie operate, e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già dal 1° maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La posizione della banca d'Italia subì profonde modificazioni ad opera di una serie di &lt;b&gt;decreti-legge&lt;/b&gt; emanati negli anni 1926 e 1927, tra cui assume rilevante importanza quello &lt;b&gt;n. 812 del 6/02/1926&lt;/b&gt;, che, unificando in capo alla banca d'Italia il servizio di emissione dei biglietti di banca, stabilì la cessazione dell'analoga facoltà per il banco di Napoli ed il banco di Sicilia.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Cosicché la banca d'Italia assunse il monopolio dell'emissione dei biglietti di banca, rafforzando, anche con tale attribuzione, il ruolo di banca Centrale, cui era certamente predestinata fin dalla nascita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’ultimo stadio dell’evoluzione funzionale della Banca d’Italia si compì nel 1936, attraverso il &lt;b&gt;R. D. L. 12/03/1936, n. 375 &lt;/b&gt;(convertito con modificazioni nella &lt;b&gt;Legge 7 Marzo 1938, n. 441&lt;/b&gt;), e con il successivo statuto, approvato con &lt;b&gt;R. D. 11/06/1936, n. 1067&lt;/b&gt;. Queste disposizioni legislative confermarono l'autonomia della Banca d'Italia, alla quale, per la prima volta, fu esplicitamente riconosciuta la qualifica di "&lt;b&gt;Istituto di Diritto Pubblico&lt;/b&gt;", nonostante che fosse sostanzialmente mantenuta la sua organizzazione interna originaria, che, come si è accennato, era quella di una società anonima (oggi "società &lt;span style=""&gt;per azioni&lt;/span&gt;").&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Da allora l’autonomia della Banca d’Italia è cresciuta sempre più nel tempo, fino ad arrivare alla &lt;b style=""&gt;legge 82/1992&lt;/b&gt;, che attribuisce al Governatore della Banca d’Italia il potere di disporre variazioni del tasso ufficiale di sconto senza concordarle più con il Ministro del Tesoro. Lo status giuridico di ente pubblico esclude la possibilità di fallimento della Banca d'Italia e, tramite il suo intervento nei casi di crisi, la possibilità di fallimento delle banche private, garantendo la stabilità dell'intero sistema bancario italiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;2. LE PRINCIPALI FUNZIONI DELLA BANCA D’ITALIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;Tra le principali funzioni assolte dalla Banca d’Italia ricordiamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;1)Emissione di banconote e politica monetaria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia, nell’ambito dell’Eurosistema, produce il quantitativo di banconote assegnatole, partecipa all’attività di studio e di sperimentazione di nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti, concorre alla definizione di indirizzi comuni per quanto riguarda la qualità della circolazione e l’azione di contrasto della contraffazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia coopera con le altre componenti dell’Eurosistema nell’azione di contrasto della contraffazione delle banconote. In via autonoma, con l’Ufficio Centrale antifrode dei mezzi di pagamento e con le Forze dell’ordine ha contribuito all’attività formativa, in materia di riconoscimento delle banconote contraffatte, delle Forze di Polizia nazionali e di altri paesi, degli operatori della pubblica Amministrazione e di gestori professionali del contante.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;2)Vigilanza creditizia e finanziaria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ai sensi dell’art. 5 del Testo unico bancario e dell’art. 5 del Testo unico sulla finanza, i poteri di vigilanza nei confronti delle banche, dei gruppi bancari e degli intermediari finanziari (società finanziarie, di gestione del risparmio e di intermediazione mobiliare) sono esercitati dalla Banca d’Italia&lt;b&gt; avendo riguardo alla sana e prudente gestione dei soggetti vigilati&lt;/b&gt;, alla stabilità complessiva, all’efficienza e alla competitività del sistema finanziario, all’osservanza della normativa in materia creditizia e finanziaria. La legge prevede inoltre che l’attività di vigilanza si svolga in armonia con le disposizioni comunitarie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La Banca d’Italia dispone di autonoma capacità normativa, esercita i controlli sugli intermediari, dispone di poteri di intervento e sanzionatori; propone al Ministro dell’Economia e delle Finanze l’adozione dei provvedimenti di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta amministrativa degli intermediari. All’Istituto sono inoltre affidati compiti normativi e di controllo in materia di trasparenza delle operazioni bancarie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Sui comparti della gestione del risparmio e dell’intermediazione mobiliare il Testo unico della finanza ripartisce i poteri di controllo fra la Banca d’Italia e la Consob&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: alla Banca d’Italia compete vigilare sul contenimento del rischio e sulla stabilità patrimoniale degli intermediari che operano in questo settore, mentre alla Commissione spetta tutelare la trasparenza e la correttezza dei loro comportamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Funzionale al perseguimento delle finalità che l’ordinamento assegna all’attività di vigilanza è un elevato grado di concorrenza dei mercati, nella cui promozione la Banca d’Italia è da tempo impegnata, nella consapevolezza che la competizione incentiva gli intermediari ad assumere comportamenti improntati all’efficienza nell’allocazione delle risorse finanziarie e nell’uso dei fattori produttivi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;I poteri di controllo sono esercitati nel rispetto della natura imprenditoriale dei soggetti vigilati, i quali determinano in autonomia strategie, modelli organizzativi e politiche di investimento nell’ambito di un sistema di regole generali di natura prudenziale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L’azione di controllo nei confronti delle banche e degli altri intermediari viene svolta attraverso analisi e interventi finalizzati a individuare tempestivamente segnali di potenziale anomalia nei loro assetti tecnico-organizzativi e a sollecitarne la rimozione mediante appropriate misure correttive.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L’azione si articola in controlli di tipo documentale – basati sulla raccolta, l’elaborazione e l’analisi sistematica di un complesso di &lt;/span&gt;&lt;st1:personname&gt;&lt;span style=""&gt;info&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style=""&gt;rmazioni di natura statistico-contabile e amministrativa – e controlli ispettivi presso gli intermediari, diretti a verificare qualità e correttezza dei dati trasmessi e ad approfondire la conoscenza di aspetti organizzativi e gestionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Momento centrale del processo di controllo è l’esame annuale della complessiva situazione del soggetto vigilato, al quale concorrono le verifiche e gli approfondimenti compiuti nel periodo di riferimento nell’ambito dell’analisi documentale nonché le &lt;/span&gt;&lt;st1:personname&gt;&lt;span style=""&gt;info&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style=""&gt;rmazioni eventualmente acquisite in sede ispettiva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La valutazione delle situazioni aziendali costituisce il punto di riferimento per la pianificazione dell’azione di vigilanza e la definizione delle priorità di intervento. L’attività di intervento è programmata tenendo conto del giudizio espresso, della natura e della rilevanza degli elementi di debolezza riscontrati, del grado di consapevolezza e affidabilità degli organi sociali. Essa può essere mirata a finalità conoscitive, allo scopo di approfondire assetti e moduli operativi di specifici comparti o profili di natura qualitativa; può assumere carattere preventivo, qualora si rilevino segnali di anomalia suscettibili di incidere sulla situazione del soggetto vigilato. In presenza di andamenti non soddisfacenti della gestione, la Banca d’Italia richiama i responsabili aziendali in ordine ai fattori di problematicità riscontrati, indicando le aree che richiedono misure correttive.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L’attuazione di queste misure è rimessa alla responsabilità degli organi aziendali; la Vigilanza ne verifica la coerenza con gli obiettivi indicati e ne segue la realizzazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La crescente integrazione internazionale dell’attività finanziaria ha indotto le autorità di vigilanza dei diversi paesi a formulare regole di condotta (&lt;i&gt;best practices&lt;/i&gt;) e discipline prudenziali comuni, in modo da assicurare parità di trattamento per gli intermediari operanti su scala internazionale e prevenire fenomeni di arbitraggio regolamentare. La cooperazione fra autorità mira inoltre a rafforzare i controlli sulle banche con articolazione internazionale e, al tempo stesso, ad agevolare lo svolgimento dell’attività di intermediazione in una pluralità di paesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La Banca d’Italia partecipa attivamente ai comitati internazionali che realizzano la cooperazione nel campo della vigilanza finanziaria e alle sedi tecniche che contribuiscono alla predisposizione della normativa comunitaria e alla convergenza delle prassi di vigilanza. Crescente è il ricorso alla stipula di protocolli di intesa bilaterali o multilaterali con le autorità degli altri paesi responsabili della vigilanza dei gruppi bancari con insediamenti all’estero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;3)Analisi economica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia presta consulenza al Parlamento, al Governo e ad altri organi costituzionali in materia di politica economica e finanziaria; effettua ricerche, statistiche, analisi giuridico-economiche e le diffonde attraverso le sue pubblicazioni.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;4)La Tesoreria statale e i servizi di cassa per conto degli enti pubblici&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dal 1894 la Banca d’Italia svolge le funzioni di Tesoreria provinciale dello Stato: esegue le disposizioni di pagamento emesse dalle Amministrazioni dello Stato; riscuote le somme dovute a qualsiasi titolo allo Stato, sia direttamente sia indirettamente attraverso le banche, le Poste e i concessionari della riscossione; riceve e custodisce depositi in buoni postali e contante. Nell’attività di tesoreria rientrano anche i regolamenti e la rendicontazione per i pagamenti dei Buoni ordinari del Tesoro e del debito pubblico. Presso la tesoreria statale sono inoltre aperti conti per la gestione delle disponibilità liquide degli enti pubblici assoggettati al sistema di tesoreria unica, introdotto con la legge n. 720 del 1984.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia svolge dal 1999 anche il servizio di tesoreria centrale dello Stato, prima gestito direttamente dal Ministero dell’Economia e delle finanze. L’innovazione ha consentito di unificare l’operatività nei confronti degli utenti e la gestione dei flussi finanziari pubblici; la conseguente semplificazione normativa e procedurale è stata la base di avvio della tesoreria telematica e ha dato la possibilità di predisporre un’unica rendicontazione nei confronti dello Stato e delle altre Amministrazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La gestione della tesoreria statale è disciplinata dalle leggi che periodicamente ne hanno prorogato l’affidamento e dalle convenzioni, stipulate con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ne definiscono contenuti e modalità organizzative e contabili. Con l’ultimo rinnovo, stabilito dalla legge n. 104/1991, la durata della convenzione è stata innalzata da dieci a venti anni ed è stato introdotto il tacito rinnovo. Poiché le parti non hanno esercitato il diritto alla disdetta entro il 31 dicembre 2005, l’affidamento del servizio è stato rinnovato per altri venti anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia, ai sensi dell’art. 604 e seguenti del Regolamento di contabilità generale dello Stato, fornisce al Ministero dell’Economia e delle finanze rendiconti giornalieri e mensili sull’attività della tesoreria statale, essenziali per l’elaborazione dei documenti fondamentali della finanza pubblica. L’Istituto rende inoltre il conto giudiziale della propria gestione alla Corte dei Conti. In base alla convenzione di tesoreria, la Banca invia ogni giorno al Ministero dell’Economia una situazione riassuntiva di cassa che contiene i movimenti del conto disponibilità del Tesoro del giorno precedente, aggregati per categorie significative per l’analisi del fabbisogno del settore statale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca svolge l’attività di tesoreria con una struttura dell’Amministrazione Centrale (il Servizio Rapporti col Tesoro) e con dipendenze periferiche che hanno sede presso le Filiali; a Roma operano anche una Succursale, la tesoreria centrale e una Filiale che svolge compiti di gestione delle procedure &lt;st1:personname&gt;info&lt;/st1:personname&gt;rmatiche di incasso e pagamento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In collaborazione con la Ragioneria generale dello Stato, la Banca d’Italia ha da tempo avviato un’azione di rinnovamento della tesoreria diretta a: estendere le procedure telematiche e la dematerializzazione dei documenti previsti dalla contabilità pubblica, per realizzare gli obiettivi del Sistema &lt;st1:personname&gt;info&lt;/st1:personname&gt;rmatizzato dei pagamenti della pubblica Amministrazione (SIPA); integrare le procedure della tesoreria statale in quelle del sistema dei pagamenti interbancari; attuare il Sistema &lt;st1:personname&gt;info&lt;/st1:personname&gt;rmativo delle operazioni degli enti pubblici (Siope), migliorando le &lt;st1:personname&gt;info&lt;/st1:personname&gt;rmazioni contenute nei flussi della tesoreria utili anche per la stima del fabbisogno del settore statale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;5)I servizi attinenti alla gestione del debito pubblico&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sono responsabilità della Banca d’Italia l’organizzazione e la conduzione, per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze, delle attività concernenti il collocamento e il riacquisto dei titoli nonché il servizio finanziario del debito. L’Istituto inoltre collabora con lo stesso Ministero fornendo assistenza nella definizione della politica di emissione, con la formulazione di ipotesi di copertura del fabbisogno mediante collocamento di titoli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia sottopone al Tesoro ipotesi di emissione elaborate sulla base delle previsioni del fabbisogno di cassa del settore statale, dell’andamento delle quotazioni dei titoli sul mercato secondario, dei risultati delle ultime aste effettuate, degli obiettivi di gestione del debito pubblico che risultano dalle linee programmatiche enunciate dal Ministero. Le ipotesi circa le operazioni del Tesoro sono d’ausilio alla Banca d’Italia nella formulazione di previsioni sull’andamento della liquidità del sistema bancario, da comunicare alla Banca centrale europea per la definizione degli interventi di mercato aperto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il sistema d’asta gestito dalla Banca d’Italia rappresenta il principale meccanismo di collocamento, quello che consente più di altri di perseguire obiettivi di trasparenza e regolarità della politica di emissione del Tesoro. L’efficienza e la rapidità di esecuzione delle operazioni di collocamento e di riacquisto dei titoli, attenuando l’incertezza degli intermediari partecipanti alle aste, riducono il costo del debito. La collaborazione prestata al Tesoro in tale operatività contribuisce all’ordinato andamento del mercato secondario dei titoli di Stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Al fine di diversificare le fonti di finanziamento, di contenere il costo complessivo della provvista e il rischio connesso con il rifinanziamento del debito, il Tesoro effettua emissioni di prestiti denominati in valuta estera sul mercato internazionale dei capitali con la tecnica del consorzio di collocamento. La Banca d’Italia svolge attività attinenti al servizio finanziario, interponendosi tra il Tesoro e le banche estere incaricate: essa provvede a incassare all’emissione e a corrispondere il pagamento del capitale e degli interessi alla scadenza, accreditando o addebitando il conto disponibilità del Tesoro. Il coinvolgimento della Banca in tale operatività è necessario per assicurare una corretta previsione del fabbisogno; inoltre la regolare esecuzione del servizio finanziario sui prestiti esteri contribuisce al buon funzionamento del sistema dei pagamenti e assicura la credibilità e la solvibilità dell’emittente sui mercati finanziari.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;3. GLI ORGANI DELLA BANCA D’ITALIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Gli organi centrali dell’Istituto sono&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;l’Assemblea dei partecipanti;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il Consiglio superiore;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il Collegio sindacale;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il Direttorio;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il Governatore;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il Direttore generale e i Vice direttori generali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;assemblee dei partecipanti&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; sono ordinarie e straordinarie. Le assemblee straordinarie deliberano sulle modificazioni dello statuto; le assemblee ordinarie deliberano su ogni altra materia indicata dallo statuto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le assemblee sono convocate dal Consiglio superiore, anche su domanda motivata del Collegio sindacale o di partecipanti che siano titolari, da tre mesi almeno, di 20.000 o più quote. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le assemblee presso l’Amministrazione centrale sono presiedute dal Governatore; quelle presso le sedi sono presiedute dal presidente del rispettivo Consiglio di reggenza o, in sua assenza, dal reggente più anziano in ordine di nomina e, a parità di nomina, di età.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Consiglio superiore&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; si compone del Governatore e di 13consiglieri nominati nelle assemblee dei partecipanti presso le sedi della Banca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ciascun consigliere rimane in carica 5 anni ed è rieleggibile per non più di due volte.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Consiglio superiore tiene le sue riunioni presso l’Amministrazione centrale della Banca su convocazione e sotto la presidenza del Governatore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le riunioni del Consiglio superiore sono ordinarie e straordinarie. Le prime si tengono almeno una volta ogni due mesi; le altre ogni qualvolta il Governatore lo ritenga necessario o per domanda motivata di almeno tre dei membri del Consiglio stesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Consiglio è legalmente costituito quando intervengano almeno sette dei suoi componenti, non compreso in detto numero il Governatore o chi ne fa le veci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le deliberazioni sono assunte a maggioranza assoluta dei presenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Governatore, o chi ne fa le veci, vota soltanto nel caso di parità di voti. Le votazioni si fanno per voto palese o, quando riguardino persone, anche sulla base di elenchi, per scrutinio segreto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I verbali e gli estratti delle deliberazioni del Consiglio superiore sono autenticati dal Governatore o da chi ne fa le veci e dal segretario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Collegio sindacale&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; è composto da cinque membri effettivi, fra cui il Presidente; i membri supplenti sono due. I sindaci rimangono in carica tre anni e sono rieleggibili non più di tre volte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Collegio sindacale svolge, direttamente presso l’Amministrazione centrale e, direttamente o per mezzo di censori, presso le sedi e le succursali, funzioni di controllo sull’amministrazione della Banca per l’osservanza della legge, dello statuto e del regolamento generale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Esercita il controllo contabile, senza alcun pregiudizio per l’attività svolta dai revisori esterni di cui al successivo art. 38, esamina il bilancio d’esercizio ed esprime il proprio parere sulla distribuzione del dividendo annuale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I sindaci intervengono alle riunioni del Consiglio superiore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Collegio sindacale comunica, ove occorra, al Governatore le proprie osservazioni e quelle eventualmente ricevute dai censori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Direttorio&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; è costituito dal Governatore, dal Direttore generale e da tre Vice direttori generali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Al Direttorio spetta la competenza ad assumere i provvedimenti aventi rilevanza esterna relativi all’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite dalla legge alla Banca o al Governatore per il perseguimento delle finalità istituzionali, con esclusione delle decisioni rientranti nelle attribuzioni del SEBC.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nell’ambito delle proprie competenze, il Direttorio può rilasciare deleghe al personale direttivo della Banca, stabilendone forme e modalità di esercizio, per l’adozione di provvedimenti che non richiedono valutazioni di carattere discrezionale, quali acclaramenti, accertamenti e altri che comportino mere ricognizioni di fatti, circostanze e requisiti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Governatore&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; rappresenta la Banca d’Italia di fronte ai terzi in tutti gli atti e contratti e nei giudizi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ha le competenze e i poteri riservati alla carica dal trattato, dallo statuto del SEBC e dalle relative disposizioni applicative e attuative comunitarie e interne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dispone, sentito il Direttorio, le nomine, le promozioni, le assegnazioni, i trasferimenti e gli incarichi del personale di grado superiore e nomina i direttori nelle sedi e nelle succursali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sottopone al Consiglio superiore le proposte di decisione e fornisce al medesimo le &lt;st1:personname&gt;info&lt;/st1:personname&gt;rmazioni previste dall’art. 18 dello Statuto di B.I..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Al Governatore è rimesso tutto quanto nella legge o nello statuto non è espressamente riservato al Consiglio superiore o al Direttorio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Governatore dura in carica sei anni; il mandato è rinnovabile per&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;una sola volta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’attuale Governatore della Banca d’Italia è &lt;b style=""&gt;Mario Draghi&lt;/b&gt;, nominato il 29 dicembre 2005. In questa veste, è membro del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, membro del Gruppo dei Dieci, del Gruppo dei Sette e del Gruppo dei Venti oltre che del Consiglio d’Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;E’ stato Vice Presidente e &lt;i&gt;Managing Director &lt;/i&gt;di Goldman Sachs International e, dal 2004 al 2005, membro del Comitato esecutivo del Gruppo Goldman Sachs.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Direttore generale&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; ha la competenza per gli atti di ordinaria amministrazione ed attua le deliberazioni del Consiglio superiore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dispone, sentito il Direttorio, le promozioni, le assegnazioni, i trasferimenti e gli incarichi del personale quando ciò non sia di competenza del Governatore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nell’ambito delle sue attribuzioni ha la rappresentanza della Banca, con facoltà di delega previa approvazione del Governatore; per la stipula dei contratti può delegare personale della Banca, anche mediante semplice lettera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Direttore generale coadiuva il Governatore nell’esercizio delle sue attribuzioni e lo surroga nel caso di assenza o d’impedimento, circostanze delle quali la sua firma fa piena prova nei confronti dei terzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Direttore generale dura in carica sei anni. Il mandato è rinnovabile per una sola volta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I &lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;Vice direttori generali&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; coadiuvano il Direttore generale nell’esercizio delle sue attribuzioni e lo surrogano in caso di assenza o impedimento. Ciascuno di essi può surrogare il Governatore e il Direttore generale in caso di loro contemporanea assenza o impedimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La firma di uno dei Vice direttori generali fa piena prova di fronte ai terzi dell’assenza o dell’impedimento del Governatore e del Direttore generale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I Vice direttori generali durano in carica sei anni; il mandato è rinnovabile per una sola volta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’attuale Direttore Generale è &lt;b&gt;Fabrizio Saccomanni&lt;/b&gt;, in carica dal 2 ottobre 2006; mentre &lt;b style=""&gt;Antonio Finocchiaro&lt;/b&gt; è il Vice Direttore generale dall’11 aprile 1997.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;4. PARTECIPANTI DI BANKITALIA E CONFLITTO DI INTERESSI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;4.1 Conflitto di interessi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In alcuni casi esistono delle banche centrali più o meno nazionalizzate, come per esempio la Banca d’Inghilterra. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d'Italia è oggi tra le pochissime banche centrali con capitale interamente privato. Gli istituti centrali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo ma anche Canada o Australia sono ad esempio possedute al 100% dallo Stato. In Austria, Belgio o Giappone il capitale della banca centrale è invece metà pubblico e metà privato.&lt;span style="line-height: 200%;font-family:Arial;font-size:10;"  &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per anni l’elenco degli azionisti di Bankitalia S.p.a. è stato sempre riservato, ma grazie a un dossier di &lt;i style=""&gt;Ricerche &amp; Studi&lt;/i&gt; di Mediobanca&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, diretta da Fulvio Coltorti, si sono scoperti &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;quasi tutti i proprietari della Banca d’Italia. Spulciando i bilanci di banche, assicurazioni eccetera, Coltorti ha annotato le quote che segnalavano una partecipazione nel capitale della Banca d’Italia. Così il ricercatore è riuscito a ricostruire gran parte dell’azionariato della nostra massima istituzione finanziaria. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Oggi l’elenco dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia è stato reso pubblico ed è consultabile da tutti anche presso il sito internet dell’istituzione stessa ( www.bancaditalia.it ).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Tabella n. 1&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Soci e proprietari della Banca Centrale d’Italia&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div align="center"&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 347.05pt; border-collapse: collapse;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="463"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border: 1pt solid windowtext; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo Intesa (27,2%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: solid solid solid none; border-color: windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: 1pt 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;INPS (5%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo San Paolo (17,23%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Banca Carige (3,96%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo Capitalia (11,15%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;BNL (2,83%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo Unicredito (10,97%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo La Fondiaria (2%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Assicurazioni Generali (6,33%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Gruppo Premafin (2%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Monte dei Paschi Siena (2,50%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;C. Risparmio Firenze (1,85%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style=""&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm 3.5pt; width: 176.05pt;" valign="top" width="235"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;RAS (1,33%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm 3.5pt; width: 171pt;" valign="top" width="228"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Anonimi (5,65%)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come si può notare dalla tabella n.1, quattro delle maggiori banche, da sole, “controllano” con il 66.6% la Banca d’Italia: &lt;b&gt;Intesa&lt;/b&gt; (27,2%), &lt;b&gt;San Paolo&lt;/b&gt; (17,23%) , &lt;b&gt;Capitalia&lt;/b&gt; (11,15%) e &lt;b style=""&gt;Unicredito&lt;/b&gt; (10,97%). Inoltre rimane un 5,65% nelle mani di anonimi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Tutto ciò è&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;abbastanza singolare. Anzi anomalo. Quattro maggiori gruppi bancari detengono il 66,6 % del capitale sociale di Bankitalia, cioè l'istituto che dovrebbe essere preposto al controllo delle banche stesse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Come ricorda Gianfranco La Grassa&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in un suo articolo&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn11" name="_ftnref11" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; n&lt;/span&gt;on è sempre stato così:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;al tempo dell'IRI&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn12" name="_ftnref12" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, le grandi azioniste della Banca d'Italia – in particolare la Commerciale e il Credito Italiano - erano statali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 30 giugno del 1993, Ciampi e Prodi (Presidente del Consiglio e Presidente dell'IRI) diedero il via alla stagione delle privatizzazioni, partendo appunto all'apparato bancario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Addirittura lo stesso &lt;b&gt;Giovanni Bazoli&lt;/b&gt;,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;attuale presidente di Banca Intesa e &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;maggior socio, ha detto: "&lt;i&gt;Qualcuno ha ravvisato una grave anomalia nella singolarità dell'assetto istituzionale che vede il capitale della banca centrale detenuto da istituti soggetti alla sua vigilanza" &lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;4.2 Vecchio e Nuovo Statuto della Banca d’Italia &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Esaminando il vecchio e nuovo statuto della Banca d’Italia è possibile riscontrare delle modifiche, proprio inerenti al possesso delle quote del capitale di Bankitalia. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Prima dell’entrata in vigore del Nuovo Statuto, &lt;span style=""&gt;approvato con delibera dell’Assemblea generale straordinaria dei partecipanti al capitale del 28 novembre 2006, era in vigore il “Vecchio statuto” che all’ART.3 citava testualmente:&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“&lt;i style=""&gt;Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro rappresentato da quote di partecipazione di 0,52 euro ciascuna . Le dette quote sono nominative e non possono essere possedute se non da: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 21.25pt; text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;a) Casse di risparmio;&lt;br /&gt;b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale;&lt;br /&gt;c) Società per azioni esercenti attività bancaria risultanti dalle operazioni&lt;br /&gt;di cui all’ art. 1 del decreto legislativo 20.11.1990, n. 356;&lt;br /&gt;d) Istituti di previdenza;&lt;br /&gt;e) Istituti di assicurazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie indicate nel comma precedente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.&lt;/i&gt;“&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questo significa che dal lontano 1936 la Banca d’Italia era ed è rimasta una società per azioni ( sotto le spoglie di un Istituto di Diritto Pubblico ) nelle mani di&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;privati, poiché l’unica vera quota del capitale in possesso di un ente pubblico è del 5.0% , quota detenuta dall’INPS&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn13" name="_ftnref13" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel Nuovo Statuto, invece, si nota chiaramente come l’ART.3 sia stato modificato eliminando della parti essenziali:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;“Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata dalla legge. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle quote”.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In sostanza è stata eliminata la dicitura inerente la partecipazione maggioritaria al capitale della Banca, da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;4.3 Nazionalizzazione di Bankitalia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre scorso il decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006 recante "Approvazione   del  nuovo  statuto  della  Banca  d'Italia,  a  norma dell'articolo 10,  comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri del 12 dicembre 2006, adegua la Banca d'Italia ai principi e alle regole contenuti nella nuova legge sulla &lt;i style=""&gt;tutela del risparmio e sulla disciplina dei mercati finanziari&lt;/i&gt; ovvero &lt;b style=""&gt;la legge n. 262 del 2005&lt;/b&gt; che, al Titolo IV, Capo I, art. 19 recita testualmente &lt;i&gt;“Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, è ridefinito l’assetto proprietario della Banca d’Italia, e sono disciplinate le modalità di trasferimento, &lt;u&gt;entro tre anni&lt;/u&gt; dalla data di entrata in vigore della presente legge, delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia in possesso di soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici”.&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per cui, l’eliminazione dall’art. 3 dal “vecchio statuto” di una norma che di fatto non veniva applicata, ha sicuramente cancellato ogni dubbio sulla proprietà privata di Bankitalia legalizzando così tale dato di fatto. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Infatti il nuovo statuto attua i principi della legge del risparmio che ha deciso che entro il 2008 occorre cedere le quote allo Stato, per una cifra da stabilirsi, ma valutata intorno agli 800 milioni, per portare così alla nazionalizzazione di Bankitalia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il problema attuale diventa così quello di quantificare il valore di Bankitalia, credendo che questa sia la soluzione ai problemi del debito pubblico italiano, come molti sostengono, dando così molto più valore a quelle azioni possedute dai Banchieri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;L'ex ministro Giulio Tremonti stabilì il valore della Banca d'Italia intorno agli 800 milioni di euro, sostenendo che la sua stima partiva dal valore dei dividendi, ma di parere diverso è l'ABI&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn14" name="_ftnref14" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, la quale ha sempre valutato Bankitalia sul valore del patrimonio netto, ossia per una cifra oscillante tra i 10 e i 23 miliardi di euro, a seconda che al valore patrimoniale si aggiungano o meno le riserve di rivalutazione. E infatti nel corso dell'assemblea straordinaria di Bankitalia che ha approvato lo Statuto, i rappresentanti delle banche partecipanti al capitale hanno manifestato contro la ripartizione degli utili considerando che è in programma un "esproprio" la cui valutazione fa proprio riferimento ai dividendi, e per tale motivo pretendono una migliore valutazione. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Non potevano non mancare pareri contrastanti sulla questione, tra cui c’è quello espresso dall’Aduc&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn15" name="_ftnref15" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che dichiara che &lt;b&gt;il valore della Banca d’Italia sia pari a zero: &lt;/b&gt;“Bankitalia è oggi posseduta da istituti di credito privati pur essendo un istituto di diritto pubblico e le banche private non sono enti pubblici, quindi non hanno titolo a possedere le quote del capitale della Banca d´Italia; il possesso è illegittimo e quindi il valore del bene posseduto dalle banche, le quote del capitale, vale zero. Inoltre, se il capitale detenuto dalle banche private fosse venduto, cioè messo all´asta, l´unico acquirente potrebbe essere lo Stato, il quale disporrebbe della facoltà di determinarne il valore, effettuando una offerta di un centesimo di euro per l´intero ammontare delle quote”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;5. DALLA BANCA D’ITALIA ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;5.1 Le origini della B.C.E.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La creazione della Banca Centrale Europea (BCE) avviene nel giugno 1988, quando il Consiglio europeo confermò l’obiettivo della progressiva realizzazione dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) e assegnò a un comitato guidato da Jacques Delors, all’epoca Presidente della Commissione europea, il mandato di elaborare un programma concreto per il suo conseguimento.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il “&lt;i style=""&gt;Rapporto Delors&lt;/i&gt;”, redatto a conclusione dei lavori, proponeva di articolare la realizzazione dell’Unione economica e monetaria in tre fasi distinte:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.1&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Rapporto Delors predisposto nelle tre fasi di attuazione&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzbvFQtTZI/AAAAAAAAAF0/putwRvfSFd8/s1600-h/tesi+fasiUE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 356px; height: 405px;" src="http://bp3.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzbvFQtTZI/AAAAAAAAAF0/putwRvfSFd8/s320/tesi+fasiUE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092686880561778066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;La Prima fase&lt;/b&gt; cominciò nel giugno 1989, in cui il Consiglio europeo decise che la realizzazione dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) sarebbe iniziata il 1° luglio 1990, data in cui sarebbero state abolite, in linea di principio, tutte le restrizioni alla circolazione dei capitali tra gli Stati membri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La creazione dell’Istituto monetario europeo (IME), il 1° gennaio 1994, segnò l’avvio della &lt;b style=""&gt;Seconda fase&lt;/b&gt; dell’UEM e determinò lo scioglimento del Comitato dei governatori. Il carattere transitorio dell’IME rifletteva lo stato di avanzamento dell’integrazione monetaria nella Comunità. L’Istituto non era responsabile della conduzione della politica monetaria dell’Unione europea, che rimaneva una prerogativa delle autorità nazionali, e non aveva competenza per effettuare operazioni in valuta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le due funzioni principali dell’IME erano:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;rafforzare la cooperazione tra le banche centrali e il coordinamento delle politiche monetarie&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;svolgere i preparativi necessari per la costituzione del Sistema europeo di banche centrali (SEBC), per la conduzione della politica monetaria unica e per l’introduzione di una moneta comune nella Terza fase. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 25 maggio 1998 i governi degli undici Stati membri&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn16" name="_ftnref16" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; partecipanti nominarono come primo presidente l’olandese Duisemberg, il vicepresidente Trichet e gli altri quattro membri del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europa, con effetto il 1° giugno 1998, data di istituzione della BCE. La BCE e le banche centrali nazionali degli Stati membri partecipanti costituiscono l’Eurosistema, che formula e definisce la politica monetaria unica nella Terza fase dell’UEM.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Con l’istituzione della BCE, l’IME concluse il suo mandato e fu pertanto posto in liquidazione, in conformità dell’articolo 123 (ex articolo 109 L) del Trattato che istituisce la Comunità europea. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il lavoro preparatorio affidato all’IME fu portato a termine nei tempi previsti; la BCE dedicò i restanti mesi del 1998 ai controlli finali delle procedure e dei sistemi adottati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;La Terza fase&lt;/b&gt; ed ultima fase dell’UEM ha avuto inizio il 1° gennaio 1999, comportando la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio delle valute dei primi 11 Stati membri partecipanti all’unione monetaria e la conduzione di una politica monetaria unica sotto la responsabilità della BCE.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si chiude quindi per l’Italia un ciclo di vita nazionale, a volte drammatico, iniziato con la svalutazione della lira e la sua espulsione dalla SME, nel settembre del 1992. Il 2 maggio del 1998 si apre un nuovo ciclo con l’accettazione della lira nella grande fusione che produrrà l’euro, assieme al marco tedesco, al franco francese, alla peseta spagnola, alle altre valute europee: un recupero prima di tutto di credibilità , eccezionale.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn17" name="_ftnref17" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;5.2 Sottoscrizione del capitale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le Banche centrali nazionali (BCN) sono le uniche autorizzate alla sottoscrizione ed alla detenzione del capitale sociale della BCE. La sottoscrizione di tale capitale sociale è stata effettuata secondo un criterio di ripartizione proporzionale alla percentuale di ciascuno stato membro dell'Unione europea al PIL comunitario ed alla popolazione dell'Unione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’ammontare sottoscritto e interamente versato dalle Banche centrali nazionali (BCN) dei paesi dell’area dell’euro a valere sul capitale della BCE (5.760.652.402,58 euro) è pari a 4.004.183.399,81 euro, ripartiti nel seguente modo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;b style=""&gt;Tabella n. 2&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Partecipazioni delle BCN dell’area dell’euro&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn18" name="_ftnref18" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 386px; height: 658px;" border="0" cellpadding="0"&gt;  &lt;thead&gt;   &lt;tr style="height: 26.6pt;"&gt;    &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="195"&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;BCN&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="83"&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Capitale sottoscritto %&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;    &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="117"&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Capitale&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;versato (€)&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;/td&gt;   &lt;/tr&gt;  &lt;/thead&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="height: 26.6pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nationale Bank van België / Banque Nationale de Belgique&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;2.4708&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 26.6pt; text-align: left;" width="117"&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;142,334,199.56&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Deutsche Bundesbank&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;20.5211&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;1,182,149,240.19&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bank of Greece&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;1.8168&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;104,659,532.85&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banco de España&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;7.5498&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;434,917,735.09&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banque de France&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;14.3875&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;828,813,864.42&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 25.9pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 25.9pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Central   Bank and Financial Services Authority of Ireland &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 25.9pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;0.8885&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 25.9pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;51,183,396.60&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banca d'Italia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;12.5297&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;721,792,464.09&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banque centrale du Luxembourg&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;0.1575&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;9,073,027.53&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;De Nederlandsche Bank&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;3.8937&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;224,302,522.60&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Oesterreichische Nationalbank&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;2.0159&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;116,128,991.78&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banco de Portugal&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;1.7137&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;98,720,300.22&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Banka Slovenije&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;0.3194&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;18,399,523.77&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 12.95pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;Suomen Pankki - Finlands Bank&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;1.2448&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 12.95pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;71,708,601.11&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 13.65pt;"&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 146.6pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="195"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Total&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 62.1pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="83"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;69.5092&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding: 0.75pt; width: 87.65pt; height: 13.65pt; text-align: left;" width="117"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;4,004,183,399.81&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come si evince dalla tabella n° 2 la maggioranza relativa delle quote è detenuta dalla &lt;i&gt;Bundesbank&lt;/i&gt;, seguita da &lt;i&gt;Banca di Francia&lt;/i&gt; e da &lt;i&gt;Banca d'Italia&lt;/i&gt;; le altre banche centrali detengono invece, rispetto ai tre principali sottoscrittori, percentuali inferiori delle quote della BCE.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;5.3 La Banca d’Italia nello scenario attuale e futuro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia è parte integrante del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) che ha al vertice la BCE, organo che ha in esclusiva la definizione della politica monetaria unica per tutti i paesi membri dell’UEM. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Banca d’Italia può in sostanza definirsi una delle filiali della BCE. A questo risultato si è giunti per tappe con l’adeguamento della legislazione italiana alle disposizioni del Trattato e dello Statuto del SEBC. L’adeguamento definitivo dello Statuto è avvenuto nel marzo del 1998&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn19" name="_ftnref19" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e le modifiche sono state recepite da un decreto presidenziale alla fine del mese successivo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il ruolo della Banca di Italia è ancora in evoluzione, e va ad inserirsi in un quadro molto coerente e complesso. Ciò scaturisce dal disegno di legge di riordino delle Authority, dal decreto per le liberalizzazioni del ministro Bersani, negli accordi per creare la Borsa Globale, nella nuova direttiva MiFID&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn20" name="_ftnref20" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: un sistema monetario fondato sulla moneta elettronica completamente nelle mani delle banche private, un unico ente centralizzato che ha il potere di decidere la politica monetaria, rigorosamente indipendente da tutto e da tutti, liberalizzazione della contrattazioni dei titoli, e la creazione di una serie di autority che controllino il settore finanziario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 2 febbraio 2007, appunto, il Governo ha approvato il disegno di legge che interviene a modificare il sistema composto dalle Autorità indipendenti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nella “&lt;i style=""&gt;relazione illustrativa&lt;/i&gt;” del disegno di legge di riordino delle Authority si legge, in materia di vigilanza: “ &lt;i style=""&gt;Secondo il nuovo disegno, &lt;/i&gt;&lt;st1:personname productid="la Banca"&gt;&lt;i style=""&gt;la Banca&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; d’Italia diventa il soggetto regolatore e vigilante unico in materia di stabilità degli operatori (bancari, assicurativi, finanziari), mentre &lt;/i&gt;&lt;st1:personname productid="la Consob"&gt;&lt;i style=""&gt;la Consob&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; è regolatore unico in materia di trasparenza e di &lt;/i&gt;&lt;st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt;info&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt;rmazione al mercato (quindi anche sull’offerta dei prodotti assicurativi e pensionistici). L’Isvap, &lt;/i&gt;&lt;st1:personname productid="la Covip"&gt;&lt;i style=""&gt;la Covip&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; e l’UIC sono soppressi e le competenze attuali sono ripartite tra BI e Consob (ciò si giustifica anche in ragione degli assetti proprietari delle assicurazioni e della componente finanziaria dei nuovi prodotti assicurativi).&lt;/i&gt; “&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’articolo 8 del decreto legislativo di riordino delle Autority, trasferisce quindi alla Bankitalia le competenze dell’UIC (Ufficio Italiano Cambi), nonché quelle dell’Isvap&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn21" name="_ftnref21" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e Covip&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn22" name="_ftnref22" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, da condividere con Consob&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn23" name="_ftnref23" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Alla Banca d’Italia andranno ancora poteri di controllo e vigilanza sugli intermediari, i quali tuttavia avranno molta più libertà nel gestire la collocazione dei titoli sul mercato. Le Banche d’Affari potranno, in maniera indipendente, creare una borsa valore e vendere Titoli, accompagnati da un quadro di sintesi che spiega l’offerta pubblica: saranno le Banche stesse a fare i controlli e non più Consob per esempio, ma senza acquisire alcuna responsabilità nell’emissione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 27/01/2007 Fulvia Novellino scrive, su Rinascita,&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn24" name="_ftnref24" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; un articolo sullo scenario futuro offerto alla nostra banca centrale: “&lt;i style=""&gt;A rendere la Banca d’Italia un Istituto meramente burocratico è stata l’Unione Europea, con la creazione della Banca Centrale Europea, al cui interno è stato concentrato il potere della politica monetaria, uno dei più potenti e fondamentali poteri che uno Stato detiene nell’esercizio delle funzioni che gli conferisce il popolo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Le banche centrali nazionali sono state così retrocesse a stanza di compensazione, a organo burocratico delle stesse banche private, con poteri di vigilanza senza esercitarli completamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;La Banca di Italia sarà così l’ente burocratico dell’alta finanza, più che un Istituto di emissione monetaria in quanto la sola moneta emessa sarà delle Banche private, ed era alquanto anacronistico pensare di rendere pubblico un’entità che comunque non può essere controllata dallo Stato. La moneta ormai è destinata a perdersi nei circuiti internazionali, i titoli nella Borsa Globale, e le leggi nelle direttive comunitarie: la nuova usura sarà l’essere solamente un utente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;I banchieri hanno così costretto a far scegliere al governo tra pagare ventitrè miliardi per l’acquisto delle azioni, cosa assolutamente impossibile visto lo stretto controllo dell’OCSE&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn25" name="_ftnref25" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; e della UE sui conti pubblici, e chiudere il contenzioso con le liberalizzazioni e il decreto per creare le borse valori delle banche (MIFID)&lt;/i&gt;.”&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin-left: 106.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin-left: 106.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="margin-left: 106.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;   &lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px;" size="1" width="33%"&gt;  &lt;!--[endif]--&gt;  &lt;div id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; DE MATTIA R , &lt;i style=""&gt;Storia del capitale della Banca d’Italia e degli istituti predecessori&lt;/i&gt;, Banca d’Italia, Roma (1977)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn2"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; La Nazionale sarda era nata dalla fine del 1849 dall’attuazione di un disegno unificatorio alla cui accettazione aveva concorso Cavour sia presso gli amministratori e i principali azionisti che presso il governo piemontese, prima ancora che egli stesso ne entrasse a far parte.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn3"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Circa il mutamento della denominazione sociale le fonti tacciono. Non vi fu un provvedimento specifico che sancì il cambio della ragione sociale.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn4"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Nel 1870, con l’ingresso degli italiani in Roma, la Banca degli Stati Pontifici (fondata nel 1850) cambiò la ragione sociale in Banca Romana: la sua liquidazione , decretata nel 1893, fu affidata alla nuova Banca d’Italia, che la concluse nel 1912.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn5"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Tratto da&lt;span style=""&gt; http://www.cronologia.it/mondo28s.htm&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn6"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Tratto da http://digilander.libero.it/afimo/breve_storia_di_bankitalia.htm&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn7"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref7" name="_ftn7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Consob: &lt;span style=""&gt;Commissione Nazionale per le Società e la Borsa&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn8"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText" style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref8" name="_ftn8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Statuto della Banca d’Italia , 2006 ; &lt;i&gt;Approvato con delibera dell’Assemblea generale straordinaria dei partecipanti al capitale del 28 novembre 2006, approvata con D.P.R. 12 dicembre 2006 (G.U. n. 291 del 15 dicembre 2006)&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn9"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref9" name="_ftn9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; R &amp; S, Ricerche &amp;amp; Studi di Mediobanca, 2003, pag. 1.149&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn10"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref10" name="_ftn10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; La Grassa è stato docente di Economia nelle Università di Pisa e Venezia fino al 1996. Convinto marxisista. Da anni scrive&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;libri e ha pubblicato innumerevoli articoli su varie riviste italiane e straniere&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn11"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref11" name="_ftn11" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; LA GRASSA G.(2007), &lt;i style=""&gt;Finanza o metastasi polico-culturale?&lt;/i&gt; , in &lt;i style=""&gt;EFFEDIEFFE giornale online.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn12"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref12" name="_ftn12" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; L'&lt;span style=""&gt;Istituto per la Ricostruzione Industriale&lt;/span&gt; (o &lt;span style=""&gt;IRI&lt;/span&gt;) era un ente pubblico nato nel 1933 per volere dell'allora governo fascista per salvare dal fallimento le principali banche italiane, ossia Banca Commerciale Italiano e Banco di Roma.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn13"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref13" name="_ftn13" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Inps: Istituto nazionale di previdenza sociale&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn14"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref14" name="_ftn14" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; A.B.I., Associazione Bancaria Italiani, costituita nel 1919.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn15"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref15" name="_ftn15" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Aduc: &lt;span style=""&gt;Associazione a difesa dei consumatori e utenti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn16"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref16" name="_ftn16" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ovvero Belgio, Germania, Spagna, Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo e Finlandia&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn17"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref17" name="_ftn17" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; DE CHIARA A. e SARNO L., &lt;i style=""&gt;Dalla Banca d’Italia alla Banca Centrale d’Europa&lt;/i&gt;,&lt;span style=""&gt;                                           &lt;/span&gt;Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, (2001)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn18"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref18" name="_ftn18" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Tratta dal sito ufficiale della BCE,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn19"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref19" name="_ftn19" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; D.lgs. 10 marzo 1998, n. 43&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn20"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref20" name="_ftn20" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; MiFID: Markets in Financial Instruments Directive&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn21"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref21" name="_ftn21" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ISVAP: Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn22"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref22" name="_ftn22" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; COVIP: Commissione di vigilanza sui fondi pensione.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn23"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref23" name="_ftn23" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; CONSOB: Commissione Nazionale per le Società e la Borsa. Vigila su ogni promoter e si occupa dell'apposito Albo.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn24"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref24" name="_ftn24" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;NOVELLINO F. , &lt;i style=""&gt;Bankitalia e moneta elettronica, &lt;/i&gt;tratto da  &lt;a href="http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_economia/Bankitalia_e_moneta_elettr.shtml"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn25"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftnref25" name="_ftn25" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; OCSE: &lt;span style=""&gt;Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5377518712108464995-6828008867221156260?l=bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/6828008867221156260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/6828008867221156260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com/2007/07/la-banca-ditalia-cap1.html' title='TESI - La Banca d&apos;Italia (CAP.1)'/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15604312871996081173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-xos55taj0GA/TazlJfRBxKI/AAAAAAAAAKY/OuSI_nAvTEk/s220/signoraggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzbvFQtTZI/AAAAAAAAAF0/putwRvfSFd8/s72-c/tesi+fasiUE.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5377518712108464995.post-3781936944339109414</id><published>2007-07-29T19:37:00.000+02:00</published><updated>2007-07-30T15:16:11.841+02:00</updated><title type='text'>TESI - Il Signoraggio (CAP.2)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:17;" &gt;IL SIGNORAGGIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;1.LA NASCITA DEL SIGNORAGGIO&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Signoraggio è un termine che deriva dal francese "&lt;i style=""&gt;seigneur&lt;/i&gt;", che in italiano significa "signore". Nel Medio Evo infatti erano i signori feudali i titolari del diritto di battere moneta e i beneficiari del guadagno che ne derivava. Oggi gli economisti intendono per signoraggio, i redditi che la banca centrale e lo stato ottengono grazie alla possibilità di ricreare base monetaria in condizioni di monopolio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di metallo prezioso poteva portarlo presso la zecca di stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio in tale contesto è dunque l'imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ma le vere origini del signoraggio risalgono a&lt;span style=""&gt;l 27 luglio 1694&lt;/span&gt;, quando il massone e banchiere londinese William Paterson fonda con alcuni &lt;i&gt;fratelli &lt;/i&gt;la prima banca centrale al mondo: la &lt;i&gt;Old Lady of Threadneedle Street, &lt;/i&gt;meglio conosciuta come Banca d'Inghilterra. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non si tratta della prima banca in assoluto, perché già nel 1163 a Venezia esisteva un Monte fruttifero privato creato per favorire il commercio, per non parlare del Banco (o Casa) di San Giorgio del 1407 a Genova, vera e prima banca pubblica d'Europa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca d'Inghilterra&lt;/b&gt; è invece la prima Banca Centrale al mondo; la prima che stampò 1.200.000 sterline («notes of bank»), corrispondenti al debito di 700.000 sterline-oro che il Re Gu­glielmo d'Orange aveva contratto proprio con essa. &lt;span style=""&gt;In pratica ha iniziato l'attività comprando il debito della Corona&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Proprio inerente alla Banca d’Inghilterra possiamo citare un passo di un famoso critico dell’economia politica, Karl Marx, che nel 1885 scriveva, nella sua opera&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;Il Capitale&lt;/i&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; , a proposito di questa banca centrale:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“ &lt;i style=""&gt;Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla &lt;/i&gt;&lt;st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt;fondazione&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i style=""&gt; della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa diventasse la moneta con cui la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato . A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò a impiccare i falsificatori di banconote. Gli scritti di quell’epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di quella genìa di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa. “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;La banca di Paterson si trovava quindi, oltre ad essere proprietaria di un capitale sul quale percepiva gli interessi, a disporre di una massa monetaria fittizia&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;non corrispondente a nessuna ricchezza reale, con la quale può intraprendere fruttuose operazioni finanziarie o concedere prestiti sui quali percepire altri interessi. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per il governo inglese, che rinuncia a battere cartamoneta in proprio, comincia così la lunga e mai terminata sequela di interessi da versare alla banca, e per l'economia inglese è consentita la circolazione di denaro inventato, col quale illegittimamente si promuovono speculazioni finanziarie. L'esempio inglese, nei secoli successivi, è seguito &lt;i style=""&gt;da tutti i governi del mondo&lt;/i&gt;, fino alla situazione attuale, in cui nessun popolo è proprietario della moneta che utilizza, e dove tutti sono debitori delle banche private che battono moneta. Le banche, nel momento stesso della loro nascita, iniziano a creare moneta fittizia culminante con l'immensa massa di denaro virtuale oggi circolante nel mondo, dando vita a una colossale truffa ai danni dei popoli. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Emblematica è anche una frase detta nel 1773 da &lt;b style=""&gt;Amschel Mayer Rothschild&lt;/b&gt;, massimo finanziere tedesco, il quale dichiarava &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“&lt;i style=""&gt;la nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo Conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre più nel loro debito e quindi, sempre di più sotto il nostro potere&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ancora è possibile citare &lt;b style=""&gt;Maurice Allais&lt;/b&gt;,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Premio Nobel per l’economia nel 1988 per i suoi contributi determinanti per la teoria dei mercati e l'utilizzo efficiente delle risorse, che disse: “&lt;i&gt;l'attuale creazione di denaro operata ex nihilo dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;In concreto, i risultati sono gli stessi.&lt;/span&gt; La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto" &lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;2.IL SIGNORAGGIO OGGI&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Storicamente, abbiamo visto che il "signoraggio" era il termine col quale si indicava il compenso richiesto dagli antichi sovrani per garantire, attraverso la propria effigie impressa sulle monete, la purezza e il peso dell'oro e dell'argento. Ogni cittadino poteva infatti portare alla Zecca metallo prezioso per farlo trasformare in denaro e il sovrano tratteneva, come signoraggio, una percentuale del metallo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ciò che viene oggi indicato come "reddito monetario" in effetti non è altro se non l'antico signoraggio. Se dunque un ente statale si prendesse la briga di stampare moneta, diffonderla, controllare l'operato degli Istituti bancari, certamente sarebbe legittimo istituire una tassa per coprire le spese necessarie al buon funzionamento di quell'ente. Ma la dimensione del moderno signoraggio va ben al di là di una semplice tassa. Il reddito monetario di una banca di emissione è dato infatti dalla differenza tra la somma degli interessi percepiti sulla cartamoneta emessa e prestata allo Stato e alle banche minori e il costo infinitesimale di carta, inchiostro e stampa, sostenuto per la produzione del denaro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Esempio in “soldoni” del signoraggio&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“&lt;i style=""&gt;Lo Stato prende in prestito una banconota da €100 euro dalla Banca Centrale e la «paga» con una «obbligazione» da €100. A fine anno dovrà «drenare» dalla popolazione quei €100 per restituirli al legittimo proprietario (che è il Banchiere Internazionale), più gli interessi, diciamo un 2,5%. La Banca Centrale ha stampato quella banconota spendendo (&lt;span style=""&gt;tutto compreso&lt;/span&gt;) 30 centesimi di euro (quindi era solo un pezzo di carta, una merce come un altra, come un biglietto del cinema) mentre la banconota da €100 (+2,5%), che lo Stato restituisce alla Banca Centrale, l'ha tolta a noi ed essa è frutto del nostro lavoro, delle nostre fatiche, del nostro sudore, insomma è pregna di valore e impegno umano! La Banca Centrale è una tipografia e si comporta come se fosse la padrona della banconota! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Ergo: il &lt;b&gt;signoraggio&lt;/b&gt; su una singola banconota è di €102,5 - €0,30 = €102,2&lt;/i&gt; “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;3.SOVRANITA’ MONETARIA&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dall’epoca della Rivoluzione americana e francese è principio fermo in ogni democrazia e comune convinzione che la &lt;b style=""&gt;"sovranità"&lt;/b&gt; non appartiene al monarca ma esclusivamente al &lt;u&gt;popolo&lt;/u&gt;. Così è in tutte le democrazie liberali dell’occidente. L’Italia non fa eccezione infatti l’art.1 della nostra Costituzione stabilisce: &lt;i&gt;"La sovranità appartiene al popolo&lt;/i&gt; &lt;i style=""&gt;il quale la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione&lt;span style=""&gt;". &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;Per sovranità popolare si intende il potere politico nella sua radice primigenia, da cui traggono legittimazione il potere legislativo (il Parlamento), quello esecutivo (il Governo) e quello giudiziario (la Magistratura).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Derivazione diretta della sovranità popolare è la &lt;b style=""&gt;sovranità monetaria&lt;/b&gt; che determina il potere di chi detiene il controllo del credito e della moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La moneta dovrebbe nascere di proprietà del cittadino, perché è lui che, accettandola, ne crea il valore. Purtroppo nella realtà non è così, perché il popolo, e quindi lo Stato, non detiene il potere di emettere moneta; potere che è stato delegato ad “altri”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Nel momento in cui la moneta viene messa in circolazione dalla Banca centrale, sarebbe necessario che essa diventasse di proprietà di tutti i cittadini, i quali hanno contribuito in un modo o nell'altro alla crescita dell'economia reale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;E’ il popolo che produce, consuma, lavora, fa girare l’economia. Tutte queste attività ed altre ancora sono alla base della vita economica del paese e perciò sembra logico che i benefici derivati dalla messa in circolazione della moneta non debbano essere un'esclusiva di pochi banchieri bensì vadano distribuiti a tutti quei soggetti che concorrono nella vita economica del paese.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come spiega il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila &lt;b style=""&gt;Bruno Tarquini&lt;/b&gt; in un suo libro&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il popolo ha perso la sovranità monetaria. Contrariamente a quanto accade nel rapporto tra Stato e cittadini con l'emissione dei titoli fruttiferi, in quello che viene a stabilirsi tra Stato e la Banca Centrale, con l'emissione della moneta bancaria (banconota), si coglie in tutta la sua drammaticità la rinuncia da parte dello Stato alla sovranità monetaria ed al conseguente esercizio del potere di "battere moneta"; si avverte sopratutto la stranezza di una situazione che poteva trovare una valida giustificazione in altri tempi, quando la moneta aveva un proprio valore intrinseco perché costituita da pezzi coniati in metalli pregiati, o quando essa, pur rappresentata da simboli cartacei, aveva tuttavia una copertura nelle riserve auree&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;o&lt;/span&gt; argentee delle banche: allora era frequente che il re o il principe (cioè lo Stato), non avendo a propria disposizione risorse finanziarie (metallo pregiato) per sostenere, ad esempio, le spese di una guerra, ricorresse ai banchieri per ottenere i necessari prestiti. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ma nell'attuale&lt;b&gt; &lt;/b&gt;momento storico, in cui la moneta è costituita soltanto da supporto cartaceo, privo di qualunque copertura aurea o valutaria&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, non si comprende la ragione per la quale lo Stato debba richiedere ad un apposito istituto bancario privato il mutuo, sempre oneroso, di banconote create dal nulla e prive quindi di ogni valore intrinseco, trasferendogli in tal modo, con la sovranità monetaria, non solo il potere di emettere moneta, ma anche il governo di tutta la politica monetaria, attraverso il quale, come si è già esposto, non può non influire in maniera assolutamente determinante su tutta la politica economico-sociale del governo nato dalla volontà popolare. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Peraltro è bene sapere che lo Stato, oggi, per mezzo dei propri stabilimenti della Zecca, provvede alla creazione ed alla messa in circolazione di tutta la monetazione metallica, del cui ammontare (anche se di modestissimo valore rispetto a tutto il circolante cartaceo di banconote) esso non è debitore di nessuno, tanto meno della privata Banca d'Italia. Così come, fino a pochi anni fa, provvedeva, nello stesso modo, alla creazione ed alla messa in circolazione di carta moneta di cinquecento lire e, prima ancora, anche di mille lire (figura 2) , &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.2 - &lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;banconota da 500 lire stampata dallo Stato&lt;/i&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMrlQtTYI/AAAAAAAAAFs/kgVTZqBXjLU/s1600-h/tesi+banconota500.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMrlQtTYI/AAAAAAAAAFs/kgVTZqBXjLU/s320/tesi+banconota500.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092670327757819266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;neanche in relazione delle quali ovviamente sorgeva in capo allo Stato alcuna obbligazione di restituzione né di pagamento di interessi, poiché di esse lo stesso Stato non si indebitava, provvedendo direttamente alla loro creazione ed alla loro immissione in circolazione. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;4.VALORE INDOTTO DELLA MONETA&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Professore Giacinto Auriti&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ha effettuato molti studi sul signoraggio, proponendo un rilevante esperimento sulla moneta complementare e ha elaborato un'originale e discussa teoria riguardante la moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questa teoria si esprime col concetto di &lt;b style=""&gt;valore indotto della moneta&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;Secondo Auriti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la moneta è una fattispecie giuridica. Due sono state infatti le definizioni date della moneta: valore creditizio e valore convenzionale. Poiché convenzione e credito sono fattispecie giuridiche, non v'ha dubbio che la moneta costituisca oggetto della scienza del diritto.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'ostacolo di fronte al quale tutti i monetaristi si sono trovati basa sull'errore iniziale di non aver definito la moneta come fattispecie giuridica e lo stesso diritto come strumento o bene esso stesso: come espressione cioè di un valore proprio diverso da quello del bene oggetto del diritto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Su questo equivoco iniziale si è preteso di giustificare il valore monetario sulla base della riserva d'oro, confondendo e spacciando sotto la parvenza di valore creditizio il valore indotto, ossia configurando la moneta come titolo di credito rappresentativo dell’oro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo Auriti questa tesi è clamorosamente errata perché basata su una concezione materialistica del valore. Quando si parla dell'oro si concepisce il cosiddetto valore intrinseco come una proprietà del metallo. Anche l'oro ha valore non perché sia tale, bensì perché ci si è messi d'accordo che lo abbia. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;In breve anche il valore intrinseco altro non è che valore indotto.&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Siccome questo metallo è stato considerato tradizionalmente come simbolo monetario, per consuetudine gli è stato attribuito il valore indotto. Ciò significa che anche l'oro ha valore per il .semplice fatto che ci si è messi d'accordo che lo abbia. Poiché la convenzione è una fattispecie giuridica ed ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la materia prima per creare moneta è esattamente la medesima che serve per creare fattispecie giuridiche, e cioè spazio e tempo; tempo &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;è la previsione normativa, ovvero il giudizio di valore corrispondente alla titolarità del diritto e spazio è la materia con cui si manifesta (la cosiddetta forma del diritto). Questo elemento materiale può essere l'oro o qualsiasi altro simbolo di costo nullo, come carta ed inchiostro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Da ciò si evince che il valore della merce utilizzata come simbolo monetario è del tutto irrilevante.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per comprendere le differenze fondamentali tra moneta e credito basta muovere dalle seguenti considerazioni:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1)&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;il credito si estingue col pagamento, la moneta continua a circolare dopo &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;ogni transazione, perché, come ogni unità di misura è un bene ad utilità ripetuta;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;2) nel credito, come in ogni fattispecie giuridica, prima si vuole il precetto normativo e poi lo si manifesta; nella moneta, prima si crea la manifestazione formale, cioè i simboli monetari e poi le si attribuisce il valore all'atto dell'emissione. Chi crea il valore della moneta non è infatti chi la emette, ma chi l'accetta. Come nell'induzione fisica nasce l'energia elettrica con la rotazione degli elettrodi, cosi nell'induzione giuridica nasce il valore monetario all'atto dell'emissione cioè quando inizia la fase dinamica della circolazione della moneta;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;3) il valore del credito è causato dalla promessa del debitore, come avviene nella cambiale in cui l'emittente è il debitore. Il valore della moneta è causato dall’accettazione del primo prenditore perché egli sa, come membro della collettività nazionale, che gli sarà accettata da tutti i partecipi della convenzione monetaria, cioè dalla collettività che crea appunto per questo il valore indotto della moneta;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;4) il valore del credito è sottoposto al rischio dell'inadempimento. il valore monetario è attuale e certo perché per l'induzione giuridica la moneta, pur essendo un ben immateriale, è un bene reale oggetto di diritto di proprietà. Poiché il valore del titolo di credito è causato dalla promessa del debitore, sottoscrivendo il simbolo monetario sotto la parvenza di una falsa cambiale, il Governatore della Banca Centrale induce la collettività nel falso convincimento che sia lui stesso a creare il valore monetario.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Pertanto il prof. Auriti arriva alla denuncia secondo la quale la Banca Centrale non solo espropria ed indebita la collettività nazionale del suo denaro, ma acquisendo la sovranità monetaria va ad usurpare anche &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;la stessa sovranità politica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;      &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;5.TIPOLOGIE DI SIGNORAGGIO&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Abbiamo definito il signoraggio come la differenza tra il valore nominale della moneta ed il suo costo di produzione. Esso è un profitto di cui si appropria chi ha il potere di emettere una data moneta. Tale profitto esiste per ogni forma di moneta oggigiorno utilizzata: metallica, cartacea e scritturale.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il signoraggio sulla &lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;moneta metallica&lt;/u&gt;&lt;/i&gt; è solitamente per legge attribuito allo Stato. Quello sulla &lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;moneta cartacea&lt;/u&gt;&lt;/i&gt; è per legge attribuito alla Banca Centrale (solitamente privata). Quello sulla &lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;moneta scritturale&lt;/u&gt;&lt;/i&gt; è invece (seppur senza riferimento legislativo) attribuito al sistema bancario nel suo complesso (Banca Centrale compresa, dato che anch'essa può creare denaro dal nulla prestandolo senza l'emissione di banconote).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;span style=""&gt;Il signoraggio sulla moneta metallica è costituito dal valore facciale (nominale) totale di tutte le monete metalliche coniate da un determinato Stato in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il signoraggio sulla moneta cartacea è costituito dal valore facciale totale di tutte le banconote emesse da una Banca Centrale in una determinata valuta, al netto del costo di produzione delle stesse.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;span style=""&gt;Il signoraggio sulla moneta scritturale è costituito dal valore nominale (facciale in questo caso non è corretto, non essendo questa moneta fisica) di tutta la moneta prestata dal sistema bancario (credito) sotto forma di deposito (per lo più conto corrente (c/c)), al netto del costo di produzione della stessa (che è nullo: una semplice digitazione su un computer o scrittura su un foglio di carta di cifre numeriche).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; &lt;span style=""&gt;Mentre il signoraggio sulla moneta fisica (cartacea e metallica) è solitamente ben identificato, quello sulla moneta scritturale risulta spesso non compreso a causa della non automatica identificazione di quest'ultima come moneta vera e propria: ciò che non è sensorialmente percepibile è di più difficile comprensione. Tale confusione è accentuata ancor più dall'esistenza della Contabilità e del Bilancio: in quanto costituiti della stessa sostanza (cifre numeriche su pc o su carta), si tende a fare confusione tra la moneta scritturale (deposito) ed una generica computazione di cifre monetarie (Contabilità e Bilancio). La prima è moneta, la seconda un semplice conteggio della stessa moneta. Il conto corrente, in altre parole, non è Contabilità, come viene solitamente definito, bensì vera e propria moneta non fisica che gode del suo signoraggio, come ogni moneta il cui valore nominale è superiore a quello intrinseco (nullo in questo caso).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;6. LA RISERVA FRAZIONARIA&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come spiega il Nobel per l’economia Paul Samuelson nel suo testo &lt;i style=""&gt;Economia&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; a fronte di un nuovo deposito, la banca può concedere un prestito aggiuntivo per un ammontare massimo pari al nuovo deposito meno la somma trattenuta sotto forma di riserva a qualsiasi titolo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La &lt;b&gt;riserva frazionaria&lt;/b&gt; è la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Se la percentuale di riserva è pari al 2%, a fronte di 100 euro di nuovi depositi la banca deve tenere 2 euro in attività liquide o facilmente liquidabili, mentre può impiegare (ovvero prestare) i restanti 98 euro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo Gianfranco Venturi sarebbe l’errata definizione della moneta come unità di conto ( e non come bene reale) che ha generato nella mente umana la possibilità della moneta come “essenza immaginaria”, come bene che non ha bisogno di essere scambiato realmente per svolgere la sua funzione.&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In base a questo concetto di moneta (come essenza immaginaria) il sistema bancario, tramite la riserva frazionaria, ha creato la moneta virtuale (creata dal nulla e non garantita da alcuna riserva di moneta reale) che rappresenta, insieme al Signoraggio, una colossale truffa ai danni del Popolo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La &lt;span style=""&gt;riserva frazionaria&lt;/span&gt; è la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Oggigiorno, tale coefficiente di riserva si basa su alcune passività della banca, in particolare depositi e titoli: &lt;b&gt;un coefficiente di riserva del &lt;i&gt;2%&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; per depositi e titoli con scadenza o rimborsabili &lt;i&gt;fino a due anni&lt;/i&gt;; un coeff. di riserva del &lt;i&gt;0%&lt;/i&gt; per depositi e titoli con scadenza o rimborsabili &lt;i&gt;oltre i due anni&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Inoltre, anche nel sistema SEBC vale ciò che in Italia esisteva già dal 1990, ossia la &lt;i&gt;mobilizzazione della riserva&lt;/i&gt;: l'obbligo di riserva richiede che la banca mantenga una riserva media giornaliera, calcolata nell'arco di un mese, almeno pari all'ammontare di riserva dovuto. È dunque possibile, con la mobilizzazione della riserva, movimentare l'intera riserva purché a fine giornata il &lt;i&gt;conto riserva/regolamento&lt;/i&gt; (il conto su cui la banca mantiene le proprie riserve presso la Banca Centrale) non presenti saldi negativi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ad esempio, ipotizzando una banca con 1000 euro di depositi con scadenza 12 mesi, essa ha l'obbligo di tenerne 20 come riserva (ossia il 2% di 1000) e può prestarne un massimo di 980. Tali 980 euro possono poi diventare depositi della stessa o di un'altra banca, ed ipotizzando che rimangano anch'essi depositi con scadenza 12 mesi, 19,6 euro dovranno rimanere in riserva (2%) ed un massimo di 960,4 euro potranno essere prestati, e così via. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tale meccanismo crea denaro dal nulla in quanto i depositi continuano ad esistere come denaro, anche se in alcuni casi vincolati nell'utilizzo immediato. Da quei 1000 euro di depositi iniziali, il sistema bancario nel suo complesso può prestare quindi, attraverso il passaggio depositi-prestiti-depositi sopra accennato, un massimo di 50.000 euro (una semplice serie geometrica: 1.000x(1+0,98+0,98*2+0,98*3+...) ). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Se tale calcolo di creazione del denaro dal nulla da parte del sistema bancario è vero in un &lt;i&gt;sistema monetario statico&lt;/i&gt;, non lo è però in un &lt;i&gt;sistema monetario dinamico&lt;/i&gt;. Infatti quei soldi nella realtà si muovono velocemente nel sistema, e quindi &lt;i&gt;lo stesso medesimo denaro&lt;/i&gt; può in poco tempo, divenendo deposito di diversi depositanti o di diverse banche, permettere la creazione di denaro non solo una volta, ma molte volte. Potenzialmente, infinite volte. Ciò significa che la creazione di denaro reale non è solo di 50 volte, ma è ben superiore. E &lt;i&gt;tanto maggiore è la velocità di circolazione della moneta, tanto maggiore sarà la moneta creata&lt;/i&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La creazione di moneta nel sistema monetario odierno basato su riserva frazionale, quindi, non ha sostanzialmente alcun limite, a differenza di quanto ufficialmente dichiarato. E la riserva frazionaria quindi, oggigiorno peraltro quasi inesistente, è in realtà uno strumento &lt;i&gt;fittizio&lt;/i&gt; di limitazione della creazione di moneta dal nulla (strumento di politica monetaria restrittiva). Ed altrettanto fittizia è la base monetaria (denaro emesso dalla Banca Centrale) come strumento di politica monetaria &lt;i&gt;restrittiva&lt;/i&gt;: tolto infatti il denaro iniziale emesso dalla Banca Centrale (una qualsiasi quantità positiva, anche un infinitesimo), per il meccanismo sopra descritto se ne può creare all'infinito attraverso le banche ordinarie. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tale concetto non è sovente compreso in quanto si tende a ragionare in modo statico, e non dinamico; ed a considerare la creazione di moneta scritturale come la risultante del solo &lt;i&gt;coefficiente di riserva obbligatoria&lt;/i&gt;, senza considerare la &lt;i&gt;velocità di circolazione della moneta&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In sostanza, il sistema bancario può produrre a costo zero quantità illimitate di "denaro" dal nulla – denaro con cui sottrae unilateralmente potere d'acquisto al mercato e ai soggetti diversi dalle banche stesse, incontrando in questa produzione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;solamente il limite della &lt;i&gt;credibilità &lt;/i&gt;del denaro stesso che essa va creando, nel senso che il sistema bancario può immettere solo la quantità di nuovo "denaro" creditizio, che il mercato, nel corso del tempo, può e vuole assorbire. Proprio per questa ragione, affinché la gente e il mercato non perdano fiducia nel denaro bancario, i suddetti meccanismi di moltiplicazione della massa monetaria dal nulla non vengono resi noti, anzi spesso vengono negati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Viene incoraggiata la convinzione che le banche siano tenute a osservare rigorosi limiti di riserva e che guadagnino onestamente sulla forbice tra tassi attivi e tassi passivi. E che le Banche Centrali sorveglino e garantiscano che l'offerta di credito non sia eccessiva e non causi inflazione, mentre le forti tasse servirebbero (anche) a drenare l'eccesso di denaro circolante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Quanto sopra comporta anche che l'ammontare della massa monetaria effettiva è incontrollabile, indefinito, perché esso dipende da fattori arbitrari o, più esattamente, potestativi&lt;/i&gt;.&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;7. BANCHE CENTRALI, EURO E TRATTATI&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;7.1 Pecunia ex nihilo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Antonella Randazzo&lt;/b&gt;, insegnante di filosofia, si occupa di Diritti umani da diversi anni. Di recente ha pubblicato un libro&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn11" name="_ftnref11" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; critico nei confronti dell’attuale sistema finanziario. L’autrice denuncia in un passo del libro:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“ &lt;i style=""&gt;Le banche hanno il potere di stampare denaro. Tale potere viene esercitato in segretezza. I mass media utilizzano parole e concetti per nascondere tale realtà. Ad esempio, parlano della Banca Europea come fosse legata all'Europa, e non dicono che essa è un'istituzione controllata da pochi privati. Lo stesso avviene per la Federal Reserve , il cui presidente viene nominato dal presidente americano, per dare ad intendere che si tratta di un'istituzione governativa. E invece essa è nelle mani di un gruppo di banchieri privati.  “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per capire il signoraggio si deve ben capire il concetto della &lt;b style=""&gt;creazione del denaro&lt;/b&gt;, come avviene, da cosa è garantito e chi ne trae i vantaggi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel 1970 l’OPEC&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn12" name="_ftnref12" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, cioè il cartello dei produttori di petrolio, non solo aumentò il prezzo del greggio, ma pretese il pagamento in oro e non in dollari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Gli stati che avevano riserve in dollari, cercarono di cambiarli in oro, che si sarebbe dovuto trovare nei forzieri di Fort Knox&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn13" name="_ftnref13" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; in USA, ma si scopri che l’oro non era sufficiente e non copriva il valore dei dollari circolanti in tutto il mondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le riserve auree nel mondo (valutate al 1975) non superavano le 200.000 tonnellate, mentre per coprire tutte le monete circolanti ne sarebbero occorse 75.000.000 di tonnellate. Il che vuol dire che ogni moneta aveva una copertura del suo valore pari allo 0,3 % in oro, cioè carta straccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b style=""&gt;15 agosto 1971&lt;/b&gt;, il presidente Nixon annuncia a Camp David, con decisione unilaterale, di sospendere la convertibilità del dollaro in oro. Una constatazione di fatto del disastro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Da allora i paesi continuano a stampare denaro dal nulla, “ex nihilo”, fondandolo sul nulla, perché non esiste alcun valore di riferimento che possa far capire quanto vale il biglietto di banca stampato. Ancora di più carta straccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le banche centrali emettono moneta, senza limite e senza costo, e se ne attribuiscono la proprietà a titolo esclusivo e, con i loro prestiti sistematici, creano e incrementano il debito pubblico di ogni stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ma la banca centrale del quale è consapevole che non ha un corrispettivo in oro, e quindi non ha valore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il giornalista David Icke illustra chiaramente quello che avviene nel momento in cui un normale cittadino si reca in banca per chiedere un prestito di una somma di denaro:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“&lt;i style=""&gt;Quando andate in banca a chiedere un prestito, la banca non stampa neanche una banconota nuova, né conia nuove monete. Si limita a digitare la somma del vostro prestito sul vostro conto corrente. Da quel momento in poi pagate alla banca interessi su ciò che non è altro che denaro digitato sullo schermo (denaro virtuale). Eppure, se non riuscite a rimborsare il prestito che non esiste, la banca può intervenire e, in tutta legalità, espropriarvi beni che invece esistono, come la casa, la macchina, la terra e tutto quello che possedete, per un valore pari a quello che compare sullo schermo. Inoltre, poiché il denaro non viene messo in circolazione dai governi, ma dalle banche private che concedono prestiti ai clienti, le banche controllano la quantità di denaro in circolazione. Più prestiti decidono di elargire, più denaro viene messo in circolazione.” &lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn14" name="_ftnref14" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Da ricordare è il dibattito sorto nel settembre del 2002 tra l’allora ministro dell’economia italiana, Giulio &lt;b style=""&gt;Tremonti&lt;/b&gt;, e l’allora presidente della BCE, Willem &lt;b style=""&gt;Duisenberg&lt;/b&gt;, in cui il primo suggeriva la proposta di sostituire le monete metalliche da uno e due euro con le banconote di carta che, a detta di Tremonti, avrebbe dato ai consumatori un senso di maggiore sensatezza al consumo e avrebbe aiutato a tenere i prezzi sotto controllo. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La risposta di Duisenberg fu quasi derisoria.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sotto riporto l’estratto della conferenza stampa del presidente della BCE, Willem F. Duisenberg, Francoforte 12.9.2002:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Domanda:&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;"&lt;i style=""&gt;Mr Tremonti, il ministro italiano dell’Economia, ha proposto l’adozione delle banconte da 1 e 2 euro, insieme con le monete allo scopo di impedire ulteriori aumenti dei prezzi. Il 74% degli italiani è d’accordo con questa proposta e noi vogliamo sapere che cosa pensa lei di questo e se ne avete parlato alla Banca centrale europea. Grazie&lt;/i&gt;."&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Duisenberg:&lt;/b&gt; “&lt;i style=""&gt;Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di &lt;b&gt;signoraggio&lt;/b&gt; che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so&lt;/i&gt;.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;7.2 Trattato di Maastricht e BCE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b&gt;Trattato sull'Unione Europea&lt;/b&gt; (noto come &lt;b&gt;Trattato di Maastricht&lt;/b&gt;) venne firmato nella cittadina olandese sulle rive della Mosa di Maastricht il 7 febbraio 1992 dai 12 paesi membri dell'allora Comunità Europea, oggi Unione Europea ed è entrato in vigore il 1 novembre 1993.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo alcuni studiosi attraverso il trattato di Maastricht è stato possibile trasferire il potere sovrano dei popoli europei ad un’entità virtuale, che decide per loro attraverso euroburocrati non eletti, liberi da controlli e responsabilità, scelti da poteri finanziari sovranazionali. Un trattato diretto a realizzare un governo europeo centralizzato, sul quale tali poteri possono più facilmente esercitare la loro egemonia e la loro pressione, lontano dal controllo elettorale dei popoli.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo i sostenitori dell’Eurosistema i&lt;span style=""&gt;l trattato sull'Unione europea (TUE) segna una nuova tappa nell'integrazione europea poiché consente di avviare l'integrazione politica. L'Unione europea da esso creata comporta tre pilastri: le Comunità europee, la Politica estera e di sicurezza comune (PESC), nonché la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale (JAI). Il trattato istituisce una cittadinanza europea, rafforza i poteri del Parlamento europeo e vara l'unione economica e monetaria (UEM).&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le banche centrali delle singole nazioni europee, prima del Trattato di Maastricht, avevano un'indipendenza dal potere politico variabile tra il 40 e il 65 %; oggi, dopo i cambiamenti determinati dall'avvento dell'Euro, hanno raggiunto il 90%. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dunque, mentre nessuna influenza può giungere dal potere politico alla BCE, dai vertici monetari giungono al potere politico continue indicazioni, parametri cui attenersi, precisi paletti che coinvolgono l'intera economia delle nazioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;È davvero singolare come il Trattato di Maastricht si sia preoccupato di definire la BCE esclusivamente per ciò che riguarda la sua indipendenza. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Francesco Papadia e Carlo Santini, nel loro “&lt;i style=""&gt;La Banca centrale europea&lt;/i&gt;”&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn15" name="_ftnref15" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, ricordano: «&lt;i style=""&gt;Dalla lettura del Trattato emerge la particolare collocazione della Banca centrale europea nell'assetto istituzionale dell'Unione europea. L'articolo 4, infatti, non la menziona tra le istituzioni&lt;/i&gt; (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia e Corte dei conti) &lt;i style=""&gt;della Comunità. Alla Banca, però, il Trattato conferisce personalità giuridica e lo Statuto riconosce la più ampia capacità di agire in ciascuno degli Stati membri. Sotto il profilo giuridico-formale, la Banca centrale europea non è, dunque, un'istituzione comunitaria [...], i suoi atti non sono imputabili alla Comunità. La Banca centrale europea è inserita in una cornice giuridica che ne stabilisce e ne tutela l'indipendenza nell'attuazione della politica monetaria&lt;/i&gt;».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ulteriore prova di come i Governi dei Paesi del SEBC abbiano perso la loro sovranità monetaria, e quindi la possibilità di influire nelle decisioni di politica monetaria dell’Ue, possiamo citare alcuni articoli del Trattato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;L’art.105&lt;/b&gt; del trattato di Maastricht, infatti, prevede che “&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;.”, e &lt;b style=""&gt;l’art.107&lt;/b&gt; aggiunge che “&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti loro attribuiti… né la BCE, né una BCN, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari, nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;.” &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ancora, &lt;b style=""&gt;all’art.108 A.1&lt;/b&gt;, si legge che “ &lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;la decisione&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;u&gt; (della BCE&lt;i style=""&gt;) è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati&lt;/i&gt;&lt;/u&gt;”. Un vero e proprio potere assoluto, in materia di politica monetaria, nelle mani della BCE che, giova ripetere, è un Ente privato sovranazionale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;A questo punto viene da chiedersi se norme di tale portata non sono in contrasto con i principi contenuti nella prima parte della costituzione italiana, specie con quello sancito dall’Art.1, dove si afferma che la sovranità appartiene al popolo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Pertanto, le Banche centrali nazionali aderenti all’Eurosistema su autorizzazione della BCE, prestano agli Stati ed alle Banche ordinarie&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la moneta (l’euro) creata dal nulla (cioè senza una corrispondente copertura), richiedendo non solo il pagamento degli interessi, ma anche la restituzione del valore che l’euro medesimo ha acquistato per effetto della sua circolazione (ricordiamo che i simboli monetari entrati in circolazione, al momento dell’emissione, non avevano alcun valore, essendo stati creati dal nulla). I simboli monetari, invero, hanno incorporato il loro valore nominale, il loro potere d’acquisto, soltanto quando i popoli ne hanno accettato la circolazione (peraltro, nel caso dell’Euro si dovrebbe parlare di “&lt;i style=""&gt;accettazione imposta&lt;/i&gt;” e non di libera autodeterminazione di volontà).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’Eurosistema appare quindi come una federazione di società per azioni le cui deliberazioni sono adottate dagli organi decisionali della BCE. Ad essa (cioè ad un “privato”, espressione di poteri finanziari sovranazionali) gli Stati membri hanno trasferito la propria sovranità monetaria e di conseguenza il controllo della politica economico-sociale delle nazioni. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;7.3 Contabilità e debito pubblico&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La banca - oggi la Banca Centrale Europea, prima la Banca d’Italia - &lt;b&gt;&lt;i&gt;stampa le banconote e iscrive al passivo nel proprio bilancio il loro ammontare&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, come se fosse una somma di proprietà della Banca e conferita da questa allo Stato. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quindi, dal punto di vista contabile, la BCE risulta debitrice della moneta emessa, per tutto il tempo della sua circolazione; rappresentando pertanto un debito, tale moneta viene inserita fra le poste passive. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Allora, non ci si spiega perché percepisca interessi su di essa, pur essendo un debitore, visto che gli interessi andrebbero corrisposti al creditore, cioè al proprietario. Ne consegue che la BCE, essendo debitrice della moneta emessa, ne trae un utile non giustificabile, perché i veri creditori, cioè i proprietari, sono i popoli europei. Se poi si voglia assumere che la BCE è proprietaria della moneta emessa, anche prima del momento in cui la pone in circolazione (assurdo logico ed etico, in base al quale il valore della moneta non sarebbe l’effetto di una convenzione, bensì l’espressione della volontà totalitaria imposta da una struttura privata, direttamente dipendente dai gruppi di potere della finanza sovranazionale) si deve anche convenire che la medesima commette un &lt;i style=""&gt;illecito contabile&lt;/i&gt; allorquando la pone in bilancio fra le poste passive.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dal Ministero del Tesoro la Banca incamera titoli di Stato e iscrive il loro ammontare all’attivo del proprio bilancio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;A questo punto tali titoli vengono “piazzati” presso le banche e gli istituti di credito che, a loro volta, li vendono ai loro clienti. Con questa operazione, la Banca centrale incassa subito sul mercato le somme che ha “prestato”allo Stato, il quale poi questi stessi titoli li rimborserà alla scadenza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dal canto suo lo Stato&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (contestualmente alla Banca centrale e per la medesima partita) &lt;b&gt;&lt;i&gt;iscrive al passivo nel proprio bilancio le somme che la Banca gli ha “prestato“&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, quelle banconote che in realtà appartengono ai cittadini e quindi dovrebbero essere iscritte all’attivo del bilancio dello Stato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Per documentare quanto sopra si può esaminare il bilancio della Banca Centrale Europea contenuto nel &lt;a href="http://www.ecb.eu/pub/annual/html/index.en.html"&gt;Rapporto Annuale della BCE per il 2004&lt;/a&gt;, analizzando lo stato patrimoniale e il conto economico di gestione. Ricordo che le stesse analogie sono ripresentabili per i bilanci degli anni precedenti o successivi al 2004.&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;Se il bilancio 2004 fosse stato redatto conformemente alla realtà economico-giuridica , ossia alla inesigibilità verso la banca emittente delle banconote emesse, la voce passiva ‘&lt;i style=""&gt;Banconote in circolazione&lt;/i&gt;” dello stato patrimoniale, di oltre quaranta miliardi di Euro, sarebbe stata soppressa, e si sarebbe messa, nel conto economico, tra i ricavi, la posta “Sopravvenienza attiva&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;€ 40.100.852.165”; la quale porterebbe a un utile di esercizio di € 38.464.823.463 - utile da riportarsi nello stato patrimoniale in luogo della perdita. Anzi, l’utile di esercizio sarebbe molto maggiore, perché questa enorme variazione del patrimonio netto attivo porterebbe a ricavi proporzionalmente maggiori (circa € 1.000.000.000 al T.U.S. del 2,5%) come interessi attivi (e ciò non solo per l’anno 2004, ma anche per tutti gli anni precedenti, in cui la voce passiva fasulla era presente).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Inoltre, tutto l’incremento annuale della massa di banconote circolanti - circa € 5.200.000.000 – andrebbe ad aggiungersi agli utili di gestione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si noti che, in questa riscrittura del bilancio, si sommerebbero, per l’anno 2004, alcune voci attive straordinarie (la sopravvenienza attiva del controvalore delle banconote circolanti, e la conseguente sopravvenienza attiva degli interessi attivi per tutti gli anni precedenti al 2004), e alcune ordinarie, ossia destinate a ripetersi (gli interessi attivi o gli altri utili derivanti dal maggiore capitale netto; il profitto del signoraggio, ossia dell’emissione di nuove banconote).&lt;br /&gt;La gigantesca somma delle passività inesistenti costituisce il valore non manifesto del patrimonio della BCE, quindi del patrimonio delle Banche Centrali che ne fanno parte. La quota competente alla Banca d’Italia, al netto, è € 4.796.563.485,84 – pari alla stima del patrimonio di Banca d’Italia come stimata nel proprio bilancio consolidato dalla sua partecipante Banca Popolare di Lodi.&lt;br /&gt;Il bilancio della Banca d’Italia è fatto secondo i medesimi metodi che occultano reddito e ‘negano’ cespiti patrimoniali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In sintesi, la Banca centrale nel mentre che iscrive al passivo del proprio bilancio i biglietti di banca emessi (anche se essi non rappresentano una perdita, perché la moneta, essendo l’unità di misura del valore dei beni, ha sempre e soltanto valore convenzionale, mai creditizio) addebita gli stessi, invece di accreditarli, ai popoli che, accettandoli, ne determinano il potere di acquisto. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questo meccanismo che realizza un sistema usuraio, sia perché la Banca centrale, quando “presta” denaro, si arroga un diritto di proprietà, che non ha, su tutta la moneta circolante; sia perché i cittadini, da proprietari, diventano debitori della moneta che essi stessi creano. Da proprietari, e quindi creditori, a debitori: ecco l’usura praticata dal sistema delle Banche centrali che, allorquando prestano, invece di accreditare, il danaro stampato, ne caricano il costo del 200%.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;          &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tutto ciò che è stato sopra analizzato seguendo il bilancio della BCE lo si potrebbe fare analizzando con gli stessi criteri il bilancio della Banca d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Come si evince dal bilancio&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn16" name="_ftnref16" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; presentato dal governatore Mario Draghi il 31 maggio 2006:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.6&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Passivo dello Stato Patrimoniale della Banca d’Italia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMjlQtTXI/AAAAAAAAAFk/gi45EIxqMC8/s1600-h/tesi+bilancio+draghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 357px; height: 211px;" src="http://bp1.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMjlQtTXI/AAAAAAAAAFk/gi45EIxqMC8/s320/tesi+bilancio+draghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092670190318865778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;È la Banca d’Italia stessa che nella definizione delle “&lt;i&gt;BANCONOTE IN CIRCOLAZIONE&lt;/i&gt;” ci racconta che esse sono un REDDITO. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Infatti a pagina 441 del bilancio bankitalia 2005 troviamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;“ BANCONOTE IN CIRCOLAZIONE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;La BCE e le dodici BCN dell’area dell’euro, che insieme compongono l’Eurosistema, emettono le banconote in euro dal 1° gennaio 2002 (Decisione BCE 6 dicembre 2001, n. 15 sulla emissione delle banconote in euro, in &lt;/i&gt;Gazzetta ufficiale delle Comunità europee &lt;i&gt;L 337 del 20.12.2001, pp.52-54, e successive modifiche). Con riferimento all’ultimo giorno lavorativo di ciascun mese l’ammontare complessivo delle banconote in euro in circolazione viene ridistribuito sulla base dei criteri di seguito indicati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Dal 2002 alla BCE viene attribuita una quota pari all’8 per cento dell’ammontare totale delle banconote in circolazione, mentre il restante 92 per cento viene attribuito a ciascuna BCN in misura proporzionale alla rispettiva quota di partecipazione al capitale della BCE (quota capitale). La quota di banconote attribuita a ciascuna BCN è rappresentata nella voce di stato patrimoniale &lt;/i&gt;Banconote in circolazione&lt;i&gt;. La differenza tra l’ammontare delle banconote attribuito a ciascuna BCN, sulla base della quota di allocazione, e quello delle banconote effettivamente messe in circolazione dalla BCN considerata, dà origine a saldi intra Eurosistema remunerati. Dal 2002 e sino al 2007 i saldi intra Eurosistema derivanti dalla allocazione delle banconote sono rettificati al fine di evitare un impatto eccessivo sulle situazioni &lt;b&gt;reddituali &lt;/b&gt;delle BCN rispetto agli anni precedenti. Le correzioni sono apportate sulla base della differenza tra l’ammontare medio della circolazione di ciascuna BCN nel periodo compreso tra luglio 1999 e giugno 2001 e l’ammontare medio della circolazione che sarebbe risultato nello stesso periodo applicando il meccanismo di allocazione basato sulle quote capitale. Gli aggiustamenti verranno ridotti anno per anno fino alla fine del 2007, dopodiché il &lt;b&gt;reddito &lt;/b&gt;relativo alle banconote verrà integralmente redistribuito in proporzione alle quote, versate, di partecipazione delle BCN al capitale della BCE (Decisione BCE 6 dicembre 2001, n. 16, sulla distribuzione del &lt;b&gt;reddito &lt;/b&gt;monetario delle BCN degli Stati membri partecipanti a partire dall’esercizio 2002, in &lt;/i&gt;Gazzetta ufficiale delle Comunità europee &lt;i&gt;L 337 del 20.12.2001, pp.55-61, e successive modifiche).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Gli interessi attivi e passivi maturati su questi saldi sono regolati attraverso i conti con la BCE e inclusi nella voce di conto economico &lt;/i&gt;interessi attivi netti&lt;i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Il Consiglio direttivo della BCE ha stabilito che il &lt;b&gt;reddito da signoraggio &lt;/b&gt;della BCE, derivante dalla quota dell’8 per cento delle banconote a essa attribuite, venga riconosciuto separatamente alle BCN il secondo giorno lavorativo dell’anno successivo a quello di riferimento sotto forma di distribuzione provvisoria di utili (Decisione BCE 17 novembre 2005, n. 11, in &lt;/i&gt;Gazzetta ufficiale delle Comunità europee &lt;i&gt;L 311 del 26.11.2005, pp.41-42). Tale distribuzione avverrà per l’intero ammontare del &lt;b&gt;reddito da signoraggio&lt;/b&gt;, a meno che quest’ultimo non risulti superiore al profitto netto della BCE relativo all’anno considerato o che il Consiglio direttivo della BCE decida di ridurre il &lt;b&gt;reddito da signoraggio &lt;/b&gt;a fronte di costi sostenuti per l’emissione e la detenzione di banconote. Il Consiglio direttivo della BCE può altresì decidere di accantonare l’intero &lt;b&gt;reddito &lt;/b&gt;in discorso o parte di esso a un fondo destinato a fronteggiare i rischi di cambio, di tasso di interesse e di prezzo dell’oro. La distribuzione dell’acconto sugli utili da parte della BCE, corrispondente alla quota di &lt;b&gt;reddito da signoraggio &lt;/b&gt;della BCE stessa riconosciuta all’Istituto, è registrata per competenza nell’esercizio cui tale &lt;b&gt;reddito &lt;/b&gt;si riferisce, in deroga al criterio di cassa previsto in generale per i dividendi e gli utili da partecipazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Per l’esercizio 2005 il Consiglio direttivo della BCE ha deciso che l’intero ammontare del &lt;b&gt;reddito da signoraggio &lt;/b&gt;resti attribuito alla BCE stessa. “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ora letto quanto sopra riportato, ovvero un testo presente nel bilancio 2005 di Bankitalia e firmato dallo stesso Governatore Draghi, si evince come le banconote in circolazione rappresentino un reddito per la stessa Banca d’Italia..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’ingegner Lino Rossi dopo delle attente ricerche ed analisi, arriva a delle conclusioni per certi versi dimostrate, per altri versi sconvolgenti per i dubbi che suscitano. Egli afferma che&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nel momento in cui si pongono nelle passività i suddetti “redditi” succede che gli stessi vengono sottratti al CONTO ECONOMICO, così come definito dall’art. 2425 del C.C.. Significa, secondo Rossi, due cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;1) il reddito così trattato non viene sottoposto a nessun tipo di imposizione fiscale, né a nessun tipo di rientro nelle casse dello Stato;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;2) lo stesso viene fatto sparire dalla contabilità per prendere (addirittura) la misteriosa via del “nero”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dal un libro universitario di economia aziendale (Produzione e Mercato - A. Birolo G. Tattara - Ed. Il Mulino - 1991) si legge: &lt;i&gt;"Si osservi che il biglietto di banca rappresenta un &lt;b&gt;debito &lt;/b&gt;della banca centrale nei confronti di chi lo possiede. Quando un biglietto torna alla banca centrale, il debito che esso rappresenta è automaticamente estinto; l'eliminazione del debito comporta dunque la &lt;b&gt;distruzione della moneta&lt;/b&gt;".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Pertanto secondo questa analisi Bankitalia si sarebbe sbagliata a definire le “banconote in circolazione” come “reddito” perché in realtà è un debito e quindi fa benissimo a mettere quelle somme nelle passività. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La banconota che torna alla banca centrale viene distrutta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Vengono spontanee, secondo l’Ing. Rossi, porsi alcune domande:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;a) &lt;i style=""&gt;da quando in qua un soggetto percepisce gli interessi di un debito da esso stesso contratto?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;b) &lt;i style=""&gt;quando un debito non viene richiesto da nessuno è ancora tale? Nessuno infatti ha titolo per andare alla Banca d’Italia ad esigere la restituzione di quel “debito”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;c) &lt;i style=""&gt;da quando in qua un debitore “distrugge” il credito altrui? Quelle banconote sono della collettività e servono per scambiare i beni che la collettività stessa produce.&lt;/i&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dai bilanci ufficiali presenti sul sito della nostra banca centrale troviamo:&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Tabella n.3&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Dati prelevati dai bilanci ufficiali della banca d’Italia sulle Banconote in circolazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;table class="MsoTableGrid" style="border: medium none ; margin-left: 0px; border-collapse: collapse; text-align: left; margin-right: 0px; width: 321px; height: 223px;" border="1" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="height: 25.4pt;"&gt;   &lt;td style="border: 1pt solid windowtext; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 25.4pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: -11pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;                     &lt;/span&gt;Anno &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: solid solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 25.4pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b style=""&gt;Banconote in&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b style=""&gt;circolazione [€]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1.25pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1.25pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: left;" align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1996 &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1.25pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;54.799.175.735&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1997   &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;58.914.304.307&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1998&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;63.220.005.474&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1999&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;70.614.050.000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;75.063.752.000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2001&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;64.675.772.000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2002&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;62.835.488.000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2003&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;73.807.446.000&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2004&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;84.191.125.720&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 1pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 1pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2005&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 1pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;94.933.679.360&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 5.15pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; padding: 0cm 5.4pt; width: 122.4pt; height: 5.15pt;" valign="top" width="163"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2006*&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; padding: 0cm 5.4pt; height: 5.15pt;" valign="top"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style=""&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;100.000.000.000*&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;                &lt;/span&gt;* stima&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nascono serie perplessità quando leggiamo da diverse fonti quali:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;- nella seconda edizione di “&lt;b style=""&gt;Euroschiavi&lt;/b&gt;” di Marco Della Luna ed Antonio Miclavez che “alle isole Cayman sono stati trovati i seguenti conti:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;700 26891 A01 N BANCA D'ITALIA UFFICIO RISCONTRO VIA NAZIONALE, 91 I-00184 ROMA, ITALIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;709 27154 A01 N BANCA D'ITALIA SERVIZIO RAPPORTI CON L'ESTERO, UFFICIO RISCONTRO 2484 VIA NAZIONALE, 91 I-00184 ROMA ITALIA; “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;- &lt;b style=""&gt;sul web&lt;/b&gt; - http://spazioinwind.libero.it/cobas/finanzaloro/bancaditalia.htm - La Banca d'italia nel 1994, tramite l'Ufficio italiano cambi (Uic), è entrata -con 100 miliardi di dollari- in una società controllata dall'Hedge Fund Ltcm e costituita nel paradiso fiscale delle CAYMAN ISLAND dai soci promotori dello stesso Ltcm !!!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;- nel &lt;b style=""&gt;Corsera&lt;/b&gt; del 26-10-95 - Il &lt;b style=""&gt;Financial Time&lt;/b&gt; ha scritto che per questo investimento la Banca d'italia ha perso la sua "credibilità morale";&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;- ne &lt;b style=""&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/b&gt; dell’ 8-10-98 - "E' assurdo utilizzare riserve nazionali per investire su un fondo come Ltcm,che era chiaramente speculativo",dichiara Edward Thorp, "padre" degli Hedge Fund americani;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;- nel libro “&lt;b style=""&gt;Il Potere del denaro svuota le democrazie&lt;/b&gt;” di Giano Accame, ed. Settimo Sigillo – un esplicito riferimento alla presenza della Banca d’Italia alle isole Cayman.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Valutare la veridicità di queste fonti, se pur citate da autorevoli testate economiche quali Il Sole 24 ore o il Financial Time, può risultare secondario al problema, nonché rappresenta un compito arduo anche perché andare a rintracciare i fondi neri è sempre un’impresa complessa. Ciò che conta è che quei soldi non sono dove dovrebbero essere, ovvero nelle casse dello Stato a lenire il nostro enorme debito pubblico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Tutte queste operazioni producono un debito pubblico in continuo aumento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;Esempio&lt;/u&gt;: “&lt;i style=""&gt;se lo Stato restituisce &lt;strong&gt;98&lt;/strong&gt; e non &lt;strong&gt;102&lt;/strong&gt; cosa succede? non è che può fare molto.. può solo chiedere un nuovo prestito, stavolta di &lt;strong&gt;104&lt;/strong&gt; (100 per le spese previste per il nuovo anno, 4 per il debito non pagato l'anno precedente).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Naturalmente a fine anno dovrà restituire 104 + gli interessi = &lt;strong&gt;106&lt;/strong&gt; (circa). Ora si possono seguire due strade: o si aumenta la pressione fiscale, oppure si mantiene stabile la tassazione per motivi di ordine pubblico (un popolo che si vede aumentare le Tasse e poi scopre come vengono sperperati i suoi soldi tende, storicamente, a non tollerare questi “errori”) ma si aumenta il ricorso all'indebitamento pubblico, tramite il prestito privato dalle banche centrali.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questa situazione si è ripetuta e tuttora si ripete &lt;strong&gt;tutti gli anni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Tabella n.4&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Debito pubblico italiano dal 2002 al 2005 &lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn17" name="_ftnref17" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div align="center"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;table class="MsoNormalTable" style="width: 217.7pt; border-collapse: collapse;" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" width="290"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="height: 15.75pt;"&gt;   &lt;td style="border: 1pt solid windowtext; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 46.7pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 15.75pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="62"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;   &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: left;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Anno&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: solid solid solid none; border-color: windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: 1pt 1pt 1pt medium; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 99pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 15.75pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="132"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Debito pubblico&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: solid solid solid none; border-color: windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: 1pt 1pt 1pt medium; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 72pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 15.75pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="96"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;PIL&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 19.85pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 46.7pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="62"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;2002&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 99pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="132"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.367.169&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 72pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="96"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.295.226&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 19.85pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 46.7pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="62"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;2003&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 99pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="132"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.392.285&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 72pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="96"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.335.354&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 19.85pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 46.7pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="62"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;2004&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 99pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="132"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.442.994&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 72pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="96"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.388.870&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt;  &lt;tr style="height: 19.85pt;"&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext; border-width: medium 1pt 1pt; padding: 0cm; background: rgb(204, 255, 204) none repeat scroll 0% 50%; width: 46.7pt; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="62"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;2005&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 99pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="132"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.510.826&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-color: -moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color; border-width: medium 1pt 1pt medium; padding: 0cm; width: 72pt; height: 19.85pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="96"&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1.417.241&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come si vede dalla tabella, dal 2002 al 2005 il debito pubblico è sempre aumentato e continuerà ad aumentare. Infatti anche quello stimato per l’anno 2006 sfonda la quota dei 1600 miliardi di euro, secondo quanto riporta il supplemento Finanza Pubblica al Bollettino Statistico della Banca d'Italia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Siccome alla BCE è stata data (come a Bankitalia S.p.A. prima di essa) totale autonomia nella &lt;u&gt;decisione del tasso di sconto&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn18" name="_ftnref18" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;, questo significa che: &lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;«chi» presta decide anche a «quanto» presta&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questo comporta &lt;u&gt;un aumento del costo del denaro&lt;/u&gt; e quindi un aumento degli interessi sui prestiti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Si sente spesso dire alla radio che « &lt;em&gt;il deficit pubblico è aumentato per un imprevisto dilatarsi della servitù sul debito».&lt;/em&gt; Il vero significato di quest’ultima frase sta nel fatto che il banchiere aumenta il tasso di sconto e lo Stato si ritrova costretto ad inventarsi qualche tassa nuova o aumentare una di quelle esistenti per far fronte al Debito Pubblico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quindi, essendo il &lt;strong&gt;creditore &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;– la banca centrale -&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; sempre lo stesso soggetto (grazie al trattato di Maastricht e grazie al tacito rinnovo che lo scorso 31 dicembre 2005 ha permesso a Bankitalia S.p.A. - socia 15% della BCE - di proiettare la fine del contratto che la lega allo Stato Italiano in qualità di "Servizi di Tesoreria dello Stato" al 31 dicembre 2030) ed essendo il &lt;strong&gt;debitore &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;– i cittadini -&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; impossibilitato a rivolgersi altrove e/o a stamparsi moneta propria si viene a creare, persistendo in questa situazione, uno &lt;strong&gt;Stato sovrano debitore in eternum.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;7.4 Federal Reserve&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quanto esaminato finora a titolo di signoraggio, perdita di sovranità monetaria da parte del popolo e debito pubblico nell’area europea, sotto il velo della BCE, avviene anche negli Stati Uniti, ma stavolta al posto della Banca Centrale Europea qui la fa da “padrona” la &lt;b style=""&gt;Federal Riserve Bank&lt;/b&gt;, ossia la banca centrale degli U.S.A. .&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’articolo 1, Sezione 8 della Costituzione stabilisce che il Congresso deve avere il potere di coniare moneta (creare) e di stabilirne il valore. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tuttavia, attualmente, la FED, che è una società privata, controlla e trae profitto dal produrre moneta attraverso il Tesoro, e controllandone il valore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Venne istituita il 23 dicembre 1913 su proposta del presidente Woodrow Wilson approvata dal Congresso degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La FED ebbe inizio con circa trecento persone o banche, che diventarono proprietari (azionisti che hanno comprato il capitale azionario a $ 100 per azione – il capitale azionario non è commercializzato pubblicamente) del Sistema Bancario della Federal Riserve. Essi formarono un cartello bancario internazionale di ricchezza senza confronto. Il sistema bancario della FED raccoglie miliardi di dollari di interessi annui e distribuisce i profitti ai suoi azionisti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Illegalmente, il Congresso ha dato alla FED il diritto di stampare moneta (attraverso il Tesoro) senza alcun onere per la FED. La Federal Riserve&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ha creato denaro dal nulla, e lo presta attraverso le sue banche, e carica gli interessi sul dollaro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Attualmente le&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;banche azioniste della Federal Reserve sono per statuto banche nazionali americane, ad oggi suddivise in dodici distretti:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Boston&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;New York&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Philadelphia&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Cleveland&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Richmond&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Atlanta&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Chicago&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;St. Louis&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Minneapolis&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Kansas City&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Dallas&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;San Francisco&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le azioni di ogni distretto possono essere detenute sia da banche americane che straniere.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Attualmente il distretto di New York controlla gli altri undici ed è di proprietà di banche private:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca Rothschild&lt;/b&gt; di Londra&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca Warburg&lt;/b&gt; di Amburgo&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca Rothschild&lt;/b&gt; di Berlino&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;La &lt;b style=""&gt;Lehman Brothers&lt;/b&gt; di &lt;/span&gt;&lt;st1:state&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;New York&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:state&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Lazard Brothers&lt;/b&gt; di Parigi&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca Kuhln Loeb&lt;/b&gt; di New York&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Le &lt;b style=""&gt;Banche Israel Moses Seif &lt;/b&gt;in Italia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;La &lt;b style=""&gt;Goldman Sachs&lt;/b&gt; di &lt;/span&gt;&lt;st1:state&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;New York&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:state&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;La &lt;b style=""&gt;Banca Warburg&lt;/b&gt; di Amsterdam&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=";font-family:Symbol;font-size:10;"  lang="EN-GB" &gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;La &lt;b style=""&gt;Chase Manhattan Bank&lt;/b&gt; di &lt;/span&gt;&lt;st1:state&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;New York&lt;/span&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:state&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nessun uomo denunciò maggiormente il potere della FED quanto Louis T. &lt;b style=""&gt;McFadden&lt;/b&gt;, il presidente della Commissione Camerale Bancaria negli anni '30. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Egli costantemente precisava che le questioni sull'emissione monetaria non dovevano essere partigiane, e criticava le amministrazioni sia di Herbert Hoover che di Franklin Roosevelt.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Descrivendo la FED, nel 10 giugno 1932 (Verbale del Congresso, Camera, pagine 1295 e 1296), McFadden affermava:  &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;"&lt;i&gt;Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al consiglio d'amministrazione della Federal Reserve ed alle banche Federal Reserve. Il cda della Federal Reserve, un cda di governo, ha fregato al Governo degli Stati Uniti ed al popolo statunitense abbastanza soldi per estinguere il debito pubblico. Le predazioni ed ingiustizie del cda della Federal Reserve e delle banche Federal Reserve, agendo assieme, sono costate a questo paese abbastanza soldi per ripagare numerose volte il debito nazionale. Questa maligna istituzione ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti, è andata in bancarotta ed ha portato alla bancarotta il Governo. Ha ottenuto questo attraverso la cattiva amministrazione della legge che autorizzava il cda della Federal Reserve ed attraverso le combriccole corrotte che la controllano. Qualcuno pensa che le banche Federal Reserve siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni statunitensi. Sono monopoli di credito privati che si basano sul popolo statunitense per beneficiare se stessi ed i loro clienti stranieri, gli speculatori e predatori interni e stranieri, e i ricchi predatori usurai. In questa oscura cricca di pirati finanziari ci sono quelli che taglierebbero la gola di chiunque per sottrargli un dollaro dalle tasche, vi sono quelli che mandano soldi negli stati per comprare i voti per controllare la nostra legislazione, e ci sono quelli che mantengono una propaganda internazionale allo scopo di ingannarci e di spingerci a fornire nuove concessioni che permetteranno loro di insabbiare le loro malefatte precedenti e di rimettere in moto il loro gigantesco treno criminale. Questi 12 monopoli privati vennero slealmente ed ingannevolmente imposti a questo paese da banchieri che vennero dall'Europa e che hanno ripagato la nostra ospitalità minando alla base le nostre istituzioni americane&lt;/i&gt;".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Congresso americano permette alla illegale FED di andare avanti, la maggior parte delle tasse va agli azionisti della FED ed ai loro banchieri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;La FED compra il debito degli stati Uniti con il denaro che stampa dal niente, poi carica l’interesse sui contribuenti americani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Governo ha dovuto creare l’imposta sul reddito per pagare le spese per gli interessi agli azionisti della FED, ma l’imposta sul reddito non è stata mai approvata legalmente&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Nessuno Stato ha ratificato il 16° emendamento che rende legale l’imposta sul reddito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;8. MONETE COMPLEMENTARI E MONETE ALTERNATIVE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Esistono dei progetti di riforma non conflittuali, ispirati da una logica pragmatica: da un lato bisogna accettare il presupposto che il potere reale è nelle mani di banchieri privati, i quali non sono ovviamente disposti a cederlo; dall'altro, ci si può far forti del fatto che la situazione monetaria e finanziaria mondiale diviene sempre più instabile e pericolosa, anche per l'oligarchia bancaria; e che, quindi, questa oligarchia ha interesse a trovare e implementare riforme che assicurino la sostenibilità del sistema, sul quale si basa il suo potere.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Alcuni studiosi, come Marco Saba&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn19" name="_ftnref19" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, hanno elaborato "pacchetti" di proposte ragionevoli, rivolte a questo fine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Un vantaggio importantissimo di queste proposte è che aiutano la gente a capire che cos'è, come funziona e perché vale la moneta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Innanzitutto bisogna precisare la distinzione tra moneta complementare e alternativa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La &lt;b style=""&gt;&lt;i&gt;moneta complementare&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; è una moneta il cui utilizzo &lt;i&gt;non esclude&lt;/i&gt; l'utilizzo di un'altra moneta (solitamente legale) in una data comunità. Essa può essere legalmente riconosciuta o meno ed essere utilizzata in territori più o meno vasti e più o meno coincidenti con il territorio coperto dall'altra moneta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Diversamente, la &lt;b style=""&gt;&lt;i&gt;moneta alternativa&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt; è&lt;/i&gt; una moneta, locale o meno, il cui utilizzo &lt;i&gt;esclude&lt;/i&gt; l'utilizzo di un'altra moneta (solitamente legale) in una data comunità. Essa è quindi solitamente non legalmente riconosciuta nella stessa comunità, pur potendolo essere in altre (pensiamo alle monete nazionali odierne o all'euro, a corso legale solo nelle rispettive aree nazionali o sovrazionali).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Dal punto di vista legale&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;, può essere vera moneta solo una moneta complementare e non una moneta alternativa: quest'ultima, infatti,  escludendo per definizione l'utilizzo di altre monete nello stesso territorio, è sempre un &lt;i style=""&gt;Certificato monetario&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn20" name="_ftnref20" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; oggigiorno.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tuttavia una moneta complementare seppur legalmente riconosciuta e con le caratteristiche di una vera moneta non è compatibile dal punto di vista teorico con un Certificato monetario quale è la moneta legale odierna, ma dal punto di vista pratico si può certamente implementare con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di disponibilità di mezzo di scambio, di velocità di circolazione dello stesso e quindi di incentivo dell'attività produttiva di beni e servizi sottostanti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; E' necessario notare, comunque, che dal punto di vista pratico non è necessaria la legalità della moneta complementare o della moneta alternativa per renderla utile e vantaggiosa, nel momento in cui l'accordo non legale è rispettato dalle parti coinvolte. Di certo, sempre dal punto di vista pratico, risulta più compatibile con la realtà legale vigente la moneta complementare rispetto alla moneta alternativa: per definizione infatti essa non si pone in alternativa alla moneta legale stessa e quindi non dovrebbero porsi problemi di incompatibilità a livello legale. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Quindi moneta complementare deve poter essere usata &lt;i style=""&gt;contemporaneamente&lt;/i&gt; alla moneta legale nei pagamenti, ossia deve avere un rapporto di cambio determinato con la moneta legale (possibilità cioè di pagamenti misti in valute diverse), pur non essendo legalmente convertibile con essa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Una moneta alternativa, invece, è per definizione competitiva con la moneta legale vigente. Essa può nella pratica essere utilizzata a scapito però della legge vigente, ed a differenza della moneta complementare che integra la legge anziché esserle contraria. Essa per definizione non è utilizzata contemporaneamente alla moneta legale vigente nei pagamenti, e può o meno essere convertibile con essa: la moneta alternativa è quindi un mezzo di scambio competitivo rispetto alla moneta legale. Inoltre, essendo alternativa, per definizione può svolgere anch'essa la funzione di riserva di valore al pari della moneta legale odierna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Le monete complementari, ovunque esse siano state adottate, hanno portato grandi benefici alla comunità locale che se ne serviva.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Qui di seguito vorrei riportare due esempi significativi di monete complementari, riferendomi alle esperienze di Silvio Gesell e del prof. Auriti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La prima esperienza riguarda l’idea che ebbe un commerciante tedesco-argentino di nome &lt;b&gt;Silvio Gesell&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn21" name="_ftnref21" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Egli riconobbe il doppio ruolo contraddittorio del denaro, come mezzo di scambio al servizio del mercato e come strumento di potere che contemporaneamente domina il mercato. Come strada per togliere il potere al denaro, Gesell non pensò ad un ritorno al divieto canonico di interesse della scolastica medievale o addirittura all’eliminazione dei cosiddetti ‘usurai ebrei’. Piuttosto immaginò un cambiamento istituzionale della moneta, in modo che tenere in cassa il denaro sia collegato a dei costi, che neutralizzerebbero i vantaggi della tesaurizzazione e liquidità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il nome di Gesell è legato alla seguente esperienza. Nel 1931 in una cittadina del Tirolo (Woergl), il sindaco, &lt;b style=""&gt;Michael&lt;/b&gt; &lt;b style=""&gt;Unterguggenberger&lt;/b&gt;, traendo spunto dalle teorie di Gesell, per risolvere la grande depressione, decise di battere la propria moneta, che chiamò «&lt;em&gt;banconota del lavoro&lt;/em&gt;». Si trattava di una moneta complementare molto particolare, perché era &lt;i style=""&gt;deperibile&lt;/i&gt;, cioè perdeva valore nel tempo. Per tenerla in corso infatti, chi possedeva le banconote doveva apporvi ogni mese un bollo, che costava l’1% del valore nominale della moneta (in una moneta per esempio da 10 scellini ogni mese si doveva attaccare un bollo di 0,1 scellini). Di fatto la moneta perdeva ogni anno il 12% del suo valore. L’emissione del sindaco era coperta alla pari da una somma in veri scellini depositati nella banca del comune. Tutti gli impiegati del comune iniziarono a prendere lo stipendio con la nuova moneta. Inizialmente i bottegai si rifiutarono di accettare la nuova moneta, ma poi furono costretti perché in circolazione c’era poco denaro, quasi niente. Presto tutti l’accettarono per il solo fatto che chiunque altro l’accettasse (oggi l’euro è valido solamente perché noi lo accettiamo). Vi furono solo due eccezioni: l'ufficio postale e la stazione ferroviaria,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;istituzioni dello Stato, rifiutarono le «&lt;em&gt;note del lavoro&lt;/em&gt;» e continuarono a pretendere scellini. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La presenza di questa moneta deperibile, che nessuno aveva interesse ad accumulare, fece risorgere l’economia comunale e aumentare la circolazione monetaria. Era dal 1926 che il paese non vedeva tanti introiti: furono asfaltate strade e fatti moltissimi altri lavori pubblici.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come spiega Maurizio Blondet in &lt;i style=""&gt;Schiavi della banche&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn22" name="_ftnref22" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/i&gt;, il fatale errore del sindaco fu proprio di raccontare felicissimo ai giornalisti che il 12% annuo estratto dalla bollatura delle banconote, lui, l’aveva reinvestito e speso per il bene della popolazione, e che, dato il ritmo della circolazione, ogni mese il Comune vedeva tornare nelle sue casse venti volte l’ammontare dei primi stipendi pagati con le banconote deperibili. Il 2000%. Senza nemmeno saperlo il sindaco aveva rivelato due segreti vietatissimi:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1)&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;l’enorme profitto che il sistema bancario estraeva dalla circolazione;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;2)&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;l’immenso e occulto profitto che l’emissione monetaria regalava a chi batte la moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Immediatamente la Banca Nazionale austriaca intervenne abolendo quel fastidioso concorrente. La moneta deperibile fu bandita e resa illegale (in violazione dell’art. 122 dello statuto della Banca nazionale austriaca) nel 1933, perché contraria al monopolio monetario accordato alla banca centrale, cioè contraria agli interessi dei banchieri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il secondo esperimento riguardante i vantaggi di una moneta “locale” tratta la fantastica idea avuta da &lt;b&gt;Giacinto Auriti&lt;/b&gt; (1926 - 2006),&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;professore universitario in discipline giuridiche che, una volta in pensione, ha elaborato un'originale e discussa teoria riguardante la moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Egli effettuò, a Guardiagrele (Chieti), sua città natale in Abruzzo, un esperimento che ebbe enorme successo salvo poi che l’iniziativa fu, subdolamente, interrotta dalla Procura di Chieti su denuncia non solo di alcuni commercianti locali, ma anche su pressioni della Banca d’Italia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il professor Giacinto Auriti alla fine del Luglio 2000, in qualità di fondatore e segretario del SAUS (Sindacato anti-usura) mise in circolazione i SIMEC (simboli econometrici di valore indotto) di esclusiva proprietà del portatore (come è esplicitamente stampato sui biglietti). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.7&lt;/b&gt; &lt;i style=""&gt;- Taglio da 1000 SIMEC&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1030" type="#_x0000_t75" style="'width:366pt;height:206.25pt'"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\SALVAT~1\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image011.jpg" title="simec1000aX"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMX1QtTWI/AAAAAAAAAFc/kuYxL4VB5zg/s1600-h/tesi+simec.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMX1QtTWI/AAAAAAAAAFc/kuYxL4VB5zg/s320/tesi+simec.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092669988455402850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Scopo di questo esperimento della teoria del valore indotto (che Auriti ha propugnato per oltre trentacinque anni) era quello di verificare "in corpore vili" che i cittadini possono per convenzione creare il valore della moneta locale senza alcun intervento nè dello Stato nè del sistema bancario; l'obiettivo ultimo era quello di sostituire alla sovranità illegittima della Banca d'Italia la proprietà della moneta, quale prerogativa dello Stato, a favore dei singoli cittadini; ma l’esperimento rappresentò già un successo rilevantissimo, perchè apportò un punto fermo in materia monetaria, ovverosia l'accertamento sul piano pratico e fattuale del principio che il valore è dato alla moneta solo da chi l'accetta (cittadini) sulla base di una convenzione, e non da chi la emette (banca).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questa affermazione vale ancora di più in relazione al fatto che, come ribadito più volte precedentemente, fu abolita la moneta convertibile in oro ovvero la cosiddetta riserva aurea il 15 agosto del 1971 su iniziativa di Richard Nixon storicamente conosciuta come l’abolizione degli accordi di Bretton Woods. In coerenza di quest’ultima affermazione più volte ribadita dal professor Auriti , l’operazione economica svoltasi a Guardiagrele, a detta dei quotidiani di quel periodo, rivitalizzò il commercio e quindi la critica economia locale (Guardiagrele risultava il comune con il più alto indice per suicidi da insolvenza). &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nella circostanza il professor Auriti rilasciò la seguente dichiarazione piuttosto lapidaria: «&lt;i style=""&gt;È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato&lt;/i&gt;».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia, soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico, come potrebbe essere, se non lo Stato, il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti sollecitò l'attenzione non solo delle forze politiche italiane, oltre che della stampa nazionale, ma anche di numerosi organi di informazione stranieri, a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria, che configurò la moneta come strumento di diritto sociale avente contenuto patrimoniale come detta l’art. 42 della costituzione al secondo comma, che riconosce la proprietà per tutti aggiungendo in piena legittimità alla sovranità politica anche quella monetaria in capo alle collettività nazionali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Auriti realizzò il progetto in due fasi: la prima, che il professore denominò dell'avviamento, servì perché il SIMEC potesse conseguire "quel valore indotto che lo oggettivizza come un bene reale, oggetto di proprietà del portatore", e che lo distinse dalla moneta corrente non più soltanto formalmente, ma anche sostanzialmente. La seconda fase che consentì al Comune di "beneficiare del servizio econometrico predisposto dal SAUS (Sindacato anti-usura), mediante un Assessorato per il Reddito di Cittadinanza, che ebbe il compito di promuovere, anche culturalmente, l'iniziativa, di controllare e attuare la distribuzione dei SIMEC tra i cittadini".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In sostanza il progetto tecnicamente parlando si sviluppò lungo questa direttrice: ogni lira veniva cambiata con un SIMEC, tenendo la parità. Questo cambio era rilevante per salari e pensioni: chi riceveva 800.000 lire le cambiava in 800.000 SIMEC. Invece, il SIMEC veniva cambiato quotidianamente con due lire. Lo stesso valore era applicato negli acquisti, era il valore convenzionale riconosciuto al SIMEC; perciò, un oggetto che costava 1000 lire, veniva ad avere un prezzo di 500 SIMEC. Trovandosi con lo stesso reddito e prezzi in SIMEC dimezzati, gli abitanti di Guardiagrele avevano un &lt;b style=""&gt;potere di acquisto raddoppiato&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Diciamo che il SIMEC non era una vera e proprio moneta complementare: se il SIMEC fosse stata una moneta complementare avrebbe violato la Costituzione Europea che riserva alla sola Banca Centrale Europea (BCE) il diritto di emettere moneta. In realtà, i SIMEC secondo Auriti erano &lt;&lt;&lt;i style=""&gt;francobolli&lt;/i&gt;&gt;&gt;, privi di riserva, che circolavano come mezzo di pagamento non per una scelta dell'emittente (che non poteva imporre un corso legale forzoso), ma per una libera scelta di commercianti e consumatori. In quanto non aveva riserve né valore intrinseco né corso forzoso imposto per legge, il SIMEC non aveva nessuno degli attributi che qualificano una moneta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il cittadino andava dal commerciante a fare la spesa e quest'ultimo accettava i SIMEC per il doppio perché convenzionalmente valeva il doppio. Quando i cittadini, dunque andavano a fare il cambio questo avveniva per il doppio, perché tutti quanti lo accettavano per il doppio. Tutto questo risultò un vero e proprio volano per l’economia locale tanto più che il professor Auriti sostenne:«La gente è entusiasta perché qui è rinata Guardiagrele. Quando è entrato sul mercato il valore indotto del SIMEC è ritornato il sangue nell'economia», permettendo concretamente ai cittadini di toccare con mano la rinascita economica e sociale del paese che purtroppo crollò in virtù del sequestro dei SIMEC su disposizione della Procura di Chieti e non solo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questi sono solo due esempi dei benefici che possono dare le monete, nel momento in cui esse vengono emesse “per il popolo” e non “prestandole al popolo”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il prof. &lt;b style=""&gt;Nino Galloni&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn23" name="_ftnref23" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; ha indicato le basi economico-sociali che possono dar luce a una moneta complementare. Egli afferma che la condizione necessaria per la sua realizzazione è l’esistenza di risorse e di opportunità di sviluppo territoriale, dunque di una capacità produttiva, e di una disponibilità di forza lavoro, ossia di disoccupati immediatamente disponibili e dotati di competenze professionali. Occorre che un numero critico di imprese, almeno un centinaio, sufficientemente concentrate all’interno di un territorio, sottoscrivano un “patto territoriale” assieme ai rappresentanti dei cittadini e delle istituzioni in base al quale si impegnano ad accettare la moneta emessa dal consorzio e , a loro volta, ad utilizzarla nelle transazioni con i convenzionati e per pagare i propri lavoratori. Questi dunque riceveranno una busta paga costituita in parte da moneta complementare, con la quale acquistare prodotti e merci presso le imprese del consorzio, e in parte da moneta ufficiale per acquistare i servizi e i prodotti non esistenti sul territorio, come la benzina, Ovviamente questo genere di progetti coinvolgerà settori come quello tessile, alimentare , o di sfruttamento delle risorse naturali, semprechè non si riesca a coinvolgere anche imprese che erogano dei servizi. Non bisogna infine trascurare, secondo Galloni, l’importanza di una cooperazione con gli enti pubblici, e dunque l’esistenza di una normativa che preveda la possibilità di creare dei patti territoriali, o che comunque non si pone in maniera trasversale rispetto a questo tipo di iniziative.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’esperienza delle monete complementari e alternative, si è diffusa in questi ultimi anni in tutto il mondo. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dal seguente grafico si può notare come, col passare degli anni, il ricorso a queste forme di sistemi monetari associati a quelli ufficiali, si fanno sempre più dirompenti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.8&lt;/b&gt; - &lt;i style=""&gt;Sistemi di Scambio Locali - Sviluppo Annuale delle valute complementari nel mondo&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn24" name="_ftnref24" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="display: none;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMMFQtTVI/AAAAAAAAAFU/9uOuqhVhHNs/s1600-h/tesi+monete+grafico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 357px; height: 228px;" src="http://bp3.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMMFQtTVI/AAAAAAAAAFU/9uOuqhVhHNs/s320/tesi+monete+grafico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092669786591939922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Nigeria, Senegal, Sud Africa, Kenya, Cameroon&lt;/strong&gt; sono i paesi africani dove &lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;l’esperienza dello scambio comunitario si è radicata di più&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, prendendo a modello lo schema dei LETS inglesi&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn25" name="_ftnref25" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In &lt;strong&gt;Sud Africa &lt;/strong&gt;il &lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;South African New Economics Network&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt; ha attivato un sistema di scambio comunitario che si basa sia sul mutuo baratto di tempo e beni, sia sull’utilizzo di una moneta complementare che &lt;b style=""&gt;&lt;a href="http://www.ces.org.za/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal; text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;per lo più viene scambiata online&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn26" name="_ftnref26" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bangladesh, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Corea, Papua Nuova Guinea, Filippine&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; Tailandia&lt;/strong&gt; sono i paesi dell’Asia che vedono nelle monete locali (Community Currency System – CCS) una valida integrazione all’economia tradizionale. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Particolarmente interessanti sono gli esempi di monete locali della &lt;strong&gt;Nuova Guinea&lt;/strong&gt; che bene esemplificano il concetto di &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://www.appropriate-economics.org/img/traditional.html"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal; text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Nuova Economia Tradizionale&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In &lt;strong&gt;Tailandia&lt;/strong&gt; il primo progetto per introdurre il sistema di moneta locale si chiama &lt;strong&gt;Bia Kud Chum&lt;/strong&gt; ed è stato introdotto grazie ad uno scambio di esperienze con attivisti comunitari dal Messico e dagli Stati Uniti. Kud Chum intende promuovere la produzione locale in alternativa all’importazione di beni da fuori, ridurre l’emorragia di moneta nazionale dalla comunità e rivitalizzare le tradizioni locali di scambio reciproco.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nella medesima ottica a &lt;strong&gt;Bali&lt;/strong&gt; si riscopre l’antico &lt;strong&gt;Uang Kepeng&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Honduras, Messico, Perù, Uruguay, Venezuela&lt;/strong&gt;, praticamente tutta l’America Latina, sono sensibili alle tematiche dello scambio come alternativa all’economia tradizionale.&lt;br /&gt;In &lt;strong&gt;Brasile&lt;/strong&gt; una delle esperienze più avanzate è rappresentata &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://www.instrodi.org/site.php"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal; text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;dall’Instituto Strohalm de Desenvolvimento Integral&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn27" name="_ftnref27" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; che promuove una serie di metodologie diverse come alternativa allo scambio monetario tradizionale: si va dalle reti di Commercio Equo e Solidale, allo scambio tra imprese basato su una liquidità interna autonoma che si ispira all’esperienza turca di &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://www.turkbarter.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Turkbarter&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, o alle varie modulazioni del concetto di moneta locale (Valor Local Circulante, o VLC; Bônus de Fomento; Sistema de Circulante Comunitário Controlado – SCCC).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;9. DENUNCE REALIZZATE CONTRO LE BANCHE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;     &lt;/span&gt;Non numerosi ma certamente eclatanti sono gli episodi che raccontano i tentativi di denuncia intrapresi da singoli individui e associazioni contro le banche.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Potrei cominciare citando la celebre causa intentata dal già citato prof. Giacinto &lt;b style=""&gt;Auriti&lt;/b&gt;, il quale in data 8 marzo 1993, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ha presentato un esposto-denuncia per truffa, falso in bilancio, associazione a delinquere, usura e istigazione al suicidio, contro la Banca d’Italia e contro l’allora governatore Carlo Azeglio Ciampi, alla Procura della Repubblica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La controrisposta della Banca d’Italia, rappresentata e difesa dagli avv.ti Giuseppe Vittimberga e Sergio Luciani e dal dott. proc. Marco Mancini dell'Avvocatura della Banca stessa, in sede giudiziaria, fu la seguente:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;“ La visione della moneta e delle funzioni monetarie che l'attore intende accreditare è palesemente distorta e completamente infondata. Da un punto di vista logico, è innanzitutto ben evidente che l'accettazione da parte della collettività, lungi dall'essere causa del valore della moneta, ne rappresenta in realtà solo l'effetto, sicché il sillogismo deve essere rovesciato: non è vero che la moneta vale in quanto è accettata, ma semmai, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#Vi%20dice"&gt;&lt;samp&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;come la storia e la cronaca stanno a dimostrare&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;, che essa &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#Vi%20dice"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;è accettata solo &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/capitalismo_del_popolo04.htm#La%20truffa"&gt;&lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;in quanto abbia un valore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;. Di qui la necessità che tale valore, rispondendo ad un fondamentale interesse pubblico, sia difeso e garantito dalle Pubbliche Autorità, funzione nei moderni stati affidata alle banche centrali.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Sotto il profilo giuridico, poi, il batter moneta ha da sempre rappresentato e rappresenta tutt'ora una delle più evidenti e indiscusse espressioni della sovranità statale, sicché può correttamente affermarsi che il valore della moneta trae il proprio fondamento solo ed unicamente da norme dell'ordinamento statale, che, per solito, disciplinano minutamente la creazione e la circolazione della moneta, ne sanciscono l'efficacia liberatoria, ne sanzionano la mancata accettazione in pagamento e tutelano la fede pubblica contro la sua falsificazione ed alterazione.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Anche in Italia, questa fondamentale prerogativa sovrana dello Stato è compiutamente disciplinata dal legislatore sia per quanto attiene all'attribuzione della funzione di emissione, che in ordine alle relative modalità di esercizio.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;La funzione di emettere moneta, affidata nella sua quasi totalità alla Banca d'Italia, sulla base di un rapporto avente natura concessoria, dall'art. 28 aprile 1910, n. 204, ha successivamente assunto il carattere di un'attribuzione istituzionale della Banca centrale, a seguito del R.D.L. 12 marzo 1936, n. 371, e dell'art. 1 dello Statuto della stessa Banca, approvato con R.D. 11 giugno 1936, n. 1067, e successive modificazioni, a norma del quale essa è un istituto di diritto pubblico che, quale unico istituto di emissione, emette biglietti nei limiti e con le norme stabilite dalla legge.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;In ordine alle modalità di esercizio di tale funzione, l'art. 4 del T.U. n. 204/1910 e il D.P.R. 9 ottobre 1981, n. 811, prevedono che alla fabbricazione del biglietto concorrano la Banca d'Italia e lo Stato, tramite il Ministero del tesoro, in modo che ne l'una ne l'altro possano formare un biglietto completo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Mentre per la fabbricazione l'Istituto di emissione e il Ministero del tesoro hanno competenze congiunte e coordinate, le decisioni riguardanti la quantità dei biglietti da immettere nel mercato ed i tempi dell'immissione competono alla sola Banca quanto strumentali all'esercizio delle funzioni di controllo della liquidati del sistema e di salvaguardia del valore del metro monetario, affidatele nell'ordinamento italiano (T.U. n. 204/1910 e Statuto della Banca d'Italia, ma anche art. 47 della Costituzione) e ora trovanti fondamento, anche a livello comunitario, nell'art. 105 del Trattato di Maastricht sull'Unione Monetaria Europea.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Sia in ordine alla fabbricazione che all'emissione monetaria, l'attività della Banca d'Italia, pur caratterizzandosi per una forte discrezionalità tecnica, non è esente da vincoli e da controlli riguardanti la produzione dei biglietti, l'iter di emissione, l'annullamento e la distruzione delle banconote logore o danneggiate. In particolare, i tagli dei biglietti che possono essere emessi dalla Banca d'Italia sono stabiliti con legge, mentre le caratteristiche e le quantità dei biglietti da stampare &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;span class="NormaleWebCarattere"&gt;&lt;i style=""&gt;vengono stabilite&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; con distinti decreti del Ministro del tesoro. L'intera attività della Banca in questi campi è poi sottoposta alla vigilanza del Ministro del tesoro e di un'apposita commissione permanente di cui fanno parte, fra l'altro, anche sei parlamentari (artt. 108 ss. del T.U. n. 204/1910).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;A ciò si aggiunga l'evidente carenza di interesse ad agire dell'attore, il quale ha promosso un'azione di accertamento senza che esistesse alcuna situazione di incertezza da rimuovere tant'è che l'emissione della moneta è compiutamente disciplinata dal legislatore in modo da non lasciare spazi all'immaginazione o alla fantasia né alcun pregiudizio, anche soltanto potenziale, per l'attore in proprio o per l'associazione che lo stesso asserisce di rappresentare.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;La domanda attorea è poi, anche nel merito, destituita del benché minimo fondamento.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Essa muove, infatti, dalla premessa, completamente errata, secondo cui difetterebbe nel nostro ordinamento una norma di legge che indichi il proprietario della moneta all'atto dell'emissione, sicché l'appropriazione della stessa da parte della Banca d'Italia si baserebbe su una consuetudine interpretativa contra legem.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Ebbene, alla stregua della puntuale disciplina della funzione di emissione, i biglietti appena prodotti dall'&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#prodotta"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;officina&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt; fabbricazione biglietti della Banca d'Italia costituiscono una semplice merce di proprietà della Banca centrale, che ne cura direttamente la stampa e ne assume le relative spese (&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/capitalismo_del_popolo04.htm#La%20moneta"&gt;&lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;art. 4, comma 5, del T.U n. 204/1910&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;). Essi acquistano la loro funzione e il valore di moneta solo nel momento, logicamente e &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#solo"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;cronologicamente successivo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;, in cui la Banca d'Italia li immette nel mercato trasferendone la relativa proprietà ai percettori.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Tale immissione, che rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione della Banca centrale per l'esercizio delle cennate funzioni di regolazione della liquidità del sistema e di tutela del valore del metro monetario, avviene tramite operazioni che l'Istituto di emissione, in piena autonomia conclude con il Tesoro, con il sistema bancario, con l'estero e con i mercati monetario e finanziario, operazioni tutte previste e compiutamente disciplinate dalla legge e dallo statuto della Banca d'Italia (artt. 25 - 42 del T.U. n. 204/1910 e artt. 41 - 53 dello Statuto)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Alla luce di quanto sinora precisato, è del tutto abnorme e campata in aria l'affermazione dell'attore secondo cui esisterebbe una consuetudine interpretativa contra legem, in base alla quale la Banca centrale all'atto dell'emissione "mutua allo Stato italiano ed alla Collettività Nazionale, tutto il danaro che pone in circolazione". Come visto, la moneta viene infatti immessa nel mercato in base ad operazioni legislativamente previste e disciplinate, a seguito del compimento delle quali la Banca d'Italia cede la proprietà dei biglietti, i quali, in tale momento, come circolante, vengono appostati al passivo nelle scritture contabili dell'Istituto di emissione, acquistando in contropartita, o ricevendo in pegno, altri beni o valori mobiliari (titoli, valute, ecc.) che vengono, invece, appostati nell'attivo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Tali operazioni trovano evidenza, come prescrive la legge, nella situazione della Banca d'Italia mensilmente pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Se si considera oltretutto che, come già osservato, le spese di fabbricazione dei biglietti e l'imposta di bollo sono a carico della Banca centrale e che gli utili annuali da essa conseguiti, effettuati i prelevamenti e le distribuzioni di cui all'art. 54 dello Statuto, ai sensi dell'art. 23 del T.U. n. 204/1910 vengono devoluti allo Stato, si evidenzia altresì l'&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#la%20cui%20tesi"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;assoluta inconsistenza ed insensatezza delle tesi attoree&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/a&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;, secondo cui l'erogazione della moneta sarebbe effettuata dalla Banca d'Italia addebbitandone allo Stato ed alla collettività l'intero ammontare senza corrispettivo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;samp&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Ne consegue, pertanto, che non è dato riscontrare alcunché di arbitrario o di illegittimo nelle prerogative esercitate in campo monetario dalla Banca centrale, perché, contrariamente a quanto preteso dall'attore, l'intera materia e compiutamente disciplinata dal legislatore, in modo tale che nessun aspetto attinente all'attribuzione o all'esercizio della funzione di emissione può dirsi regolamentato da consuetudini interpretative e, men che mai, da consuetudini contra legem.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/samp&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La denuncia di Auriti viene respinta e il Tribunale condannò il professore al pagamento di 10 milioni delle vecchie lire.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In seguito a questa sentenza vi furono due progetti di legge, il n.1282 dell'11 gennaio 1995, presentato dal senatore Luigi Natali e il n.1889 dell'11 febbraio 1997 del senatore Antonino Monteleone,i quali riproposero le tesi di Auriti, anche se il Senato non le discusse mai.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In merito all’esito della sentenza che ha scagionato Bankitalia dalle accuse del prof. Auriti molti hanno sostenuto tesi avverse alla conclusione della disputa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Rileggendo il testo di difesa degli avvocati della Banca di Via Nazionale, alcuni hanno pensato che se un'autorità afferma che "&lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#essa"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La moneta è accettata in quanto vale&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#semmai"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;perché sempre è stato così&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;", nasce spontaneo domandarsi "&lt;i style=""&gt;Così come?&lt;/i&gt;", e l'autorità risponde: "&lt;i style=""&gt;Precisamente così: i biglietti (banconote) nascono come merce, prodotta dall'&lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#i%20biglietti%20appena%20prodotti"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;OFFICINA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (della banca centrale, cioè la tipografia della Zecca), ma acquistano valore di moneta solo &lt;a href="http://digilander.libero.it/afimo/#logicamente"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;DOPO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; essere stati emessi&lt;/i&gt;"; per certi aspetti sembra una risposta illogica, poiché se il cittadino intende accettare dall'autorità una moneta perché ha valore, significa che ha valore PRIMA che egli l’accetti, altrimenti non sarebbe così stupido da accettarla.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Infatti, se è vero come afferma Bankitalia che la moneta ha valore solamente DOPO l'emissione, è vero anche che fino al momento in cui l’autorità la mette in circolazione, essa non vale alcunché. Perché dunque, attraverso l'emissione, essa viene addebitata, e con gli interessi? Che tipo di OFFICINA è quella che addebita il costo del denaro-merce non solo del tasso di interesse, ma anche del 200%, perché trasforma un credito, cioè il dovuto (+100%) in un debito (-100%) senza contropartita?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Procuratore dr. Ettore Torri ,della Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, ha riconosciuto che era stata data&lt;b style=""&gt; la prova dell’elemento materiale dell’avvenuto reato, ma soggiunse, che mancava il dolo, perché nell’attuale sistema monetario era stato fatto sempre così.&lt;/b&gt; Una conclusione da Ponzio Pilato, che non solo non risolve nulla , ma conferma ed aggrava il problema per le seguenti ragioni :&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;a)la continuazione del reato, è già un’aggravante e a maggior ragione costituisce una responsabilità penale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;b)Prima della denuncia si poteva parlare di buona fede, dopo diviene malafede, perché esiste la consapevolezza e la certezza del reato che è stato fatto, e che continua ad essere commesso.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tra le varie, possiamo citare anche un’altra sentenza, quella promossa da &lt;b style=""&gt;Adusbef&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn28" name="_ftnref28" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; .&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Giudice di Pace del Tribunale di Lecce, dr. Cosimo Rochira, nella causa civile iscritta al n. 3712/04, ed intentata da Giovanni De Gaetanis, associato Adusbef difeso dal vicepresidente Avv. Antonio Tanza, ha emesso una clamorosa sentenza depositata in cancelleria il 26 settembre 2005 al numero 2978/05, contro la Banca Centrale Europea e, per essa, la locale articolazione individuata nella Banca d’Italia.&lt;br /&gt;Per effetto di tale sentenza, la Banca d’Italia, accusata di essersi appropriata indebitamente di una somma enorme, pari a 5 miliardi di euro sotto la voce “reddito da signoraggio”, avrebbe dovuto restituire alla collettività per un importo pari ad 87 euro per ogni cittadino residente in Italia alla data del 31 dicembre 2003, neonati compresi. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La banca d’Italia, dopo questa sentenza che la condannava, fece ricorso in Cassazione e vinse.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Cassazione ammetteva il ricorso della Banca d’Italia, affermando che &lt;b style=""&gt;non compete ai giudici sindacare il modo in cui gli Stati svolgono le funzioni di politica monetaria, di adesione ai trattati internazionali e di partecipazione agli organismi sovranazionali&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Corte di Cassazione annulla senza rinvio una sentenza che nel 2005 aveva condannato la Banca d'Italia per "esproprio illecito" di moneta: secondo il magistrato onorario che accolse l'esposto di un cittadino pugliese, la Banca centrale europea e "la sua articolazione italiana, ovvero la Banca d'Italia", si erano appropriate illegalmente della moneta italiana con l'emissione dell'Euro, e che quindi, a suo dire, "non esisteva il debito pubblico, trattandosi invece di credito pubblico" e "la massa monetaria messa in circolazione nell'ambito dei paesi aderenti al sistema dell'euro apparterrebbe alla collettività dei cittadini con la conseguenza che ciascuno potrebbe rivendicare il reddito, pro quota, derivante dalla stampa e dalla circolazione di questa massa monetaria, oggi invece percepito dalla Banca Centrale Europea e poi ridistribuito tra le diverse Banche centrali nazionali".&lt;br /&gt;Su tale originale premessa il giudice di pace condannò Bankitalia al pagamento di 87 euro per "sottrazione del reddito da signoraggio monetario" nel periodo compreso tra il '96 e il 2003.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Contro la sentenza del giudice di Pace la Banca d'Italia ha presentato ricorso per cassazione chiedendone l'annullamento oltre che la condanna al risarcimento danni per "lite temeraria" per il cittadino pugliese.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Le sezioni unite civili della Suprema Corte, cassando punto per punto le motivazioni del giudice di pace, hanno accolto il ricorso di via Nazionale sottolineando, tra l'altro, che accettare un simile pronunciamento, comunque, metterebbe in discussione "le scelte con cui lo Stato, attraverso i suoi competenti organi istituzionali, ha configurato la propria politica monetaria, in coerenza con la decisione di aderire ad un sistema elaborato in ambito europeo e di fare parte delle istituzioni create all'interno di detto sistema".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nella depositata oggi, i giudici di Piazza Cavour sanciscono quindi che tra le funzioni che rientrano nelle prerogative della sovranità degli Stati (come le politiche monetarie, nel caso specifico), non può interferire alcuna giurisdizione, sia civile che penale, tanto meno amministrativa o dei giudici onorari.&lt;br /&gt;L'autore della citazione in giudizio per la Banca d'Italia è stato quindi condannato al pagamento di circa 1500 euro per le spese processuali. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Suprema Corte non ha accolto la richiesta di risarcimento danni per "lite temeraria", constatando la buona fede del cittadino pugliese.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;A seguito della sentenza Bankitalia ha esposto sul suo sito ufficiale&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn29" name="_ftnref29" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; una comunicazione che riporta quanto segue:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“In riferimento alle iniziative, giudiziali e stragiudiziali, coltivate nei confronti della Banca d’Italia al fine di rivendicare la proprietà collettiva della moneta e il relativo reddito da signoraggio, l’Istituto informa che la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 21 luglio 2006, n. 16751, pronunciata a sezioni unite – la più alta espressione del supremo organo giurisdizionale, accogliendo il ricorso proposto dalla Banca d’Italia, ha integralmente cassato la sentenza del giudice di pace di Lecce n. 2978/05, che aveva disatteso l’orientamento giurisprudenziale, consolidatosi prima dell’adozione della moneta unica, contrario all’accoglimento di tali pretese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Supremo Collegio ha, in primo luogo, escluso in radice che la Banca d’Italia, convenuta in giudizio quale “articolazione locale” della Banca Centrale Europea e, come tale, destinataria della relativa pronuncia di condanna del giudice di pace leccese, sia munita di legittimazione processuale sostitutiva della Banca Centrale Europea. Ciò in quanto tali istituzioni costituiscono soggetti giuridici diversi, ancorché istituzionalmente e funzionalmente collegati, ciascuno dei quali dotato di ben distinta personalità giuridica, sia sul piano del diritto sostanziale che di quello processuale e attesa, del resto, la mancanza di una norma che abiliti le banche centrali nazionali a stare in giudizio per conto della Banca Centrale Europea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In secondo luogo, ad avviso della Suprema Corte, resta preclusa in senso assoluto la proposizione, nei confronti della Banca d’Italia in proprio, di azioni volte a rivendicare una quota proporzionale del signoraggio (reddito monetario; art. 32 dello Statuto del SEBC e della BCE), stante il carattere metagiuridico della pretesa azionata, volta a mettere in discussione, sulla base di argomenti di carattere storico ed economico, “&lt;i&gt;le scelte con cui lo Stato,attraverso i suoi competenti organi istituzionali, ha configurato la propria politica monetaria, in coerenza con la decisione di aderire ad un sistema elaborato in ambito europeo e di fare parte delle istituzioni create all’interno di tale sistema&lt;/i&gt;”. Ed infatti l’attribuzione del reddito monetario alla Banca d’Italia costituisce l’effetto di una scelta di politica monetaria consacrata nella normativa comunitaria di rango primario (Trattato CE, artt. 105 e segg.; nonché Statuto del SEBC e della BCE), al cui rispetto lo Stato italiano si è vincolato. Sussiste pertanto un difetto assoluto di giurisdizione – sia del giudice ordinario sia del giudice amministrativo – in ordine alla pretesa azionata in quanto “&lt;i&gt;a nessun giudice compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sopranazionali&lt;/i&gt;” e, del resto, in relazione a tali funzioni “&lt;i&gt;non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto&lt;/i&gt;”.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La pronuncia, confermando l’orientamento già manifestato con riguardo al previgente sistema di emissione della lira, ha, dunque, recisamente escluso che possa individuarsi alcun giudice titolare del potere di emanare una decisione di merito in ordine a tali azioni di rivendica, ivi compreso il giudice di pace, non potendo sostenersi che l’attribuzione a tale giudice del compito di decidere secondo equità le controversie di cui all’art. 113, II comma, c.p.c., consenta al medesimo di emettere pronunce che eccedono i limiti generali della giurisdizione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Alla luce delle superiori considerazioni questo Istituto respingerà ogni ulteriore richiesta di pagamento di quote del reddito da signoraggio e farà valere la decisione delle Sezioni Unite in ogni procedimento giurisdizionale allo stato pendente o che in futuro dovesse essere instaurato nei suoi confronti. “ .&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo l’Adusbef, però, q&lt;span style="color:black;"&gt;uesta battaglia sul signoraggio è stata, nonostante la pronuncia della Cassazione, di estrema importanza in quanto ha contribuito a creare un dibattito nel paese e sugli organi di stampa, contribuendo a creare una maggiore coscienza del problema anche da parte di coloro che non sono addetti ai lavori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;Nonostante la sentenza della Cassazione, il problema non appare ancora risolto. La Suprema Corte infatti non entra nel merito, ma chiarisce solo la carenza di competenza del giudice: in altre parole, dice soltanto che non è compito dei giudici sindacare le funzioni statuali di politica monetaria e di adesione ai trattati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tra le denuncie espresse contro le banche per motivi di signoraggio si possono ricordare anche quella realizzata in Canada:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;John Ruiz &lt;b style=""&gt;Dempsey&lt;/b&gt;, criminologo ed esperto in vertenze forensi, ha intentato una causa collettiva (ovvero una&lt;i style=""&gt; class action&lt;/i&gt; che consente ad un'intera collettività di costituirsi parte ci­&lt;span style="letter-spacing: 0.1pt;"&gt;vile) per conto del popolo Canadese, nella quale si asserisce che alcuni istituti finanziari so­no dediti alla creazione illegale di denaro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L'accusa, presentata venerdì 15 aprile 2005 &lt;span style="letter-spacing: 0.8pt;"&gt;alla&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.1pt;"&gt; Cor­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.15pt;"&gt;te Suprema della British Columbia a New Westminster, asserisce che tutti gli istituti finanziari che erogano prestiti, sono coinvolti nel piano deliberato volto a defraudare i &lt;i style=""&gt;borrower &lt;/i&gt;(soggetti &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.1pt;"&gt;cui viene concesso un prestito) dando in prestito denaro inesistente, creato illegalmente dal "nulla" dagli istituti stessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Dempsey sostiene che le transazioni derivano dalla contraffazione e dal riciclaggio di denaro, in quanto tale denaro, se fosse stato davvero anticipato e depositato nei conti correnti dei clienti, non può essere rintracciato, né giustificato, né rendicontato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.15pt;"&gt;Dempsey sostiene che la creazione di denaro dal nulla e &lt;i&gt;ultra vires &lt;/i&gt;(aldilà del potere legale) dei convenuti in giudizio e di conseguenza nullo, e che tutti i prestiti concessi con la frode &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.1pt;"&gt;trasgrediscono il Codice Penale.&lt;/span&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La causa, che é la prima di questo genere mai intentata in Canada e che potrebbe coinvolgere &lt;b&gt;milioni di cittadini canadesi&lt;/b&gt;, sostiene che i contratti stipulati fra il popolo (i "borrower") &lt;span style="letter-spacing: 0.25pt;"&gt;e gli istituti finanziari erano nulli o invalidati e non hanno validità né effetto in virtù della &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.15pt;"&gt;loro rottura anticipata e per la mancata divulgazione di fatti concreti. Dempsey afferma che la &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.25pt;"&gt;transazione costituisce contraffazione e riciclaggio di denaro in quanto la fonte del denaro &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.3pt;"&gt;stesso, se è stato realmente connesso in&lt;b&gt; &lt;/b&gt;prestito dai convenuti in giudizio e depositato sui &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 0.25pt;"&gt;conti dei borrower. non poteva essere rintracciata né se ne poteva rendere conto.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;La causa cita come &lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;cospiratori&lt;/span&gt; &lt;span style=""&gt;civili&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;Envision Credit Union, Laurentian Bank of Canada, Roval Bank of Canada, Canadian Imperial Bank of Commerce, Bank of &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Montreal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;, TD Cana­da Trust&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt; e &lt;i style=""&gt;Canadian Paymont Association&lt;/i&gt;.&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La parte civile sta cercando di recuperare il denaro e le proprietà, persi a causa di pignoramento per accumulo di "debito" illegale e soddisfazione &lt;span style="letter-spacing: 0.15pt;"&gt;della garanzia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Una specie di denuncia, questa volta non svolta in ambito legale, bensì parlamentare, è stata avanzata nel Parlamento italiano da un deputato, &lt;b&gt;Teodoro Buontempo&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn30" name="_ftnref30" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, il quale ha promosso alla XIV e nuovamente alla XV Legislatura una proposta di legge sulla &lt;i style=""&gt;Proprietà popolare della moneta e conto di cittadinanza&lt;/i&gt;. La proposta (atto camera n. 788&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn31" name="_ftnref31" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;) è composta essenzialmente di cinque articoli, dei quali riporto i primi due che spiegano essenzialmente i punti cardine della proposta del deputato:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Proposta di legge del deputato Buontempo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Art. 1.&lt;br /&gt;(Princìpi).&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;1. La moneta appartiene al popolo che la usa per perseguire gli scopi garantiti della Costituzione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Art. 2.&lt;br /&gt;(Conto personale di cittadinanza).&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Tutti i valori emessi dalla Banca d'Italia appartengono al popolo italiano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Presso la Banca d'Italia è attivato un conto personale per ogni cittadino italiano, denominato «conto di cittadinanza».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;3.&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;L'accensione del conto di cittadinanza avviene automaticamente entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per tutti i cittadini italiani, e successivamente a tale data entro tre mesi dalla nascita del cittadino o dal giorno in cui la persona diventa cittadino italiano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;4.&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Sul conto di cittadinanza non sono permesse operazioni se non quelle previste dalla presente legge.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;5.&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Per il proprio conto di cittadinanza il singolo cittadino maggiorenne, o il tutore legale del cittadino maggiorenne incapace, può indicare un singolo conto corrente di riferimento presso un'istituzione bancaria.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;I restanti articoli trattano circa le operazione da effettuare sul conto di cittadinanza e le disposizioni di attuazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come ho avuto modo di chiarire con uno degli estensori della proposta di legge del deputato Buontempo, Marco Lombardi, gli ostacoli al passaggio di tale proposta non sono pochi. La risposta alla mia domanda che interrogava sulle cause dell’indifferenza mostrata in Parlamento su tale iniziativa è stata la seguente che cito con testuali parole:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“&lt;i style=""&gt;la maggior parte delle persone e dei deputati non hanno ancora compreso il problema; coloro che hanno gli strumenti culturali per comprendere il problema o protestano o hanno interesse a mantenere lo stato attuale delle cose. Tra i membri del parlamento prevale il secondo gruppo di persone&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ancora in ambito italiano, possiamo citare un’interrogazione parlamentare, questa volta nei confronti della Banca Centrale Europea.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Infatti il 17 ottobre 2005, l’on. &lt;b style=""&gt;Antonio Serena&lt;/b&gt;, ha presentato un’interrogazione parlamentare al&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ministro dell’ Economia Giulio Tremonti chiedendo di chi sia realmente la proprietà dell’ euro al momento dell’ emissione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il quesito si basa sul presupposto dell’interrogante secondo il quale “il valore della moneta è causato non dall’ organo di emissione, ma dall’ accettazione da parte della collettività”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ed aggiunge: “Il trattato di Maastricht si limita a considerare solo la prima fase, quella dell’ emissione, e non è presente alcun riferimento al diritto di proprietà sull’euro e come questo debba essere attribuito. Se è dimostrato dunque che crea il valore della moneta non chi la emette ma chi l’ accetta, prestare denaro all’ atto dell’emissione significa imporre un costo del denaro del 200 per cento, con conseguente indebitamento degli europei verso la BCE pari a tutto l’ euro in circolazione”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’on. Serena non ha ricevuto alcune risposta a seguito di questa interessante interrogazione rivolta all’allora ministro Tremonti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;10.OMICIDI PREMEDITATI O COINCIDENZE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Vi sono alcuni studiosi che affermano che certi “illustri” omicidi possono essere collegati a personaggi noti o meno che si sono schierati contro il potere del sistema bancario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Tra queste tesi vorrei annoverare quali personaggi assassinati due illustri presidenti, entrambi americani, quali Abramo Lincoln e J.F. Kennedy.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Quando &lt;b style=""&gt;Abramo Lincoln&lt;/b&gt; ebbe bisogno di 449 milioni di dollari di allora per ulteriori finanziamenti per la guerra di secessione, le banche si offrirono di creare quella moneta con il solito metodo: ma chiesero il 30% d'interesse. Lincoln per evitare la bancarotta ricorse al Congresso, che approvò la proposta di emissione di banconote di Stato (greenback), prestito che il popolo può fare a se stesso, senza pagare gli interessi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;In piena guerra, si videro l'agricoltura e l'industria nordiste tornare a fiorire. Il lavoro umano, comandato da denaro abbondante, riempì quei biglietti di ricchezza reale. Nel 1864 Lincoln si ricandidò alla presidenza, dichiarando pubblicamente la sua intenzione di continuare ad emettere moneta di Stato, invece che acquistarla dai banchieri di Londra.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 14 aprile dello stesso anno, Lincoln ebbe una letale intossicazione da piombo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo alcune versioni che portarono alle cause dell’omicidio &lt;b style=""&gt;di J.F. Kennedy&lt;/b&gt; ci sono anche quelle che ammettono che il presidente americano, come Lincoln, potrebbe essere stato ucciso perché schieratosi contro il sistema bancario.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Fu nel 1963 che John F. Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti, prese la decisione di creare moneta propria per governare il paese, perché sapeva che le banconote della Riserva Federale, che venivano usate come moneta a corso legale, erano in contrasto con la Costituzione degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Così il 4 giugno 1963, venne fatto un piccolo tentativo per togliere alla Federal Reserve Bank il suo potere di affittare la moneta al governo facendosi pagare un interesse. In quel giorno, il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l'ordine &lt;b style=""&gt;esecutivo numero 11110&lt;/b&gt; che ripristinava al governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. L'ordine di Kennedy dava al Ministero del Tesoro il potere "di emettere certificati sull'argento contro qualsiasi riserva d'argento, argento o dollari d'argento normali che erano nel Tesoro".&lt;br /&gt;Questo voleva dire che per ogni oncia di argento nella cassaforte del Tesoro, il governo poteva mettere in circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le conseguenze di questa legge furono enormi. Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York. Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull'argento, questa avrebbe eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Questo sarebbe accaduto perché i certificati argentiferi sono garantiti da argento mentre le banconote della Federal Reserve non sono garantite da niente. L'ordine esecutivo 11110 avrebbe impedito al debito pubblico di raggiungere il livello attuale, poiché avrebbe dato al Governo la possibilità di ripagare il suo debito senza utilizzare la Federal Reserve e senza essere gravato dall'interesse richiesto per la creazione di nuova moneta. L'ordine esecutivo 11110 dava agli USA la possibilità di crearsi la propria moneta garantita da argento.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo delle registrazioni scoperte di recente si evincono dai discorsi che Kennedy ha tenuto alla Casa Bianca certe preoccupazioni non sottolineate dai media di allora e di oggi.. Mentre ufficialmente dicevano che il problema per Kennedy fosse quello di togliere le truppe dal Vietnam, in realtà in quei giorni (si evince dalle registrazioni) quello che preoccupava veramente Kennedy era il fatto che la Francia restituiva i dollari chiedendo in cambio oro, secondo gli accordi che c’erano. Quindi Kennedy era molto attento alla situazione economico-finanziaria e ai rapporti con le banche centrali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il 22 novembre, e cioè dopo pochi mesi dalla firma dell’ordine esecutivo 11110, Kennedy fu eliminato a Dallas, città simbolo del «denaro» e «undicesima» sede delle dodici Banche Centrali statunitensi!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La prima cosa che fece il suo successore, Lyndon Johnson, fu guarda caso &lt;span style=""&gt;ritirare immediatamente dalla circola­zione quei dollari del «popolo» sostituendoli con quelli «privati» della Fe­deral Reserve&lt;/span&gt;!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Come ci dice Marco Saba nel suo &lt;i style=""&gt;Bankenstein&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftn32" name="_ftnref32" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; tutti i presidenti americani che hanno cercato di far ritornare la sovranità monetaria nelle mani del popolo americano sono morti di morte violenta (Harrison avvelenato, Taylor avvelenato, Lincoln sparato, Garfield avvelenato, McKinley sparato, Roosevelt avvelenato, Kennedy sparato).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;A questa lista vorrei ricordare anche una presunta vittima italiana che ha denunciato due istituzioni dell’attuale sistema bancario, ovvero l’ex questore di Genova, &lt;b style=""&gt;Arrigo Molinari&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il quotidiano nazionale La Repubblica, in data 27/09/2005, riportava questo articolo: &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;“ Ucciso a coltellate nella sua casa l'ex questore di Genova Molinari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;E' stato trovato ucciso a coltellate l'ex questore di Genova &lt;b&gt;Arrigo Molinari, 73 anni&lt;/b&gt;. Il corpo senza vita è stato trovato stamattina nella camera da letto della sua abitazione di Andora. Sul posto, oltre ai carabinieri della compagnia di Alassio, sono arrivati il procuratore capo Vincenzo Scolastico ed il suo vice Maria Chiara Paolucci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;La settimana scorsa, proprio da una sua denuncia, erano stati rinviati a giudizio &lt;u&gt;6 tra ex direttori e direttori di istituti bancari della Riviera di Ponente con l'accusa di usura&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;. “&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Repubblica non riporta nell’articolo questa notizia invece pubblicata da Adusbef riguardante Molinari:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“ &lt;i style=""&gt;La Banca d’Italia è stata citata a giudizio per danni, presso il tribunale di Imperia, con provvedimento d’urgenza ex art. 700 «per non aver svolto un’ adeguata forma di vigilanza sulla &lt;u&gt;Banca di Roma&lt;/u&gt; - sostiene nel ricorso l’ex questore e oggi avvocato &lt;b&gt;Arrigo Molinari&lt;/b&gt; -, in quanto &lt;u&gt;sua socia&lt;/u&gt;, in un precedente procedimento giudiziario».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;L’udienza di discussione del ricorso, presentato da Molinari, è stata fissata per il prossimo 5 ottobre. La vicenda ha avuto inizio da una &lt;b&gt;causa per anatocismo&lt;/b&gt;, la richiesta di &lt;b&gt;interessi sugli interessi&lt;/b&gt;, che l’avvocato Molinari aveva presentato nel 2000 contro l’istituto di credito romano, a difesa della &lt;span style=""&gt;defunta moglie Maria Teresa Pallavicino e del padre di lei&lt;/span&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Molinari aveva chiesto un risarcimento, quantificato a circa 15 miliardi di euro, contro la capitalizzazione trimestrale degli interessi dal 1934 a fine anni Novanta. “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Pochi giorni prima della sua morte il quotidiano «&lt;i style=""&gt;il Giornale&lt;/i&gt;» aveva intervistato Arrigo Molinari, in occasione dell'udienza presso il tribunale civile su due ricorsi da lui presentati contro Banca d'Italia e Banca centrale europea. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Alcuni passi dell’intervista riportavano:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;D: Lei sostiene che Bankitalia si prende diritti che non può avere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;R: «Appunto. Prima Bankitalia, nella sua qualità di società commerciale, fino all'introduzione dell'euro in via esclusiva e successivamente a tale evento, quale promanazione nazionale della Banca centrale europea, si arroga arbitrariamente e illegalmente il diritto di percepire il reddito monetario derivante dalla differenza tra il valore nominale della moneta in circolazione, detratti i costi di produzione, in luogo dello Stato e dei cittadini italiani».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;D: Un assurdo tutto italiano, secondo lei?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;R: «Certamente. Sembra un assurdo, ma purtroppo è una realtà. L'euro, però, è dei cittadini italiani ed europei, e non, come sta avvenendo in Italia, della banca centrale e dei suoi soci banchieri privati».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;D: Quasi tutto chiaro. Ma che si fa adesso?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;R: «Farà tutto il tribunale. Dovrà chiarire se esiste una norma nazionale e/o comunitaria che consente alla Banca centrale europea, di cui le singole banche nazionali dei Paesi membri sono divenute articolazioni, di emettere denaro prestandolo e/o addebitandolo alla collettività. L'emissione va distinta dal prestito di denaro: la prima ha finalità di conio, il secondo presuppone la qualità di proprietario del bene, oggetto del prestito».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;D: Lei, professore, ha fiducia?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;R: «Certo. La magistratura dovrà dire basta!».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="line-height: 200%;"&gt;Una settimana dopo questa intervista e a pochi giorni dall’udienza di discussione dei due ricorsi Arrigo Molinari venne accoltellato.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px;" size="1" width="33%"&gt;  &lt;!--[endif]--&gt;  &lt;div id="ftn1"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref1" name="_ftn1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=""&gt;Lucio Settimio Severo&lt;/span&gt; fu imperatore romano dal 193 al 211. Finanziò l'ingente spesa che serviva a mantenere l'esercito con l'espediente di dimezzare la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete e differenziando per la prima volta il valore intrinseco da quello nominale.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn2"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref2" name="_ftn2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; MARX K., &lt;i style=""&gt;Il Capitale&lt;/i&gt;, Libro I, capitolo 24, paragrafo 6, Editori Riuniti, Roma 1974.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn3"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref3" name="_ftn3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ALLAIS M.&lt;i style=""&gt;, La crise mondiale aujourd'hui&lt;/i&gt; , Parigi, (1991)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn4"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref4" name="_ftn4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di PASCUCCI S. ; tratto da http://www.signoraggio.com/index_ilproblema.html&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn5"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref5" name="_ftn5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; TARQUINI B., &lt;i style=""&gt;La banca, la moneta e l'usura&lt;/i&gt; , &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ed. Controcorrente, Napoli (2001)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn6"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref6" name="_ftn6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; La stampa e quindi l'emissione di moneta costa pochissimo, anche perché dal &lt;b style=""&gt;15 agosto 1971&lt;/b&gt;, il presidente degli USA Nixon eliminò la convertibilità delle monete in oro, affossando per sempre gli accordi di Bretton Woods del 1944. Quindi l'emissione di moneta da oltre trent'anni non ha più bisogno di un controvalore in metallo prezioso (oro, argento o rame).&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn7"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref7" name="_ftn7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; diversamente dalle banconote attuali, essa portano l'intestazione della "Repubblica Italiana", è denominata "Biglietto di Stato a corso legale", non risulta "pagabile a vista", è firmata da funzionari statali (il Direttore Generale del tesoro ed il Cassiere speciale) e reca il visto della Corte dei Conti.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn8"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref8" name="_ftn8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Professore universitario in discipline giuridiche. E’ stato tra i docenti fondatori della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Teramo, della quale è stato anche preside. Ha insegnato "Diritto della navigazione", "Diritto internazionale", "Diritto privato comparato" e "Teoria generale del diritto".&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn9"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref9" name="_ftn9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:10;" &gt;SAMUELSON P.A. e NORDHAUS W.D., &lt;i style=""&gt;Economia&lt;/i&gt;, Ed. Zanichelli, Bologna, 1993&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn10"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref10" name="_ftn10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; DELLA LUNA M. e MICLAVEZ A. ,&lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;EuroSchiavi&lt;/i&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;, Arianna Editrice, Bologna (2006)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn11"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref11" name="_ftn11" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; RANDAZZO A.,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span class="newssottotitolo"&gt;&lt;i&gt;Dittature. La Storia Occulta, &lt;/i&gt;Edizione Il Nuovo Mondo (2007)&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn12"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref12" name="_ftn12" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=""&gt;Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio&lt;/span&gt; meglio conosciuta come &lt;span style=""&gt;OPEC&lt;/span&gt; (&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Organization of the Petroleum Exporting Countrie &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn13"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref13" name="_ftn13" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Fort Knox è una riserva militare nello Stato del Kentucky (USA). È considerato un centro importante perché vi si trova il deposito delle riserve auree degli Stati Uniti.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn14"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref14" name="_ftn14" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ICKE D., &lt;i style=""&gt;Il segreto più nascosto&lt;/i&gt;, Macroedizioni, Folrlì-Cesena (2001)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn15"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref15" name="_ftn15" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; PAPADIA F. e SANTINI C., &lt;i style=""&gt;La Banca centrale europea &lt;/i&gt;, Il Mulino, Bologna (2001)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn16"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; line-height: normal;"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref16" name="_ftn16" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:10;"&gt;consultabile a questo &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/ricec/relann;internal&amp;action=_framecontent.action&amp;amp;Target=_top"&gt;link&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn17"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref17" name="_ftn17" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:10;" &gt; Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze - Notifica del deficit e del Debito Pubblico inviata alla Commissione Europea ex Reg. CE 3605/93, così come modificato dal Reg. 2103/05.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn18"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref18" name="_ftn18" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Dal 1° gennaio 1999, il &lt;b&gt;TUR&lt;/b&gt; (tasso ufficiale di riferimento) ha sostituito il Tasso Ufficiale di Sconto (&lt;b&gt;TUS&lt;/b&gt;). Dal 14/03/2007 il TUR si attesta al 3,75%.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn19"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref19" name="_ftn19" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;Marco Saba è scrittore di libri&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di economia e finanza; responsabile Affari Monetari per &lt;i style=""&gt;European Consumers&lt;/i&gt;; membro di &lt;i style=""&gt;Alliance21&lt;/i&gt;; membro di &lt;i style=""&gt;WSSE-Workgroup on Solidarity Socio-Economy.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn20"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref20" name="_ftn20" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Cioè una &lt;span style=""&gt;moneta priva della funzione di misura del valore. Una Moneta è per definizione una misura del valore, il Certificato monetario è per definizione un mezzo di scambio. Una misura non può essere comparata con ciò che non è misura. E se non vi è possibilità di comparazione, esse non possono essere convertibili tra loro.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn21"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref21" name="_ftn21" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=""&gt;Silvio Gesell&lt;sup&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt; (1862-1930)&lt;/span&gt;. Nella sua opera principale pubblicata nel 1916 a Berlino e Berna, &lt;i&gt;L’ordine economico naturale attraverso un paese libero e un denaro libero&lt;/i&gt;, Gesell spiegò esaurientemente come in una circolazione del denaro libera da disturbi l’offerta e la domanda di capitale si equilibrino.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn22"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref22" name="_ftn22" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; BLONDET M, &lt;i style=""&gt;Schiavi delle banche&lt;/i&gt;, Effedieffe edizione, Milano (2004)&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn23"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref23" name="_ftn23" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; N. GALLONI è un economista. &lt;span style=""&gt;Nel 1989 diventa direttore generale, prima al ministero del Bilancio (oggigiorno Ministero dell'Economia), poi a quello del Lavoro dove dirige l'Osservatorio sul mercato del Lavoro fino al 1993 e la Cooperazione fino al 1996. Dal 2002 è sindaco effettivo e revisore dei conti dell'Inpdap. E’ docente presso la Cattolica di Milano, la Luiss di Roma e le Università di Napoli e Modena.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn24"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref24" name="_ftn24" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Grafico prelevato dal database di &lt;i style=""&gt;&lt;a href="http://www.complementarycurrency.org/ccDatabase/les_public.html"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Complementary Currency&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, consultabile al link: http://www.complementarycurrency.org/ccDatabase/les_public.html .&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn25"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref25" name="_ftn25" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; I Lets (&lt;span class="bodytext"&gt;Local Exchange Trading System&lt;/span&gt;) sono zone in cui si recuperano antiche forme di scambio di merci o servizi senza la mediazione del denaro. Assai diffusi in Gran Bretagna e Australia, i Lets hanno esperienze paragonabili anche in USA, Canada, Francia, Germania e molti altri paesi.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn26"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref26" name="_ftn26" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Dettagli al link: www.ces.org.za&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn27"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref27" name="_ftn27" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; L'organizzazione commerciale sociale, STRO, sviluppa le innovazioni per rinforzare il micro accreditamento e le economie locali. Ulteriori informazioni consultabili al sito dell’organizzazione, preso il link http://www.strohalm.net/en/site.php&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn28"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref28" name="_ftn28" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Adusbef : (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali), particolarmente specializzata nel settore bancario, finanziario, assicurativo, combatte aspre battaglie in difesa dei diritti dei cittadini in ogni settore consumerista.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn29"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref29" name="_ftn29" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Il comunicato è visualizzabile sul sito ufficiale della banca d’Italia a questo &lt;a href="www.bancaditalia.it/servizi/edu/signoraggio/signoraggio_ss_uu_comunicazione.pdf"&gt;link&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref30" name="_ftn30" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; il profilo del deputato Buontempo, nonché altre informazioni che lo riguardano sono consultabili presso il suo sito internet, al link: http://www.teodorobuontempo.it/info.html&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn30"&gt;    &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn31"&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref31" name="_ftn31" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; L’intero documento sulla proposta di legge è consultabile sul sito della Camera a questo &lt;a href="http://www.camera.it/_dati/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=15PDL0002550"&gt;link&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div id="ftn32"&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5377518712108464995&amp;postID=3781936944339109414#_ftnref32" name="_ftn32" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="line-height: 200%;font-size:10;" &gt;SABA M.; &lt;i style=""&gt;Bankenstein,&lt;/i&gt; Nexus edizioni, Padova, (2006)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="ftn32"&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:10;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoFootnoteText"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5377518712108464995-3781936944339109414?l=bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/3781936944339109414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5377518712108464995/posts/default/3781936944339109414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com/2007/07/tesi-il-signoraggio-cap2.html' title='TESI - Il Signoraggio (CAP.2)'/><author><name>Salvatore</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15604312871996081173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/-xos55taj0GA/TazlJfRBxKI/AAAAAAAAAKY/OuSI_nAvTEk/s220/signoraggio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/RqzMrlQtTYI/AAAAAAAAAFs/kgVTZqBXjLU/s72-c/tesi+banconota500.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5377518712108464995.post-169905728474460925</id><published>2007-07-29T18:39:00.000+02:00</published><updated>2007-07-30T15:19:50.506+02:00</updated><title type='text'>TESI - Il Nuovo Ordine Mondiale (CAP.3)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;1.NWO: NEW WORLD ORDER&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Molte sono le teorie del nuovo governo mondiale, tanti i millantatori delle teorie rettiliane e sataniche che vedono l'esistenza di complotto che vuole distruggere l'uomo e la terra, per vederla sprofondare. In realtà questo è solo un aspetto dell'intero quadro che viene accentuato per manipolare la controinformazione, per renderla così assurda da trasformarla poi in eresia e screditarla, in quanto il vero obiettivo è il controllo del governo mondiale mediante strumenti che già conosciamo, che sono già nella nostra vita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il Nuovo Ordine Mondiale&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn1" name="_ftnref1" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; è l’espressione di una èlite che aspira alla realizzazione di &lt;b&gt;un unico Governo Mondiale&lt;/b&gt;, in cui concetti e realtà come "nazione" o "differenze culturali" sono cancellate per far posto a un unico concetto: &lt;b&gt;&lt;i&gt;"Un solo mondo, un solo popolo, un solo governo, un solo esercito, una sola moneta"&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Sembra logico chiedersi perché non sarebbe meraviglioso immaginare un Nuovo Ordine Mondiale, un mondo in cui ci si senta ovunque a casa, in cui i vari Paesi e popoli vivono in pace perché hanno appianato odii atavici dettati solo dalla non conoscenza reciproca e da pregiudizi razziali,politici,religiosi o culturali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe meraviglioso un mondo in cui vivere in pace. Purtroppo gli intenti del Nuovo Ordine Mondiale &lt;span style=""&gt;non&lt;/span&gt; sono questi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il &lt;b&gt;controllo totale&lt;/b&gt; è il punto cardine del nuovo ordine del mondo.&lt;br /&gt;Una &lt;span style=""&gt;ristretta oligarchia&lt;/span&gt; ha in mano le sorti del mondo, detiene il potere di emettere moneta (che diverrà un'unica moneta), controlla i mercati internazionali (che diverranno un solo mercato globale), pilota i suoi burattini preferiti, i politici, che ha provveduto da tempo a suddividere in schieramenti apparentemente opposti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nessun popolo ha mai sentito parlare di NWO&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn2" name="_ftnref2" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dai media o dai propri governanti, ma il Nuovo Ordine del Mondo sta avanzando in modo inesorabile e sempre più veloce.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Gli eventi accadono a ritmo sempre più frenetico, in special modo dall'&lt;b&gt;11 settembre 2001&lt;/b&gt;, "il giorno che ha cambiato il mondo", infatti un perenne stato di incertezza e paura è il leitmotif del Terzo Millennio, un &lt;span style=""&gt;perenne stato di emergenza&lt;/span&gt; che ha permesso a chi detiene il potere di attivare &lt;span style=""&gt;leggi restrittive della privacy&lt;/span&gt;, di diffondere ovunque un insopprimibile senso di inquietudine, tra falsi allarmi e "attentati sventati".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nella storia del NWO rientrano le teorie sui Protocolli dei Savi di Sion, gli Illuminati, politici guidati da coscienze o ideali satanici, insomma tutte cose da valutare con grande discrezione per non cadere nella mitologia e in storie di pura fantasia, inventate senza nessun riscontro reale. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Infatti a proposito dei &lt;i style=""&gt;Protocolli dei Savi di Sion&lt;/i&gt; Cesare G. De Michelis ha dimostrato nel suo libro&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn3" name="_ftnref3" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; , che i celebri &lt;i&gt;Protocolli di Sion&lt;/i&gt; sono certamente un falso, con tutta probabilità redatto a Parigi tra il 1897 e il 1898 dalla polizia segreta zarista. Ciò non impedì tuttavia la loro immensa diffusione in tutto il mondo, le innumerevoli traduzioni, la deleteria influenza sull'antisemitismo di stato e la &lt;i&gt;shoa&lt;/i&gt; e addirittura, in maniera inquietante, il loro rispuntare oggi negli ambienti dell'islam integralista e del neo-nazismo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Però basta analizzare la cosiddetta “&lt;i style=""&gt;piramide del potere&lt;/i&gt;” per far ricredere gli scettici e provare come in realtà ci siano molti collegamenti tra politici, multinazionali, enti indipendenti che decidono gli aspetti più importanti dell’economia mondiale con gli ideali proposti dal Nuovo Ordine Mondiale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il dott. &lt;b style=""&gt;Richard J. Boylan&lt;/b&gt;, noto psicologo ed ufologo statunitense, prende in considerazione il cosiddetto "Governo Ombra", sviscerandone la struttura e le numerose ramificazioni. Con il suddetto termine viene indicato il gruppo di potere occulto che opera dietro le quinte dei governi ufficiali e della politica&lt;br /&gt;internazionale. Una sorta di governo parallelo a quelli&lt;br /&gt;legittimamente eletti dal popolo che si avvale di una clandestina e&lt;br /&gt;ben organizzata rete mondiale. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;"&lt;i style=""&gt;Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto&lt;/i&gt;". Così si espresse Dr. &lt;b style=""&gt;Nicholas Murray Butler&lt;/b&gt;, presidente dell’Università di Columbia, presidente della Carnegie Endwment for International Peace, membro fondatore, presidente della Pilgrims Society e membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Secondo Giuseppe Cosco&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn4" name="_ftnref4" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, taluni autori denunciano, sempre con maggiore insistenza, che è in atto una cospirazione superpolitica, "religiosa" o satanica che coinvolge l’alta finanza, le massonerie e l’integralismo islamico. I fili della storia, asseriscono questi studiosi, si tirano proprio nelle logge massoniche e nei consigli di amministrazione delle multinazionali e delle grandi banche. La Rivoluzione francese fu una congiura massonica, preparata da "società di pensiero" – uguali a quelle studiate da Augustin Cochin (1876-1916) – e da altri gruppi di pressione. La Rivoluzione bolscevica fu una congiura giudaico-massonica. Diversi storici sono convinti di questo. Lo stesso "Times" (10 marzo 1920) confermò il complotto: "&lt;i style=""&gt;Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta principalmente dall’alta finanza ebraica attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773&lt;/i&gt;". &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Estrema importanza assume, sempre al riguardo della rivoluzione russa del febbraio del 1917, il fatto che, non affatto casualmente, il governo fosse costituito principalmente da massoni, tra questi risaltava Kerensky. E’ anche rivelatore il libro "&lt;i style=""&gt;Rossija nakanune revoljucii&lt;/i&gt;" di Grigorij Aronson, che fu pubblicato nel 1962 a New York e che riporta delle missive di E. D. Kuskova, moglie del massone Prokopovic, legato da grande amicizia al confratello Kerensky. In una di queste lettere, datata 15 novembre 1955, si legge: "&lt;i style=""&gt;Avevamo la ‘nostra’ gente dappertutto. (...). Fino a questo momento il segreto di questa organizzazione non è stato mai divulgato, eppure l’organizzazione era enorme. Al tempo della rivoluzione di febbraio tutta la Russia era coperta da una rete di logge&lt;/i&gt;".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il giornalista &lt;b style=""&gt;Maurizio Blondet&lt;/b&gt;, in un’intervista realizzata dallo stesso Cosco, espone i lati positivi e negativi del cosiddetto NWO.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Blondet cita tra gli aspetti positivi che essenzialmente il nuovo ordine mondiale è anche la libera circolazione dei capitali, prima ancora che delle merci, che vengono in secondo luogo e degli uomini che vengono in terzo luogo, perché si sa che il libero movimento di uomini è limitato negli Stati Uniti. Alla frontiera col Messico, per esempio, ci sono centinaia di chilometri di reticolati e di filo spinato, però, i capitali sono ben accetti. In questo nuovo ordine mondiale si esplicano fenomeni diversi, non tutti da condannare, in realtà. Va un pò rivista la posizione ideologicamente negativa. Il capitalismo, anche globalizzato, funziona, sta funzionando e non sempre male, ci sono paesi che se ne avvantaggiano e non sempre sono paesi del giro di quelli che contano, ma sono paesi che hanno visto risorgere o rivalorizzare le loro peculiarità culturali profonde. Questo, probabilmente, non era previsto. Per esempio, l’India è diventato uno dei massimi esportatori di software, perché tutti i giganti del software indiani appartengono alla casta bramanica, nelle cui famiglie si impara il sanscrito, cioè una lingua classica e, anche, il pensiero matematico in astratto. Questi parlano l’inglese e (soprattutto) costano un po’ meno sul mercato mondiale. Un altro paese, che si sta avvantaggiando, più di quanto si creda, è la Spagna. Anche qui per un fatto culturale preciso. La Spagna è un paese che per cinquecento anni ha avuto un impero. Attualmente ci sono 400 milioni di persone che parlano spagnolo. La Spagna sta diventando la potenza economica egemone sui mercati sudamericani. Banche spagnole si stanno comprando le banche argentine, venezuelane ecc.. La Spagna acquista, sempre più, la figura di madrepatria imperiale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ancora secondo Blondet, gli aspetti negativi sono invece già in corso e sono inquadrabili nell’eccesso di libera circolazione dei capitali puramente speculativi. Appena c'è stato un momento di panico questi capitali se ne sono andati da un minuto all'altro, perché, appunto, la moneta elettronica adesso si muove in telecomunicazione, lasciando paesi a secco, in grave crisi economica, paesi che si erano indebitati, perché stavano crescendo, si sono visti, improvvisamente, mancare la liquidità. Ci sono, poi, fenomeni della finanza più speculativi, praticamente si rivelano, alla fine, delle enormi bolle di debito inaccertabili, cioè, non contabilizzati da nessuno. Si ravvisano, altresì, pure, fenomeni particolarmente malvagi e sinistri in certi paesi dell'America Latina; penso alla Colombia. Ogni paese, Blondet afferma, dovrebbe specializzarsi nel suo vantaggio competitivo; chi sa fare bene le cravatte, come gli italiani, vende le cravatte e basta e non può fare aerei o cose del genere. La Colombia sa fare la coca. Un terzo del territorio colombiano è adesso controllato da un esercito guerrigliero, che esiste da sempre.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;2.GLI ILLUMINATI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;L’obiettivo degli Illuminati sarebbe creare un Unico Governo Mondiale ed un &lt;b&gt;Nuovo Ordine Mondiale&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt; Come dice la parola stessa gli &lt;i style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Illuminati&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; sono i portatori di luce, quelli che sanno, ma la loro luce è, apparentemente, Lucifero o Satana. Appartengono a tredici delle più ricche famiglie del mondo e sono i personaggi che comanderebbero il mondo da dietro le quinte. Vengono anche definiti la Nobiltà Nera, i &lt;i style=""&gt;Decision Makers&lt;/i&gt;, chi fa le regole da seguire per Presidenti e Governi. La loro caratteristica è quella di essere nascosti agli occhi del pubblico. Il loro albero genealogico va indietro migliaia di anni e sono molto attenti a mantenere il loro legame di sangue di generazione in generazione senza interromperla.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il loro potere risiede nell’occulto e nell’economia, uno dei loro motti è: “&lt;i style=""&gt;il denaro crea potere&lt;/i&gt;”. Possiedono tutte le Banche Internazionali, il settore petrolifero e tutti i più potenti settori industriali e commerciali; ma soprattutto sono infiltrati nella politica e comandano la maggior parte dei governi e degli organi Sovranazionali primi fra tutti l’&lt;b&gt;ONU&lt;/b&gt; ed il &lt;b style=""&gt;Fondo Monetario Internazionale &lt;/b&gt;(FMI).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Un esempio del loro modo di operare è l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, chi tra i candidati ha più sponsor sotto forma di soldi, vince le elezioni perché con questi soldi ha il potere di “distruggere” l’altro candidato. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il candidato vincente è ovviamente sponsorizzato dagli Illuminati attraverso le loro molte organizzazioni di facciata; essi fanno in modo di finanziare entrambi i candidati, per mantenere il “gioco” vivo anche se loro hanno già deciso chi sarà il vincitore e a questo assicurano più soldi. I loro piani sono sempre lungimiranti, sembra che &lt;b&gt;Bill Clinton&lt;/b&gt; fosse stato preparato alla missione di Presidente dall’entourage degli Illuminati fin da quando era giovane.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come afferma Giorgio Bongiovanni&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn5" name="_ftnref5" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; l‘obiettivo non può essere conseguito nel periodo di una vita, le sue origini sono antiche e risalirebbero al 1700 quando il complotto venne formalizzato, con l’elaborazione di veri e propri documenti programmatici. Nella prima metà del 1700 l’incontro tra il &lt;b&gt;Gruppo dei Savi di Sion &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;e&lt;b&gt; Mayer Amschel Rothschild&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;, l’abile fondatore della famosa dinastia che ancora oggi controlla il Sistema Bancario Internazionale, porta alla redazione di un manifesto: “&lt;i style=""&gt;I Protocolli dei Savi di Sion&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn6" name="_ftnref6" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[6]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;”. In ventiquattro paragrafi, viene descritto come soggiogare e dominare il mondo con l’aiuto di un sistema economico. Sempre Mayer Amschel Rothschild aiuta e finanzia l’ebreo &lt;b&gt;Adam Weishaupt&lt;/b&gt;, un ex prete gesuita, che a Francoforte crea un Gruppo Segreto dal nome “&lt;b style=""&gt;Gli Illuminati di Baviera&lt;/b&gt;”. Weishaupt prendendo spunto dai “ Protocolli dei Savi di Sion” elabora all’incirca verso il 1770 “&lt;i style=""&gt;Il Nuovo Testamento di Satana&lt;/i&gt;” un piano che dovrà portare, non più gli Ebrei ma un gruppo ristretto di persone (gli Illuminati o Banchieri Internazionali) ad avere il controllo ultimo del mondo intero. La strategia di Weishaupt era basata su principi molto fini e spietati. Bisognava arrivare alla soppressione dei Governi Nazionali e alla concentrazione del potere in Governi ed Organi Sovranazionali ovviamente gestiti dagli Illuminati. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Ecco alcuni esempi operativi sulle cose da realizzare per il conseguimento dei loro obiettivi:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;creare la divisione delle masse in campi opposti      attraverso la politica, &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;l’economia, gli aspetti sociali, la religione, l’etnia etc …se necessario armarli e provocare incidenti in modo che si combattano e si indeboliscano;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;corrompere (con denaro e sesso) e quindi rendere      ricattabili i politici o chi &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;ha una posizione di potere all’interno di uno stato;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;scegliere il futuro capo di stato tra quelli che      sono servili e sottomessi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;incondizionatamente;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;avere il controllo delle scuole (licei ed Università)      per fare in modo che i&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;giovani talenti di buona famiglia siano indirizzati ad una cultura internazionale e diventino inconsciamente agenti del complotto;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;assicurare che le decisioni più importanti in uno      stato siano coerenti nel &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;lungo termine all’obiettivo di un &lt;b&gt;Nuovo Ordine Mondiale&lt;/b&gt;;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;controllare la stampa, per poter manipolare le      masse attraverso &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;l’informazione;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo Weishaupt, mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli Organi Sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un Unico Governo Mondiale . &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Nel 1871 il piano di Weishaupt viene ulteriormente completato da un suo seguace Americano &lt;b&gt;Albert Pike &lt;/b&gt;che elabora un documento per l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso tre Guerre Mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un Unico Governo Mondiale. Non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale venne fatto il primo passo in questa direzione con la formazione dell’ONU, che possiamo definire &lt;i style=""&gt;la polizia del mondo degli Illuminati&lt;/i&gt;. Tornando al pensiero di Pike, la Prima Guerra Mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti di America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi. La Seconda Guerra Mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, manipolando le diverse opinioni tra i nazionalisti tedeschi e i sionisti politicamente impegnati. Inoltre avrebbe portato la Russia ad estendere la sua zona di influenza e reso possibile la costituzione dello &lt;b&gt;Stato di Israele in Palestina&lt;/b&gt;. La Terza Guerra Mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno creato tra i Sionisti e gli Arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale.&lt;br /&gt;Col passare degli anni il Quartiere Generale di questo complotto passa dalla Germania (Francoforte), alla Svizzera, poi all’Inghilterra (Londra) ed infine agli Stati Uniti d’America (New York). E’ quindi dal 1700 che le famiglie degli Illuminati, generazione dopo generazione, influenzano la storia per raggiungere i propri traguardi. Ecco un elenco dei fatti principali che negli ultimi 3 secoli si pensi siano stati architettati, fomentati o finanziati dagli Illuminati: la Rivoluzione Francese, le Guerre Napoleoniche, la nascita dell’ideologia Comunista, la I Guerra Mondiale, la Rivoluzione Bolscevica, la nascita dell’ideologia Nazista, la II Guerra Mondiale, la &lt;st1:personname&gt;fondazione&lt;/st1:personname&gt; dell’ONU, la nascita dello Stato di Israele, la Guerra del Golfo, la nascita dell’Europa Unita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Gli Illuminati hanno costruito la loro rete di potere in quasi 300 anni. Ovviamente non potevano pensare di conseguire i loro obiettivi da soli, avevano ed hanno bisogno di una “struttura operativa”, composta da organizzazioni o persone che esercitando del potere operino più o meno consapevolmente nella stessa direzione. Gli Illuminati controllano o hanno i loro uomini ovunque, possiamo tranquillamente dire che sono i signori del mondo. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La loro strategia ha fatto leva su due capisaldi: a) la forza del denaro, con cui hanno costituito e controllano il sistema bancario internazionale; b) la disponibilità di persone fidate, ottenuta attraverso il controllo delle società o associazioni segrete (logge massoniche). &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Queste ultime con i loro diversi gradi di iniziazione hanno garantito e garantiscono tuttora quell’alone di discretezza necessario al piano degli Illuminati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Gli Illuminati, e chi con loro controlla queste Società, sono definiti satanisti e praticherebbero la magia nera. Il loro Dio sarebbe Lucifero e attraverso pratiche e riti occulti manipolano e influenzano le masse. E’ anche da questa scienza di tipo occulto, che gli Illuminati hanno sviluppato la teoria sul controllo mentale delle masse. Per chiarire ecco un esempio: a quanto sembra anche Hollywood, le maggiori case cinematografiche e discografiche internazionali, fanno parte della rete degli Illuminati. Molte volte i loro prodotti sono usati come strumenti di indottrinamento e agiscono in modo “invisibile” sulla psiche. Nessuno può negare che oggi esistono certi tipi di musica, privi di qualsiasi qualità, il cui unico effetto voluto è quello di provocare nei giovani apatia, robotismo, violenza ed essere uno stimolo all’uso di droghe.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Gli uomini che controllano gli Illuminati fanno parte di tredici delle famiglie più ricche del mondo. I loro nomi sono rimasti segreti negli anni e la leadership famigliare è stata passata da uomo a uomo generazione dopo generazione. Comunque nessun segreto può essere tenuto per sempre e anche in questo caso recentemente sono stati resi noti i loro nomi, grazie a qualcuno che, abbandonando l’ordine, ha deciso di cambiare vita e rivelare le informazioni più importanti. Ecco quindi le tredici famiglie che sembrano avere il compito di gestire il pianeta da dietro le quinte per condurlo al Nuovo Ordine Mondiale:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;ASTOR&lt;br /&gt;BUNDY&lt;br /&gt;COLLINS&lt;br /&gt;DUPONT&lt;br /&gt;FREEMAN&lt;br /&gt;KENNEDY&lt;br /&gt;LI&lt;br /&gt;ONASSIS&lt;br /&gt;ROCKFELLER&lt;br /&gt;ROTHSCHILD&lt;br /&gt;RUSSELL&lt;br /&gt;VAN DUYN&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;MEROVINGI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(famiglie Reali Europee)&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn7" name="_ftnref7" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[7]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Massimo Introvigne&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn8" name="_ftnref8" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[8]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, la pensa diversamente sugli illuminati, poiché li definisce “&lt;i style=""&gt;una società segreta ma non misteriosa&lt;/i&gt;". &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo Introvigne gli Illuminati sono nati il 1 maggio 1776 nello studio di Adam Weishaupt, docente di giurisprudenza all'Università di Ingolstad, in Baviera (Germania). Non avevano niente a che vedere con Galileo e Bernini, già morti da oltre un secolo&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn9" name="_ftnref9" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[9]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Weishaupt, di idee illuministe e affascinato dalla massoneria, cercò subito degli adepti: con l'aiuto di 4 studenti, reclutò una cerchia di novizi ai quali fece credere che gli Illuminati avevano secoli di storia alle spalle e capi ai quali anche lui ubbidiva. L'intento dichiarato era il miglioramento morale dei membri, basato sulle dottrine del filosofo Immanuel Kant. Ma in realtà lo scopo di Weishaupt era la diffusione delle idee illuministe francesi e la lotta alla Chiesa cattolica. "La quasi totalità della setta, con le migliaia di affiliati e il controllo sui governi,però, esisteva principalmente nella sua testa" avverte Introvigne.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo alcuni studiosi , pertanto, la storia degli Illuminati è in gran parte una montatura, o meglio una "storia mitica": come molte società segrete, negli anni si sono costruiti un passato nobile, ma del tutto falso. Un passato intrigante, con una genealogia importante, disseminata di diramazioni. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Basta collegarsi a Internet e cercare "Illuminati" con qualsiasi motore di ricerca per trovare migliaia di pagine di materiale. Dai simboli ai loro piani per il dominio degli Illuminati&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;3.IL GOVERNO INVISIBILE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;3.1 Il governo ombra&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Tra miti e false credenze è possibile però riscontrare diversi collegamenti che legano appunto il cosiddetto governo “ombra”, ovvero quello che prende le direttive alle spalle dei governi votanti, e le istituzioni sovranazionali, le cui riunioni sono spesso tenute segrete.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il Governo invisibile sta operando in modo tale da creare uno stato di panico stabile e duraturo e una situazione di contrapposizione permanente che gli permetta di ottenere un successo decisivo e irreversibile sia sul piano politico (stato di polizia, censura, annullamento o limitazione della libertà personale, aumento dei controlli, messa al bando di gruppi minoritari dissidenti), sul piano militare (accentramento delle strategie, dei comandi, subordinazione di tutti gli Stati ad un comando centrale USA), sul piano economico (panico finanziario che ha permesso e permette a gruppi finanziari collegati di ottenere il controllo di strutture industriali, commerciali, di servizi con il minimo investimento; eliminazione della concorrenza utilizzando accuse di collaborazionismo terroristico; recessione per ridurre il potere di sindacati e organizzazioni padronali).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come è constatabile dalle analisi storiche, con la fine della Secondo Guerra Mondiale l’Europa era devastata, dal punto di vista fisico, emotivo, mentale, spirituale ed economico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come dichiara &lt;b style=""&gt;David Icke&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn10" name="_ftnref10" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[10]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; in un suo libro&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn11" name="_ftnref11" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[11]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, Gli Stati Uniti erano il paese più potente della Terra. Avevano finanziato la guerra e, attraverso il sistema del prestito/concessine in uso di armamenti sula base del principio “prendi ora, paghi dopo”, l’Europa stava sprofondando nel debito verso i banchieri americani.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo Icke la linea politica da attuare per realizzare gli obiettivi che il governo segreto avesse in mente era un avvicendamento di &lt;i style=""&gt;problema-reazione-soluzione&lt;/i&gt;: lo scopo primario era causare così tanti conflitti tra gli stati nazionali (il problema), da spingere la pubblica opinione a chiedere di adottare dei provvedimenti (la reazione), in modo che il governo ombra potesse allora svelare il suo piano a lungo termine che prevedeva la realizzazione di istituzioni globali centralizzate sotto il controllo di una ristretta cricca (la soluzione).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Riassumendo, i punti basilari del piano del governo occulto subito dopo la guerra erano i seguenti:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;                    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;introdurre un’autorità mondiale chiamata Nazioni Unite (con organismi associati come l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS)), in grado di evolvere in un governo mondiale col potere di controllare vite umane.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;                    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Continuare a causare conflitti nel mondo e a sfruttare la paura dell’Unione Sovietica (o del terrorismo) per aumentare in modo massiccio la spesa in armi nucleari e “convenzionali”, aumentando la richiesta di sicurezza globale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;                    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Creare tre regioni di “libero commercio” in Europa, nelle Americhe e in Asia, che inizialmente sarebbero state fatte passare per meri raggruppamenti economici ma che, a poco a poco, si sarebbero evolute in unioni politiche centralizzate (vedi Unione Europea), con una banca centrale e una valuta unica e sarebbero state un primo passo per l’introduzione delle stesse istituzioni su scala globale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0cm; text-indent: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family:Symbol;"&gt;&lt;span style=""&gt;·&lt;span style=""&gt;                    &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Incrementare sempre di più il fardello del debito delle persone, delle industrie e dello stato, aumentando così il controllo esercitato su di loro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L’approccio seguito per raggirare l’opinione pubblica fu quella di screditare lo stato nazionale. Su questo aspetto si soffermò, durante la guerra, l’economista e rifugiato tedesco &lt;b style=""&gt;Hans Heymann&lt;/b&gt;, che elaborò uno studio intitolato “&lt;i style=""&gt;Piano per la pace permanente&lt;/i&gt;” usando i finanziamenti messi a disposizione dalla Fondazione Carnegie per la pace internazionale. Heymann scriveva quanto segue nel suo “progetto di pace”:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“&lt;i style=""&gt;Le nazioni hanno creato disarmonia internazionale nella vana convinzione che l’armonia nella nostra società si possa raggiungere su basi nazionali…Questo approccio limitato ci ha lasciato una grande speranza, e cioè che questa convinzione ingannevole sia valida solo durante un periodo di transizione…Dopo la debacle &lt;/i&gt;(la Seconda Guerra Mondiale) &lt;i style=""&gt;un’organizzazione internazionale sarà indispensabile per il benessere della società nel suo complesso “&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn12" name="_ftnref12" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[12]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Cecil Rhodes, membro del Comitato dei 300, fondò la "&lt;b style=""&gt;Tavola Rotonda&lt;/b&gt;" in Inghilterra il 5 febbraio 1891. Tra i soci fondatori si furono Stead, Lord Esher, Lord Alfred Milner, Lord Rothschild&lt;a href="http://www.disinformazione.it/rothschild.htm"&gt; &lt;/a&gt;e Lord Arthur Balfour&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Nel 1945, la società segreta originale della Tavola Rotonda aveva due principali filiazioni: l’&lt;b style=""&gt;Istituto degli affari internazionali&lt;/b&gt; (RIIA) con sede alla Chatham House di Londra (che aveva ramificazioni in molte altre parti del mondo), e la filiale americana del RIIA, ovvero il &lt;b style=""&gt;Consiglio sulle relazioni estere&lt;/b&gt; (CFR) di New York (che disponeva di molte ramificazioni all’interno degli Stati Uniti).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Negli anni del dopoguerra, ad essi si unirono il &lt;b style=""&gt;Gruppo Bilderberg&lt;/b&gt; (Bil), la &lt;b style=""&gt;Commissione Trilaterale&lt;/b&gt; (TC) e il &lt;b style=""&gt;Club di Roma&lt;/b&gt; (CR), per formare una rete assai efficace di manipolazione, che includesse un elemento molto importante costituito dal governo segreto del mondo, un governo che è di gran lunga più potente di qualsiasi autorità eletta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Figura n.&lt;/b&gt; &lt;b style=""&gt;9&lt;/b&gt; – &lt;i style=""&gt;Mappa sulle ramificazioni di Istituzioni sovranazionali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/Rqy_rVQtTUI/AAAAAAAAAFI/DLUtwtBIDi0/s1600-h/tesi+mappa+ramificazioni.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 424px; height: 282px;" src="http://bp0.blogger.com/_uIC4HEuQkpc/Rqy_rVQtTUI/AAAAAAAAAFI/DLUtwtBIDi0/s320/tesi+mappa+ramificazioni.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092656029811690818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E’ possibile ritrovare i membri di queste organizzazioni tra i “consiglieri” politici e ai vertici della politica globale, delle banche, delle compagnie petrolifere, delle società multinazionali, dei media, dei dirigenti e dei giornalisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;3.2 L’istituto Reale di Affari Internazionali (RIIA) e il Consiglio sulle relazioni estere (CFR)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Era il 1919 quando un piccolo gruppo di influenti banchieri, avvocati, politici e accademici, impegnati nei negoziati di pace a Parigi tra gli Alleati e le nazioni sconfitte nella Prima Guerra Mondiale, si incontrarono all'Hotel Majestic e raggiunsero un accordo eccezionale: decisero di creare una rete di "think tanks", una sorta di club o loggia esclusiva, grazie alla quale avrebbero disegnato il tipo di "Nuovo Ordine Mondiale" adatto per soddisfare gli obiettivi e gli interessi imperialisti globali dell'Alleanza Anglo-Statunitense.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;A Londra questa organizzazione assunse il nome di Istituto Reale degli Affari Internazionali (Royal Institute of International Affaire, RIIA) mentre negli USA era conosciuta come Consiglio per le Relazioni Estere (Council on Foreign Relations, CFR) con sede a New York City. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Oggi il RIIA, patrocinato dalla regina, ha un’enorme influenza sulla politica britannica e mondiale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L’Istituto nomina come “presidenti onorari” i Presidenti e Primi Ministri del Regno Unito e di altri paesi del Commonwealth”. I Presidenti, I primi Ministri e l’èlite politica di tutto il mondo partecipano alle conferenze indette dal RIIA, e spesso coperte dal segreto della “regola della Chatham House”, che recita:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style=""&gt;“Quando si tiene una riunione, o parte di essa, sotto l Regola della Chatham House, i partecipanti sono liberi di usare le informazioni apprese, ma senza rivelare né l’identità né l’appartenenza politica degli oratori o di qualsiasi altro partecipante; è altresì proibito rivelare che l’informazione si è appresa a un incontro presso l’Istituto” &lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn13" name="_ftnref13" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[13]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il RIIA è altamente selettivo ed è raro che rivelerà i dettagli relativi alle sue alte sfere. Visto che si tratterebbe solo di una “commissione di esperti” ci si chiede allora a cosa sia dovuta tutta questa segretezza.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;I maggiori azionisti del RIIA sono: il Morgan Guaranty Trust di New York (J.P.Morgan), il Ministero degli Esteri&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e del Commonwealth britannico, il Ministro della Difesa; l’Ambasciata statunitense, la Società RTZ, la sudafricana Anglo-American Corporation, la British Petroleum; la Shell International, la Banca d’Inghilterra, la Barclays Bank, la Lloyds Bank, la National Westminster Bank, i fratelli Lazard, il Gruppo TBS,il giornale Economist, la Unilever, e tra le varie figura anche l’italiano Ente Nazionale Idrocarburi (ENI).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;In pratica il RIIA è un luogo di incontro privato dove il “governo ombra” propina le sue idee sul NWO a un pubblico scelto e a quelli che hanno autorità nel campo dei media, della politica, dell’istruzione e del commercio. In realtà si tratta di un’organizzazione lobbista, che opererebbe a favore del NWO e di uno strumento attraverso cui si possono siglere accordie organizzare eventi all’insaputa sia del popolo che dei parlamenti eletti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il Consiglio sulle Relazioni Estere (CFR) sarebbe invece definito come il ramo statunitense del RIIA.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Sin dalla sua &lt;st1:personname&gt;fondazione&lt;/st1:personname&gt;, &lt;b style=""&gt;ogni Presidente degli Stati Uniti d’America ha fatto parte del CFR&lt;/b&gt;, compreso George Bush e figlio; eccetto Ronald Reagan. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Fu proprio il CFR, con lo stimolo e il coordinamento del RIIA, a creare le Nazioni Unite (ONU), che succedettero alla Lega delle Nazioni. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Sia il RIIA ce il CFR avevano come inequivocabile marchio di fabbrica la strategia di voler imporre gradualmente un ordine politico socialista (apparentemente "democratico" ma in realtà sempre più autoritario) come strumento di controllo della popolazione. All'epoca questo progetto era promosso da coperture massoniche quali la Fabian Society, finanziata dal Gruppo della Tavola Rotonda (Round Table Group) creata, controllata e foraggiata dal magnate sudafricano Cecil Rhodes, dalla dinastia finanziaria dei Rothschilds, da diverse Logge Massoniche britanniche nonché dalla Corona. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Inizialmente il Council of Foreign Relations (CFR) ottenne sostegno dalle più influenti, ricche e potenti famiglie degli Stati Uniti: ad esempio i Rockfeller, Mellon, Harriman, Morgan, Schiff, Kahn, Warburg, Loeb e Carnegie (in particolar modo i Carnegie crearono una loro organizzazione nel 1910: the Carnagie Endowment for International Peace).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Una delle prime misure adottate da Council of Foreign Relations per manifestare ed estendere la propria influenza sulle diverse elite fu la pubblicazione di un giornale che rimane tuttora, a livello mondiale, la migliore cassa di risonanza per la geopolitica e la scienza politica: &lt;i style=""&gt;Foreign Affairs&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Tra i primi direttori del CFR c'era &lt;b style=""&gt;Allan Welsh&lt;/b&gt; &lt;b style=""&gt;Dulles&lt;/b&gt;, una figura chiave dell'intelligence statunitense che avrebbe poi consolidato la struttura investigativa della CIA per giungere infine all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza (NSA), il giornalista Walter Lippmann, direttore e fondatore di The New Republic, un'armata di avvocati della multinazionale &lt;b style=""&gt;J.P. Morgan&lt;/b&gt; e i banchieri &lt;b style=""&gt;Otto H. Kahn&lt;/b&gt; e &lt;b style=""&gt;Paul Moritz Warburg&lt;/b&gt;, un emigrato tedesco benestante sbarcato negli States che ideò e promosse nel 1913 un progetto di legge alla base della creazione della Federal Reserve Bank, la banca centrale statunitense che da allora controlla la struttura finanziaria del nord America (e, di conseguenza, quella di buona parte del mondo). Nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Federal Reserve Bank venne integrata dal &lt;b style=""&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;/b&gt; e dalla &lt;b style=""&gt;Banca Mondiale&lt;/b&gt;, entrambe ideate, progettate e poi controllate da responsabili del CFR alla conferenza di Bretton Woods nel 1944.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Un altro membro nonché direttore del CFR fu Isaiah Bowman, geografo e presidente dell'American Geographical Society, leader del gruppo di esperti che, nel 1919, ridisegnarono la cartina dell'Europa Centrale dopo la Grande Guerra causando i seri disordini che avrebbero poi scatenato la Seconda Guerra Mondiale nel 1939. Furono due legali del CFR, Owen D. Young (presidente di General Electric) e Charles Dawes (importante avvocato di J.P. Morgan Bank), a ideare e promuovere il piano di ricostruzione post-bellico della Germania tramite i debiti imposti dal Trattato di Versailles. Furono i vertici della Federal Reserve (e membri del CFR) a generare le distorsioni monetarie che portarono alla crisi finanziaria del 1929 e alla Depressione. Furono i direttori del CFR, grazie ai mass-media da loro controllati (ad esempio i network radiofonici NBC, ABC, CBS e giornali come Washington Post, Wall Street Journal, Chicago Tribune e New York Times) a fare pressioni sull'opinione pubblica affinché gli USA interrompessero la propria politica isolazionista per portare la nazione in un'altra guerra europea, fortemente desiderata fin dai primi anni '30.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Sebbene l'opinione pubblica sappia poco a riguardo, il CFR è molto potente e la sua sfera d'influenza è cresciuta (assieme al suo prestigio e alle sue attività) così tanto da poter tranquillamente definirlo la vera "Mente Organizzativa del Pianeta" che controlla direttamente ed in modo silenzioso l'andamento di molti settori complessi e altamente instabili, quali quello sociale, politico, finanziario, militare ed economico, in tutto il mondo. Non ci sono popoli, regioni o aspetti della vita umana che possano sottrarsi alla sfera d'influenza del CFR. Ma la cosa davvero particolare è come questa organizzazione sia stata in grado di rimanere nascosta "dietro le quinte", il che la rende incredibilmente potente ed elusiva persino nei confronti dell'opinione pubblica statunitense.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Oggi il CFR è un'organizzazione prudente che può vantare, tra i propri 4500 membri, i migliori e più brillanti cervelli che operano assieme a potenti individui in grado di esercitare una pesante influenza nelle loro rispettive professioni, corporations, istituzioni e ambienti sociali o governativi. In questo modo il CFR riunisce alti funzionari di istituzioni finanziarie, giganti industriali, mass media, organismi di ricerca, università, organizzazioni militari oltre a leader politici, rettori universitari e rappresentanti di sindacati. I loro obiettivi di fondo consistono nell'identificare e valutare un'ampia serie di fattori politici, economici, finanziari, sociali, culturali e militari in ogni possibile aspetto della vita pubblica e privata all'interno degli USA, delle nazioni alleate e nel resto del mondo. Oggi, grazie all'enorme potere concesso dagli Stati Uniti, le attività del CFR coprono praticamente l'intero pianeta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Oggi, infatti, possiamo trovare &lt;b style=""&gt;membri del CFR&lt;/b&gt; in molti posti decisionali strategici; è sufficiente fare qualche nome: David Rockefeller, Henry Kissinger, Bill Clinton, Zbigniew Brzezinski, Samuel Huntington, Francis Fukuyama, Paul Wolfowitz, Colin Powell, Condoleeza Rice, Richard Perle, Robert Gates, James Baker III, Stephen Hadley, Douglas Feith, L. Paul Bremer III, John Bolton, John Negroponte, l'ex capo di stato Madeleine Albright, il finanziere internazionale George Soros, il giudice di corte Stephen Breyer, l'amministratore delegato di CBS Kaurence A. Tisch, l'ex amministratore delegato di General Electric Jack Welsh, il presidente di CNN W. Thomas Johnson, l'ex presidente di The Washington Post / Newsweek / International Herald Tribune Katerine Graham (ed oggi suo figlio), il vicepresidente USA ed ex segretario della difesa nonché amministratore delegato di Halliburton Dick Cheney, l'ex presidente George H.W. Bush, l'ex consulente per la sicurezza del presidente Clinton Samuel "Sandy" Berger, gli ex direttori della CIA John M. Deutch e George Tenet, l'ex governatore della Federal Reserve Bank Alan Greenspan e l'attuale Benjamin Shalom Bernanke, l'ex presidente della Banca Mondiale James D. Volfensohn, l'amministratore delegato di CS First Boston Bank ed ex governatore della Federal Reserve Paul Volcker, i giornalisti Mike Fallace, Barbara Walters, Wolf Blitzer, i top-manager di Citigroup John Reed, William Rhodes, Stanford Weill e Stanley Fischer (n.2 del Fondo Monetario Internazionale), gli economisti Jeffres Sachs e Lester Thurow,l'ex segretario del tesoro nonché amministratore delegato di Goldman Sachs nonché direttore di CitiGroup Robert E. Rubin, l'ex segretario di stato e "mediatore" durante la guerra delle Folkland/Maldive tra Argentina e Regno Unito Generale Alexander Haig, il "mediatore" nel conflitto dei Balcani Richard Holbrook, l'amministratore delegato di IBM Louis V. Gerstner, il senatore democratico George J. Mitchell, l'ex rappresentante repubblicano Newt Gingrich, il generale Brent Scowcroft e Kenneth Lay (membro della Commissione Trilaterale e amministratore delegato di Enron, recentemente deceduto). E questi sono solo alcuni tra i molti&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn14" name="_ftnref14" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[14]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Tutti i presidenti delle prime 500 corporation della classifica pubblicata da &lt;i style=""&gt;Fortune Magazine&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn15" name="_ftnref15" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[15]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; sono membri del CFR e se sommassimo il valore di mercato di queste multinazionali otterremmo una cifra due volte più alta del prodotto interno lordo degli Stati Uniti; inoltre esse concentrano nelle mani di pochi una grossa parte del benessere e del potere nordamericano controllando tecnologie e risorse chiave in tutto il mondo; solo negli USA danno lavoro a 25 milioni di persone contribuendo all'80% del prodotto interno lordo. In pratica esercitano un potere gigantesco, in grado di influenzare gli USA e non solo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come spiega &lt;b style=""&gt;Adrian Sambuchi&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn16" name="_ftnref16" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[16]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; è proprio in questo che risiede il segreto dell'enorme efficacia e potere del CFR: le sue decisioni e i suoi progetti vengono ideati e concordati in riunioni private, gruppi di studio, conferenze e task force. Ma quando giunge il momento di agire, questi piani vengono messi in atto dai singoli membri, ognuno grazie al proprio ruolo nelle organizzazioni più potenti, pubbliche o private. E si tratta di organizzazioni davvero potenti!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;3.3 Il Gruppo Bilderberg&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il &lt;b&gt;Gruppo Bilderberg&lt;/b&gt; (o &lt;b&gt;conferenza Bilderberg&lt;/b&gt;) è una conferenza annuale, non ufficiale, ad invito di circa 130 esponenti, spesso con ruoli di rilievo nel mondo economico, finanziario o politico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno, questi incontri sono sia oggetto di forte critica sia la fonte di molte teorie del complotto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954, quando il 29 maggio una quantità di politici e uomini d'affari si riunì a Oosterbeek, in Olanda all'Hotel Bilderberg: da cui il nome questa organizzazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;I loro principali obiettivi sono un governo mondiale e un esercito mondiale sotto l'egemonia dell'ONU. Il gruppo è anche chiamato il "governo mondiale invisibile".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Un gruppo di consiglieri composto da un comitato di direzione (24 europei e 15 americani) decide chi sarà invitato alle riunioni. Però non tutti i partecipanti sono degli "iniziati". Possono solo rappresentare dei gruppi d'interesse o altre personalità&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn17" name="_ftnref17" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[17]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Alcuni dei più importanti rappresentanti internazionali sono o erano:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Agnelli Giovanni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Brezinski Zbigniew&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Bush George&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Carrington Lord&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Dulles Allen&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:city&gt;&lt;st1:place&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Clinton&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/st1:place&gt;&lt;/st1:city&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; Bill&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Ford Henry II&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Gonzales Felipe&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Jankowitsch Peter&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Kennedy David&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Kissinger Henry&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Luns Joseph&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Lord Roll of Ipsden&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;McNamara Robert&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Martens Wilfried&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Palme Olof&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Reuther Walter P.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Rockefeller David&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Rockefeller John D&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Rockefeller Nelson&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Rothschild Edmund de Tindemanns&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Warbug Eric D.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Warbug Siegmund&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Worner Manfred&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La creazione del Bilderberg è legata a due personaggi: Il Principe &lt;b&gt;Bernhard von Lippe Biesterfeld&lt;/b&gt; d'Olanda, presidente del Bilderberg fino a quando nel 1976, e a &lt;b&gt;Joseph Retinger&lt;/b&gt;, economista polacco di famiglia ebrea, cattolico, conosciuto come '&lt;i style=""&gt;Sua Eminenza Grigia&lt;/i&gt;', che fu tra i fondatori e segretario generale fino al 1952 dell'United European Movement presieduto da Winston Churchill e finanziato dall'&lt;b&gt;ACUE&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn18" name="_ftnref18" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[18]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il gruppo Bilderberg si riunisce una volta l’anno e sempre in gran segreto. Gli alberghi in cui avvengono questi incontri vengono fatti sgomberare completamente e vi rimangono solo i membri del Bilderberg e il personale alberghiero.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Durante le riunioni viene elaborata la strategia da attuarsi nei successivi dodici mesi per promuovere gli scopi del NWO, e le interazioni con le organizzazioni associate.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La riunione del Gruppo Bilderberg del 2006 si tenne &lt;span style=""&gt;nel lussuoso &lt;i&gt;albergo Brook Street Resort&lt;/i&gt;, appena fuori Ottawa, dall’8 all’11 giugno. James Tucker riuscì a sapere dove e quando si riunì il gruppo Bilderberg. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Tucker è un giornalista dell’&lt;i&gt;American Free Press&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn19" name="_ftnref19" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[19]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; e ha dedicato la vita a carpire qualche segreto del Bilderberg, il segretissimo consesso dei potenti euro-americani. Gli invitati come al solito sono un centinaio o poco più fra i maggiori capitalisti, banchieri e miliardari vari dell’Occidente con il loro seguito di servitori di lusso: ossia politici, analisti strategici, sindacalisti di riferimento. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Tucker fa notare la regolarità magica di certe belle carriere politiche tra gli invitati al Gruppo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Bill Clinton&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; fu invitato alla riunione del Bilderberg che si tenne in Germania nel 1991. Nel 1992, ebbe la nomination come candidato presidenziale; qualche mese dopo, eccolo presidente degli Stati Uniti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Tony Blair&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; fu invitato al Bilderberg in Grecia nel ’93. Nel ’94, spontaneamente, i laburisti inglesi lo scelgono come capo del partito; e nel ’97 diventa primo ministro: primo tipo di socialista ultraliberista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Un altro socialista, il francese &lt;b style=""&gt;Lionel Jospin&lt;/b&gt;, fu invitato al Bilderberg nel 1996. L’anno seguente diventò capo del governo francese e lo è stato fino al 2002. come Michel Rocard, membro assiduo del Bilderberg, e primo ministro dal 1988 al 1991. O come Paul Wolfowitz, viceministro Usa al Pentagono. Nel 2005 è stato invitato a parlare al Bilderberg, e poche settimane dopo è diventato capo della Banca Mondiale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Romano Prodi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; fu invitato alla riunione del Bilderberg in Portogallo nel giugno del 1999: a settembre dello stesso anno, è diventato presidente della Commissione europea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Tra i personaggi italiani che sono stati membri del Bilderberg possiamo citarne di vari. Umberto e Gianni Agnelli ne hanno fatto parte fino alla morte. E così molti personaggi dell’ambiente Fiat: da Renato Ruggiero, poi elevato alla presidenza del Wto, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il poliziotto del governo mondiale e della globalizzazione, a Paolo Zannoni, vicepresidente Fiat (membro del committèe nel 1989) a Stefano Silvestri dell’Istituto Affari Internazionali, influente centro-studi finanziato dagli Agnelli. Per finire - non c’è da stupirsi - con Mario Monti, bella carriera giocata fra il pubblico e il privato, dalla Banca Commerciale Italiana alla Goldman Sachs alla Commissione Europea. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Altri noti italiani sono invitati al Bilderberg, più o meno regolarmente. Anche questa lista spiega molte cose. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Alfredo Ambrosetti, presidente del gruppo Ambrosetti e fondatore del Forum di Cernobbio, (un Bilderberg in piccolo), dove le direttive del Bilderberg vengono notificate ad una platea un poco più vasta e un poco più italiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Franco Bernabè&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;, vicepresidente della Rotschild Europe, che è stato anche rappresentante speciale per la ricostruzione dei Balcani&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;su mandato Confindustria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Emma Bonino&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;: convocata al Bilderberg nel ’97, e diventata commissaria europea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Giampiero Cantoni, presidente della Banca Nazionale del Lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Innocenzo Cipolletta, direttore generale Confindustria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Mario Draghi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;, attuale governatore della Banca d’Italia , e Paolo Fresco, successore di Romiti alla poltrona suprema della Fiat, già vicepresidente della General Electric, sezione europea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Nella lista troviamo anche Rainer Masera, dell’Imi. Marco Tronchetti Provera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;E persino Walter Veltroni, invitato una sola volta, quand’era direttore del L’Unità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ancora possiamo trovare &lt;b style=""&gt;Tommaso Padoa Schioppa&lt;/b&gt;, attuale ministro dell’economia, uno degli inventori dell’euro, eurocrate al cento per cento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Nell’anno 2007 il Gruppo Bilderberg si è riunito &lt;/span&gt;ad Istanbul dal 31 maggio al 3 giugno, in un incontro dal contesto sempre riservatissimo ma inerente temi di pubblico interesse.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;3.4 La Commissione Trilaterale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La &lt;b&gt;Trilateral Commission&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn20" name="_ftnref20" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[20]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (&lt;b&gt;Commissione Trilaterale&lt;/b&gt;) è un'organizzazione fondata nel 1973 per iniziativa di &lt;b style=""&gt;David Rockefeller&lt;/b&gt;, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del CFR, tra cui Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski. La Trilaterale conta come membri più di trecento influenti privati cittadini (uomini d'affari, politici, intellettuali) dall'&lt;b style=""&gt;Europa&lt;/b&gt;, dal &lt;b style=""&gt;Giappone&lt;/b&gt; e dal &lt;b style=""&gt;Nord America&lt;/b&gt;, con l'obbiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree (da qui deriva il nome Trilaterale).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Proprio Brzezinski scrisse un libro, intitolato &lt;i style=""&gt;Between Two Age: America’s Role In The Technetronic Era&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn21" name="_ftnref21" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[21]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, in cui sostiene che “&lt;i style=""&gt;la sovranità nazionale non è più un concetto attuabile&lt;/i&gt;” e auspica con un movimento in fasi, “&lt;i style=""&gt;verso una più ampia comunità di nazioni sviluppate….attraverso una varietà di legami indiretti e di limitazioni che già si stanno sviluppando sulla sovranità nazionale&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L'organizzazione ha circa 200 membri che, al contrario dei Bilderberger, lo sono a vita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La Commissione Trilaterale controlla tramite i membri del CFR, l'intera economia degli USA con le lobby per la politica, i militari, il petrolio, l'energia e i media. I membri sono direttori d'azienda, banchieri, agenti immobiliari, economisti, esperti di scienze politiche, avvocati, editori, politici, dirigenti sindacali, presidenti di fondazioni e giornalisti. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;3.5 Il Club di Roma&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il &lt;b style=""&gt;Club di Roma&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn22" name="_ftnref22" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[22]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; fu fondato nell'aprile del 1968 dall'italiano Aurelio Peccei (manager della FIAT e amministratore delegato della Olivetti) &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e dallo scienziato scozzese Alexander King, insieme a premi Nobel, leader politici e intellettuali, fra cui Elisabeth Mann Borgese. Il nome del gruppo nasce dal fatto che la prima riunione si svolse a Roma, presso la sede dell'Accademia dei Lincei alla Farnesina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;È una associazione non governativa, no-profit, di scienziati, economisti, uomini d'affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di stato di tutti e cinque i continenti. La sua missione è di agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, individuando i principali problemi che l'umanità si troverà ad affrontare, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili. In altre parole, il Club di Roma intende essere una sorta di cenacolo di pensatori dediti ad analizzare i cambiamenti della società contemporanea.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;In realtà il suo fondatore, Peccei, era un ferreo sostenitore del governo mondiale e il suo Club di Roma ha messo a punto piani per riorganizzare il mondo in cinque regioni sotto il controllo di un’autorità&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mondiale centrale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Peccei realizzò molti studi, tra cui &lt;i style=""&gt;Limits To Growth&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn23" name="_ftnref23" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[23]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (I limiti dello sviluppo) del 1972, sponsorizzato dai Rockefeller.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Sempre sotto la guida del Club di Roma venne prodotto un altro rapporto sull’&lt;i style=""&gt;ambientalismo&lt;/i&gt;; ovvero uno studio commissionato dall’amministrazione Carter, chiamato rapporto &lt;i style=""&gt;Global 2000&lt;/i&gt;, con lo scopo di dipingere un quadro globale di sovrappopolazione, scarsità di risorse e di cibo e pericoli ambientali che, secondo quei dati, avrebbero causato la morte di almeno centosettanta milioni di persone entro l’anno 2000.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come ricorda Blondet, è al 24 aprile 1974 che risale il «&lt;i style=""&gt;Memorandum 200&lt;/i&gt;» per la Sicurezza Nazionale dal titolo eloquente: «&lt;i&gt;Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero&lt;/i&gt;».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Da quel memorandum&lt;/span&gt;, Henry Kissinger proponeva: «&lt;i&gt;lo spopolamento&lt;/i&gt; (depopulation) &lt;i&gt;dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo&lt;/i&gt;».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Ciò perché «&lt;i style=""&gt;l’economia USA richiederà grandi e crescenti quantità di materiale minerario dall’estero, e specialmente dai Paesi meno sviluppati&lt;/i&gt;», la cui instabilità politica cresce con l’esplosione demografica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;«&lt;i&gt;Poichè la diminuzione della popolazione può accrescere la stabilità, la politica demografica diventa rilevante riguardo alle risorse, forniture e interessi economici degli USA&lt;/i&gt;».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Kissinger trasformò poi questo memorandum in un vero manifesto ambientalista per il presidente Carter, che fu appunto il «Global 2000»: dove tra l’altro si contemplava la scarsità alimentare programmata per spopolare il terzo mondo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;E’ fondamentale citare che nel 1974, Kissinger e Scowcroft supervisionarono la pubblicazione dello Studio di sicurezza nazionale 2000, intitolato &lt;i style=""&gt;Implications of worldwide population growthfor US Security and overseas interests&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn24" name="_ftnref24" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[24]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; . Oggi questo studio è stato reso di dominio pubblico e svela alcune delle autentiche motivazioni che si celano dietro l’entusiasmo americano nei confronti della riduzione della popolazione nei paesi in via di sviluppo. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;In documento sostiene che una crescita demografica costante in queste regioni povere del mondo, aumenterebbe il potere politico, economico e militare di alcuni di questi paesi e porterebbe a richieste sempre più pressanti di controllo sulle risorse nazionali. Dietro queste parole, il vero significato che si nasconde è che questi paesi desidererebbero gestirsi le loro economie a proprio vantaggio e non a vantaggio dell’America. Per questo motivo ipotizza l’elaborazione di piani per eliminare la resistenza ai controlli sulle nascite.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;I paesi a cui si riferiva lo studio erano in maniera particolare l’India, Bangladesh, Pakistan, Nigeria, Messico, Indonesia, Brasile, Filippine, Tailandia, Egitto, Turchia, Etiopia e Colombia. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Sempre Kissinger affermò in questo studio che la vera ragione del controllo demografico non doveva essere rivelata ai capi di questi paesi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L’idea di una eliminazione demografica forzata è da allora più volte riemersa.&lt;br /&gt;Alcuni sostengono che il Club di Roma avesse anche elaborato una religione mondiale e adottato l'opinione sbagliata di una crisi energetica e di una sovrappopolazione sulla Terra diffusa dai media. Secondo William Cooper, a quanto pare svilupparono anche il virus dell'AIDS e lo fecero diffondere allo scopo di iniziare il programma di una grande pulizia razziale per il governo mondiale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;4. IL PROGETTO PER IL NUOVO SECOLO AMERICANO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il &lt;b&gt;Progetto per un nuovo secolo americano&lt;/b&gt; o &lt;b&gt;PNAC&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;&lt;i&gt;Project for the New American Century&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;) è un istituto di ricerca con base a Washington. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo alcuni giornalisti ed intellettuali questo progetto, che dispone anche di un sito internet &lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn25" name="_ftnref25" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[25]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, è in fase di piena attuazione e guarda caso molti dei suoi ideatori hanno o avevano una poltrona presso l’amministrazione Bush.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Fu fondato da &lt;b style=""&gt;Dick Cheney&lt;/b&gt; (vice-presiente USA) e &lt;b style=""&gt;Donald Rumsfeld&lt;/b&gt; (Segretario alla Difesa USA sotto l'amministrazione Bush jr., dal 2001 all'8 novembre del 2006, giorno delle sue dimissioni, rimpiazzato dall'ex direttore della CIA Robert Gates).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il gruppo fu fondato nella primavera del 1997 come organizzazione non-profit, con l'obiettivo di promuovere "La leadership globale americana". &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il presidente è William Kristol, direttore di "&lt;i style=""&gt;the Weekly Standard&lt;/i&gt;" e corrispondente della TV FOX News. Il gruppo è un'iniziativa del &lt;i style=""&gt;New Citizenship Project&lt;/i&gt;, un'organizzazione non-profit fondata dalla Sarah Scaife Foundation, dalla John M. Olin Foundation e dalla Bradley Foundation.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;I membri attuali e precedenti includono svariati deputati del Partito Repubblicano e dell'amministrazione &lt;b style=""&gt;Bush&lt;/b&gt;, compresi Paul &lt;b style=""&gt;Wolfowitz&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn26" name="_ftnref26" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[26]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;b style=""&gt;Jeb Bush&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn27" name="_ftnref27" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[27]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, Richard Perle&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn28" name="_ftnref28" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[28]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, Richard Armitage, Lewis Libby, William J. Bennett, Zalmay Khalilzad, e Ellen Bork (moglie di Robert Bork&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn29" name="_ftnref29" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[29]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;). Gran parte delle idee del PNAC e dei suoi membri sono associati col movimento neoconservatore.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il PNAC ha sette membri del personale a tempo pieno, oltre al suo Consiglio di Amministrazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il PNAC è piuttosto controverso. Alcuni hanno sollevato obiezioni sul fatto che il progetto fosse volto al &lt;b style=""&gt;dominio&lt;/b&gt; economico e militare di terra, spazio, e cyberspazio da parte degli Stati Uniti, così da instaurare il predominio americano negli affari globali (Pax Americana) per il futuro - da qui il termine "&lt;i style=""&gt;Nuovo Secolo Americano&lt;/i&gt;" basato sull'idea che il 20° secolo fosse il Secolo Americano. Alcuni analisti discutono sul fatto che la guerra USA contro l'Iraq, cominciata nel marzo 2003 con nome in codice &lt;i style=""&gt;Operazione Iraq Libero&lt;/i&gt;, non sia altro che il primo passo verso l'attuazione di questi obiettivi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il documento, intitolato &lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;Rebuilding America's Defences&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;: Strategies, Forces And Resources for a New Century&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn30" name="_ftnref30" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[30]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, fu scritto nel settembre del 2000, quando G.W.Bush non era ancora presidente, dal Project for the New American Century (PNAC), uno dei numerosi think-tank della destra statunitense.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il testo fu redatto per un gruppo specifico di persone o meglio dagli stessi fondatori del PNAC; infatti esso è firmato da: &lt;b&gt;Cheney&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Rumsfeld&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Wolfowitz&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Jeb Bush&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Libby&lt;/b&gt; (capo dello staff di Cheney).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Neil Mackay&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn31" name="_ftnref31" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[31]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, scrivendo il 15 settembre del 2002 sul &lt;i style=""&gt;Sunday Herald&lt;/i&gt;, afferma che il progetto mostra come il gabinetto di Bush intendesse prendere il controllo della regione del Golfo, fosse o no al potere Saddam Hussein. Vi si legge: "&lt;i style=""&gt;Da decenni gli Stati Uniti tentano di giocare un ruolo più permanente nella sicurezza della regione del Golfo. Se l'irrisolto conflitto con l'Iraq offre la giustificazione immediata, la necessità per una consistente presenza americana nel Golfo trascende la questione del regime di Saddam Hussein&lt;/i&gt;".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il documento PNAC conferma un "&lt;i style=""&gt;progetto per il &lt;b style=""&gt;mantenimento della supremazia globale degli USA,&lt;/b&gt; impedendo l'ascesa di una grande potenza rivale e modellando l'ordine e la sicurezza internazionali in linea con i principi e gli interessi americani&lt;/i&gt;".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il progetto prevede la fissazione di quattro punti fondamentali per le forze armate USA: &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;difendere      il territorio americano;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;combattere      e vincere in modo decisivo guerre simultanee sui principali teatri di      operazioni;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;adempiere a      compiti di polizia legati alla creazione di un contesto sicuro in regioni      critiche;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;trasformare      le forze armate americane per trarre vantaggio dalla “rivoluzione      dell’arte militare”. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il rapporto descrive le &lt;b style=""&gt;forze armate americane all'estero&lt;/b&gt; come "&lt;i style=""&gt;la cavalleria della nuova frontiera americana&lt;/i&gt;". &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il progetto PNAC conferma un precedente documento scritto da Wolfowitz e Libby secondo il quale gli USA devono "&lt;i style=""&gt;scoraggiare le nazioni industrialmente avanzate dal proporre la loro leadership o perfino ad aspirare ad un più ampio ruolo a livello regionale o mondiale&lt;/i&gt;".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il testo, inoltre, prende di mira la Corea del Nord, la Libia, la Siria e l'Iran come regimi pericolosi, e sostiene che la loro esistenza giustifica la creazione di un “&lt;i style=""&gt;sistema mondiale di comando e di controllo&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il PNAC è pertanto un progetto sconvolgente per&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ideali nonché per gli esempi che si sono già avverati; inquietante quanto i suoi rapporti che auspicano l’egemonia statunitense su tutto il mondo, redatti da firmatari che hanno occupato e continuano ad occupare posizioni di potere rilevanti nel panorama economico, politico, militare e dell’informazione di massa degli Stati Uniti d’America.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;5. LE ORGANIZZAZIONI “PUBBLICHE“ AL POTERE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Finora abbiamo analizzato quelle che per molti sono ritenute le organizzazioni &lt;i style=""&gt;segrete&lt;/i&gt; di cui si serve il cosiddetto “governo ombra”. Però, come sappiamo, esistono organizzazioni che tutti conoscono, come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio che operano per così dire “&lt;i style=""&gt;alla luce del giorno&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Nonostante ciò la maggior parte della popolazioni ignora che queste organizzazioni sono spesso sovranazionali, anzi mirano proprio a scavalcare il potere di una singola nazione, imponendo, in nome dello sviluppo e della sconfitta della povertà, delle politiche economiche e sociali che si rivelano scellerate, danneggiando intere comunità nell’interesse di una ristretta cerchia di privati (politici, finanzieri, speculatori, multinazionali).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;6. IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;6.1 Obiettivi e struttura&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il &lt;b&gt;Fondo Monetario Internazionale&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn32" name="_ftnref32" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[32]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;International Monetary Fund&lt;/b&gt;, di solito abbreviato in &lt;b&gt;FMI&lt;/b&gt; in italiano e in &lt;b&gt;IMF&lt;/b&gt; in inglese) è, insieme al Gruppo della Banca Mondiale, una delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dalla sede della Conferenza che ne sancì la creazione. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L'Accordo Istitutivo acquisì efficacia nel 1945 e l'organizzazione nacque nel maggio 1946. Attualmente il presidente del FMI è lo spagnolo Rodrigo Rato in carica dal 4 maggio 2004.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;L'FMI si configura anche come un &lt;i&gt;Istituto specializzato delle Nazioni Unite(ONU)&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Riportando dei dati possiamo dire che:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;I Paesi membri sono 184 &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Totale quote al 31/12/2003 sono di US$ 316 miliardi&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Prestiti in corso al 31/12/2003 US$ 107 miliardi a      87 paesi&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;Gli &lt;b style=""&gt;obiettivi&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn33" name="_ftnref33" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[33]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; del FMI sono:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Promuovere la cooperazione monetaria internazionale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Facilitare l'espansione del commercio      internazionale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Promuovere la stabilità e l'ordine dei rapporti di      cambio, evitando svalutazioni competitive&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Dare fiducia agli Stati membri rendendo      disponibili, con adeguate garanzie, le risorse del Fondo per affrontare      difficoltà della bilancia dei pagamenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;In relazione con i fini di cui sopra, abbreviare la      durata e ridurre la misura degli squilibri delle bilance dei pagamenti      degli Stati membri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Gli &lt;b style=""&gt;strumenti&lt;/b&gt; con cui il FMI cerca di conseguire i suoi obiettivi sono:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Sorveglianza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Una volta l'anno il fondo fotografa la situazione      economica di ogni paese membro Discute con le autorità locali le politiche      che possono portare alla stabilità dei tassi di cambio e alla crescita      economica Pubblica due volte l'anno il “World Economic Outlook” e il      “Global Financial Stability Report”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Assistenza tecnica e formazione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Offerta in diverse aree (politica fiscale, politica      monetaria e di tasso di cambio, supervisione e regolamentazione del      sistema bancario e finanziario, statistiche)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Il Financial Sector Assessment Program (FSAP)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;in collaborazione con World Bank, è stato lanciato      dopo la crisi asiatica del 1999 e fornisce ai paesi una completa      valutazione dei loro sistemi finanziari, contribuisce a creare standard e      codici di best practices in fatto di politiche fiscali, monetarie e      finanziarie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Sostegno ai paesi con bilancia dei pagamenti in difficoltà; Assistenza finanziaria:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;I prestiti del fondo sono subordinati agli “arrangements” approvati dall'Executive Board che contengono un programma economico formulato dal paese destinatario con la consulenza del fondo in una “lettera di intenti”. Le &lt;i style=""&gt;IMF facilities&lt;/i&gt; sono correlate al tasso di mercato (rate of charge) calcolato sulla base del tasso di interesse SDR:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm; text-align: justify;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Stand-By Arrangements (SBA) SBA è il più      utilizzato, a breve termine (12-18 mesi), può essere esteso, ad alti      livelli maggiorazione della q.i.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Extended Fund Facility (EFF) (dal 1974) Problemi      strutturali alla bilancia dei pagamenti, durata 3 anni ammortamento in 4      ½-7 anni, estensione possibile, ad alti livelli maggiorazione della q.i..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Supplemental Reserve Facility (SRF) (dal 1997) Per      contrastare massicci flussi in uscita di capitali (tipiche delle crisi      degli anni 1990); importi molto elevati da ammortare in 2-2 ½ anni,      estensione possible per ulteriori 6 mesi, quota interessi maggiorata del      3-5%.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Compensatory Financing Facility (CFF) (dal 1960)      Per assistere i paesi in caso di inatteso deficit o in caso di aumento del      costo dei cereali per fluttuazioni dei mercati delle commodity. Stessi      termini finanziari della SBA senza maggiorazione di tasso di interesse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Emergency assistance Per disastro naturale o      conflitto. Soggetto al tasso base di interesse deve essere rimborsato in      3¼-5 anni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Il “Poverty Reduction and Growth Facility” (PRGF),      a basso tasso di interesse, inquadrato nel “Poverty Reduction Strategy      Papers” (PRSPs), predisposto dalle autorità locali in collaborazione con      il fondo, è il prestito disegnato per i paesi poveri, spesso nell'ambito      del “Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) Iniziative”; 77 Paesi      soddisfano i criteri del PRGF (dato di marzo 2004) Criterio attuale:      reddito (nazionale lordo) pro capite 2001 inferiore a US$ 865 (criterio      World Bank di accesso ai prestiti) Tasso 0.5 % p.a. con rate semestrali      decorrenti da cinque anni e mezzo dall'esborso con scadenza dieci anni      Fino ad un massimo del 140% della quota IMF (185 % per circostanze      eccezionali)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-indent: -18pt;"&gt;Heavily Indebted Poor Countries (HIPC) Iniziative      In collaborazione con World Bank il Fondo lavora per ridurre      l'indebitamento dei paesi poveri incoraggia l'inseriemento delle      Collective Action Clauses (CACs) nelle nuove emissioni di obbligazioni con      rischio sovrano.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Per ottenere l’&lt;b style=""&gt;accesso al credito&lt;/b&gt; le autorità locali devono concordare con il Fondo adeguate politiche economiche per il risanamento e per garantire la restituzione del prestito; l'impegno, esplicitato nella “&lt;i style=""&gt;Lettera di intenti&lt;/i&gt;” eventualmente corredata da un “&lt;i style=""&gt;Memorandum di politiche economiche e finanziarie&lt;/i&gt;”, è parte integrante del prestito.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Ogni membro può accedere al credito del fondo (SBA ed EFF), in un anno, fino al massimo del 100% delle quote sottoscritte e, cumulativamente, fino al massimo del 300%; l'ammontare dei prestiti può essere elevato in casi eccezionali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:12;" &gt;6.2 Le critiche al FMI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il Fondo Monetario Internazionale è fortemente criticato dal movimento no-global e da alcuni illustri economisti, come il Premio Nobel per l’economia &lt;b style=""&gt;Joseph Stiglitz&lt;/b&gt;, che lo accusano di essere un'istituzione manovrata dai poteri economici e politici del cosiddetto Nord del mondo e di peggiorare le condizioni dei paesi poveri anziché adoperarsi per l'interesse generale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il &lt;b style=""&gt;sistema di voto&lt;/b&gt;, che chiaramente privilegia i paesi "occidentali", è considerato da molti iniquo e non democratico. Il FMI è accusato di prendere le sue decisioni in maniera poco trasparente e di imporle ai governi democraticamente eletti che si trovano così a perdere la sovranità sulle loro politiche economiche.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il board esecutivo e il board dei governatori del FMI non danno a tutti i Paesi la stessa possibilità di essere rappresentati. L’assegnazione del numero dei voti è basata sul sistema “&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;un dollaro un voto&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”, che quindi antepone la ricchezza alla democrazia. I paesi più ricchi controllano il board esecutivo sia in termini di seggi che di voti, nonostante il Fondo sia quasi completamente impegnato in Paesi a basso e medio reddito. Questo sistema, creato durante il periodo coloniale e controllato dai governi dei Paesi sviluppati, è inadeguato e necessita di essere radicalmente modificato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Perciò molti economisti, rappresentati del governo e associazioni&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn34" name="_ftnref34" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[34]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; chiedono una struttura del Fondo che sia realmente democratica, che abbia gli stessi standard di democrazia richiesti a livello nazionale. Per raggiungere questo obiettivo, si auspica l’adozione immediata di un sistema di voto a doppia maggioranza. Le decisioni dei board dovrebbero essere prese solo con il consenso della maggioranza dei governi membri e con la maggioranza dei voti a favore. &lt;b style=""&gt;Il sistema “un Paese, un voto” contro-bilancerebbe il sistema “un dollaro, un voto”.&lt;/b&gt; La combinazione dell’attuale sistema di voto con la richiesta di un accordo della maggioranza dei governi membri contribuirebbe a superare l’ineguaglianza che caratterizza il meccanismo decisionale del FMI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come espresso prima Joseph Stiglitz ha apertamente criticato l’operato del Fondo Monetario Internazionale. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Stiglitz ha rivestito ruoli rilevanti nella politica economica. Ha lavorato nell'amministrazione Clinton come Presidente dei consiglieri economici (1995 – 1997); alla Banca Mondiale ha assunto la posizione di &lt;i&gt;Senior Vice President&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Chief Economist&lt;/i&gt; (1997 – 2000), prima di essere costretto alle dimissioni dal Segretario del Tesoro Lawrence Summers.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Stiglitz esprime il suo disappunto per la politica del FMI nel suo libro intitolato "&lt;b style=""&gt;Globalization and Its Discontents&lt;/b&gt;"&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn35" name="_ftnref35" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[35]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ("La globalizzazione e i suoi oppositori"), dove analizza gli errori del FMI e della gestione delle crisi finanziarie che si sono susseguite negli anni novanta, dalla Russia ai paesi del sud est asiatico all'Argentina. Stiglitz illustra come la risposta del FMI a queste situazioni di crisi sia stata sempre la stessa, basandosi sulla riduzione delle spese dello Stato, una politica monetaria deflazionista e l'apertura dei mercati locali agli investimenti esteri. Tali scelte politiche venivano di fatto imposte ai paesi in crisi ma non rispondevano alle esigenze delle singole economie, e si rivelavano inefficaci o addirittura di ostacolo per il superamento delle crisi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Stiglitz critica il FMI su diversi punti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Analizzando la crisi dell’Est asiatico, Stiglitz ricorda che il 2 luglio 1997 crollò il baht&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn36" name="_ftnref36" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[36]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; tailandese che segnò l’inizio della più grande crisi economica dai tempi della Grande depressione, una crisi che partendo dall’Asia sarebbe andata a colpire anche Russia e America Latina.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il baht, che per dieci anni era stato scambiato con un rapporto di 25:1 rispetto al dollaro, dalla sera alla mattina subì una svalutazione di circa il 25 per cento.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Ormai la crisi è passata ma sfortunatamente le politiche imposte dal FMI durante quel periodo tumultuoso hanno peggiorato la situazione, e in molti casi hanno provocato addirittura l’inizio di una crisi: secondo Stiglitz una liberalizzazione eccessivamente rapida dei mercati finanziari e dei capitali è stata probabilmente la causa principale della crisi, sebbene vi abbiano condotto anche alcune politiche sbagliate condotto dai singoli paesi. Oggi gli esperti del FMI hanno riconosciuto molti errori, ma non tutti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Si sono resi conto, per esempio, di quanto possa essere pericolosa una liberalizzazione troppo rapida del mercato dei capitali, ma è un cambiamento di opinione che arriva quando ormai è troppo tardi per aiutare i paesi in difficoltà.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Nei tre decenni precedenti alla crisi, l’Est asiatico non era soltanto cresciuto più velocemente di qualsiasi altra regione del mondo, più o meno sviluppata, riuscendo addirittura a ridurre la povertà, ma aveva anche acquisto stabilità e si era salvato dagli alti e bassi che caratterizzavano tutte le economie di mercato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Tanto che quei risultati positivi vennero descritti come “&lt;i style=""&gt;il miracolo asiatico&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Quando scoppiò la crisi però il FMI e il Tesoro degli Stati Uniti fecero aspre critiche contro questi paesi, incolpandoli di avere dei governi corrotti e urgeva una riforma radicale. Stiglitz però si interroga: “&lt;i style=""&gt;come è possibile che le istituzioni di questi paesi abbiano funzionato così bene per tanto tempo se sono marce e corrotte?&lt;/i&gt;” . La risposta si evinse chiaramente dalla relazione intitolata &lt;i style=""&gt;The East Asian Miracle&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn37" name="_ftnref37" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[37]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; realizzata dalla Banca Mondiale su pressione dei giapponesi: quei paesi asiatici avevano avuto successo non solo malgrado il fatto di non aver seguito il diktat del &lt;i style=""&gt;Washington Consensus&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn38" name="_ftnref38" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[38]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ma proprio perché non li avevano seguiti; fu così evidenziato l’importante ruolo svolto dai governi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Mentre le politiche del &lt;i style=""&gt;Washington Consensus&lt;/i&gt; mettevano in risalto la privatizzazione, i governi asiatici a livello nazionale e locale davano contributi per la creazione di imprese efficienti che hanno svolto un ruolo decisivo nel successo di alcuni di questi paesi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Quando cominciò la crisi, l’Occidente non ne colse la gravità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il FMI per risolvere la crisi impose un’impennata dei tassi d’interesse e tagli alle spese, nonché di introdurre nei paesi cambiamenti sia economici che politici.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il FMI stava fornendo miliardi di dollari a questi paesi, ma a condizioni di così ampia portata che i paesi che accettavano i finanziamenti finivano per rinunciare a gran parte della loro sovranità economica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Nonostante ciò, i programmi del FMI sono falliti: avrebbero dovuto arrestare la caduta dei tassi di interesse, che invece si sono mantenuti in discesa, senza che il mercato abbia minimamente dimostrato di aver preso atto che fosse arrivato il FMI a “salvare la situazione”. Imbarazzato dal fallimento della sua ricetta il FMI ha puntualmente incolpato il paese di turno di non aver attuato sul serio le riforme necessarie. Con l’aggravarsi della crisi aumentò la disoccupazione: la percentuale di disoccupati era quadruplicata in Corea, triplicata in Thailandia e decuplicata in Indonesia. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il rallentamento nella&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;regione ha avuto ripercussioni globali:la crescita economica complessiva fu rallentata e, con questo rallentamento, sono crollati i prezzi delle materie prime. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo il premio Nobel americano, a generare le crisi economiche dall’Est asiati all’America Latina, dalla Russia all’India, ritiene che &lt;i style=""&gt;la colpa vada imputata alla &lt;b style=""&gt;liberalizzazione dei movimenti di capitali&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;. Secondo Stiglitz essa può creare rischi enormi persino in quei paesi che hanno banche forti, borse valori mature e altre istituzioni che molti di quei paesi in crisi non possedevano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Nonostante egli esempi del passato, il FMI ripropone la sua ricetta di liberalizzazione dei capitali, nella bizzarra ipotesi che questa migliorerebbe la stabilità economica attraverso una maggior diversificazione delle fonti di finanziamento. Basterebbe però analizzare i dati relativi ai flussi di capitali per rendersi conto che essi hanno un andamento prociclico, cioè defluiscono da un determinato paese in tempi di recessione, proprio quando il paese ne ha più bisogno, e affluiscono verso il paese nel periodi di rapida espansione, esasperando le pressioni inflazionistiche.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Analizziamo due casi: la &lt;b style=""&gt;Corea del Sud&lt;/b&gt; dove è intervenuto il FMI e la &lt;b style=""&gt;Cina&lt;/b&gt; che scelse di non seguire le politiche del Fondo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;1.&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;In &lt;b style=""&gt;Corea&lt;/b&gt; il FMI, nonostante conoscesse l’eccessivo indebitamento delle &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;aziende, insistette che fossero aumentati i tassi di interesse e ciò aumentò il numero delle aziende in crisi e, di conseguenza, il numero delle banche che si trovarono a gestire “crediti in sofferenza”. In pratica il FMI era riuscito a congegnare una contrazione simultanea tanto della domanda quanto dell’offerta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il FMI si giustificava dicendo che le sue politiche avrebbero aiutato a riportare la fiducia nei mercati dei paesi colpiti. Ma chiaramente un paese in peian recessione non ispira alcuna fiducia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-indent: -18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=""&gt;2.&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;Confrontando quello che è successo in &lt;b style=""&gt;Cina&lt;/b&gt; invece, che come la Malesia scelse di non seguire i programmi del FMI, vediamo chiaramente gli effetti negativi delle politiche del FMI.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La Cina, del resto come l’India, fu uno dei grani paesi in via di sviluppo che è riuscita ad evitare la devastazione della crisi economica mondiale introducendo dei controlli sui movimenti dei capitali.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Mentre i paesi in via di sviluppo con mercati dei capitali liberalizzati hanno registrato un declino dei redditi, l’India è cresciuta di oltre il 5% e la Cina quasi dell’8%. Questi risultati notevoli sono stati seguiti non certo seguendo le ricette del FMI, bensì quelle dell’ortodossia economica che gli economisti insegnano da più di mezzo secolo. La Cina ha colto l’occasione di associare ai suoi obiettivi a breve termine quelli di una crescita di lungo periodo, stimolando una domanda enorme di infrastrutture.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Conn Hallinan &lt;/b&gt;è analista in politica estera al &lt;i style=""&gt;Foreign Policy&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn39" name="_ftnref39" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[39]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;, ed insegnante di giornalismo all’Università della California a Santa Cruz.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Hallinan scrive che l’ultima vittima in ordine di tempo del FMI si stata appunto l’Argentina: &lt;i style=""&gt;la terza economia, per importanza, dell'America Latina è stata fatta deragliare dalle politiche del Fondo Monetario Internazionale che hanno già devastato popolazioni ed economie da Mosca a JaKarta riempiendo al contempo i forzieri delle banche e delle organizzazioni finanziarie&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Secondo Hallinan il mito più diffuso riguardo al FMI è che si tratti di un organismo “internazionale". Infatti, ha molti membri ma gli Stati Uniti ed i suoi alleati prendono tutte le decisioni. L'Olanda, ad esempio, ha più potere di voto della Cina e dell'India. "Internazionale" sarebbe quindi una comoda finzione che permette all'organizzazione di evitare il controllo del Congresso. Quello che il FMI fa è di fare un'offerta che non è possibile rifiutare. Quando L’&lt;b style=""&gt;Argentina &lt;/b&gt;attraversò un periodo economico burrascoso all’inizio degli anni ’90, il Presidente Bush (senior) e il Fondo offrirono un prestito condizionato all’ancoraggio del Peso Argentino al Dollaro, alla totale privatizzazione di banche e servizi, alla rimozione di dazi doganali ed alla &lt;b style=""&gt;liberalizzazione della circolazione dei capitali&lt;/b&gt;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L’Argentina ha abboccato e i capitali stranieri sono affluiti. Per alcuni (i benestanti) l’economia decollò, ma legare il peso al dollaro ha reso le esportazioni argentine proibitive mentre l’inondazione di importazioni estere a basso costo ha minato la base industriale del paese: chiusura di fabbriche, diffusione della disoccupazione ed implosione del debito. La libera circolazione dei capitali ha permesso a compagnie straniere di spillare profitti all’estero ed ha aperto le porte ai “&lt;i style=""&gt;vulture funds&lt;/i&gt;”&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn40" name="_ftnref40" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[40]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che hanno acquistato gran parte del debito per fare il colpo grosso con gli elevati tassi d’interesse.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il fondo &lt;i style=""&gt;Toronto Trust Argentina&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn41" name="_ftnref41" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[41]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; ha avuto un ritorno del 79,25% sui debiti acquistati pari a trenta volte quello che avrebbe realizzato con i Bonds del tesoro statunitensi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L’effetto delle privatizzazioni proposte dal FMI portarono una compagnia francese ad acquistare gli acquedotti del paese e aumentare le tariffe del 400%. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L'Argentina era guardata dal mondo come il paese dove il pensiero unico del F.M.I. e della Banca Mondiale aveva vinto. Un miracolo economico! Ma le privatizzazioni prima o poi finiscono, lo squilibrio commerciale resta, lo Stato deve drenare denaro sui mercati internazionali attraverso prestiti internazionali in valuta, ad ogni giro i tassi salgono e il rating diminuisce. I tassi alti scoraggiano l'economia e per tre anni l'Argentina va in recessione. Le Grandi Famiglie (3% della popolazione) incominciano a cambiare i pesos in dollari. Servono altri prestiti, sempre più cari. A questo punto scoppia la crisi finanziaria. Nessuno presta più soldi all'Argentina che è costretta a tagliare del 13% i salari pubblici e a bloccare totalmente la spesa pubblica. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Neanche questo basta, ed ecco l'F.M.I., caritatevole, giungere in soccorso, prestando 8 miliardi di dollari . con una clausola, però, che l'Argentina aderisca al FTAA&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn42" name="_ftnref42" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[42]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; cioè si apra al libero scambio con gli USA. Doppia trappola: il deflusso di dollari non potrà che aumentare, per il libero scambio e in più si mette in ginocchio il Brasile e si fa saltare il Mercosur&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn43" name="_ftnref43" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[43]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;La crisi finanziaria argentina è solo rimandata di qualche mese: una boccata d'ossigeno per l'UBS, Citygroup e Chase Manhattan e altre grandi banche che hanno ancora qualche mese per `&lt;i style=""&gt;securizzare&lt;/i&gt;' i propri crediti, cioè farli scomparire nel risparmio gestito di fondi pensione. Quando la stessa cosa avvenne in Messico nel 1995 a rimetterci fu il Fondo Pensione degli Insegnanti della California! Ma ormai è fin troppo chiaro: le ricette virtuose del F.M.I. sono catastrofiche.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Dopo il Sud Est asiatico e la Russia hanno rovinato il Sudamerica. Ma la grande fornace di Wall Street ha bisogno di capitali esteri che tengano su i corsi azionari e quindi `&lt;i style=""&gt;mors tua vita mea'&lt;/i&gt;! .Meraviglie della globalizzazione dei mercati finanziari!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Ma a dicembre del 2001 la crisi esplode senza remissione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Prima l'annuncio del default sul debito, bonds sovereign e local market instruments collocati compiacentemente sui mercati internazionali per un valore di oltre 58 miliardi di dollari vanno in default. Il Ministro dell'Economia Domingo Cavallo tentò un ultimo colpo da presitigiatore finanziario: lo Swap&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn44" name="_ftnref44" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[44]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; del debito. Tassi al 7% invece del 30% e più e allungamento delle scadenze. I `mercati' rispondono picche e non accettano. Gli argentini così incominciano a dubitare che un dollaro valga un peso. Le banche sono prese d'assalto per cambiare pesos in dollari. I capitali defluiscono e con essi la possibilità di far fede agli impegni assunti con il F.M.I. In più la crisi riduce i profitti e i consumi. Crollano dunque anche le entrate fiscali e l'obiettivo del `deficit di bilancio zero' torna ad essere quello che era sempre stato: una pura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Si limita la possibilità di ritirare denaro a 1.000 dollari mese. I bancomat vengono presi d'assalto e presto vanno in Tilt. Ormai è crisi di liquidità. Il F.M.I. nega la `tranche' di oltre 1 miliardo di dollari dell'ultimo accordo di sostegno. Anche loro sanno che sarebbe ormai solo una goccia in un mare di debiti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Iniziano gli assalti ai supermercati e la crisi che tutti conosciamo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Il crac in Argentina non può essere imputato semplicemente alla corruzione nazionale ma al sistema “politico” del FMI che, invece di sostenere una partecipazione vera nello sviluppo della nazione, ha introdotto meccanismi monetaristici che hanno portato alla rovina economica il paese.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Tra Paesi che soccombono in crisi finanziarie, c’è invece un paese che si libera dal debito nei confronti del FMI e Banca Mondiale, ovvero il &lt;b style=""&gt;Venezuela&lt;/b&gt; del Presidente Hugo Chavez.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come riporta la rivista &lt;i style=""&gt;Aprileonline&lt;/i&gt; il 18 aprile del 2007: “&lt;i&gt;Il paese estingue il debito con il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Adesso un altro obiettivo: la costituzione del Banco del Sur. &lt;/i&gt;Dal ministro delle Finanze arriva la conferma: "&lt;i&gt;Il Venezuela è libero e grazie a dio i venezuelani di oggi e quelli che stanno per nascere non hanno nemmeno un centesimo di debito con questi organismi capeggiati dai falchi statunitensi&lt;/i&gt;" ha fatto sapere &lt;b&gt;Rodrigo Cabezas&lt;/b&gt;, che ha aggiunto: "&lt;i&gt;Con il pagamento dell'ultima rata di debito il Venezuela ha recuperato interamente la sua sovranità&lt;/i&gt;". “.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;font-size:15;" &gt;7. L’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;L’&lt;b&gt;Organizzazione Mondiale del Commercio&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;OMC&lt;/b&gt; (meglio conosciuta come &lt;i&gt;World Trade Organization&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;WTO&lt;/i&gt; in inglese) è un'organizzazione internazionale delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, creata allo scopo di supervisionare numerosi accordi internazionali relativi al commercio tra i 150 stati membri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il WTO è stato istituito nel 1995, alla conclusione dell'Uruguay Round, i negoziati che tra il 1986 e il 1994 hanno impegnato i paesi aderenti al &lt;b&gt;GATT&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn45" name="_ftnref45" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[45]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; ed i cui risultati sono stati sanciti nell&lt;i&gt;"Accordo di Marrakech&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn46" name="_ftnref46" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[46]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;"&lt;/i&gt; del 15 aprile 1994.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il WTO ha assunto, nell'ambito della regolamentazione del commercio mondiale, il ruolo precedentemente detenuto dal GATT: di quest'ultimo ha infatti recepito gli accordi e le convenzioni adottati con l'incarico di amministrarli ed estenderli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Obiettivo generale del WTO è quello dell'abolizione o della riduzione delle barriere tariffarie al commercio internazionale; a differenza di quanto avveniva in ambito GATT, oggetto della normativa del WTO sono, però, non solo i prodotti dell’agricoltura ( &lt;i&gt;Agreement on agriculture&lt;/i&gt; – AoA), bensì anche i prodotti industriali ( &lt;i&gt;Non agricultural market access&lt;/i&gt; – NAMA), i servizi (&lt;i&gt;General agreement on trade in services&lt;/i&gt; – GATS), i brevetti e la proprietà intellettuale (&lt;i&gt;Trade-related aspects of intellectual property rights&lt;/i&gt; – TRIPS).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Tutti questi accordi si basano su alcuni principi di fondo. Tra questi ricordiamo in primo luogo il &lt;b style=""&gt;Single Undertaking&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn47" name="_ftnref47" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[47]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, letteralmente presa unica, in base al quale un paese membro della Wto si impegna a sottoscrivere e rispettare tutti gli accordi che compongono la stessa Wto. Questo principio è particolarmente svantaggioso per i paesi più poveri, che basano spesso le loro economie sull’esportazione di poche (talvolta solo una o due) materie prime o prodotti agricoli. Per poter esportare questi prodotti cercando di evitare dazi e tariffe, questi paesi si trovano costretti ad aderire alla Wto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;In base al principio del Single Undertaking devono però accettare di partecipare a tutti gli altri negoziati, nei quali non hanno alcun interesse verso una maggiore liberalizzazione, che li priva progressivamente della loro libertà di decidere e della loro sovranità nazionale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Molto spesso i paesi più poveri si trovano quindi costretti ad una mera posizione difensiva in quasi tutti i negoziati, nei quali a dettare l’agenda sono i giganti occidentali e le loro imprese multinazionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Un secondo principio fondamentale della Wto è quello denominato &lt;b style=""&gt;Most Favoured Nation&lt;/b&gt;, secondo cui ogni membro della Wto deve essere considerato da tutti gli altri alla stregua della nazione più favorita. Se un paese accorda un qualche trattamento commerciale particolare ad un altro paese membro, allora le stesse condizioni devono automaticamente valere per tutti gli altri paesi. Questo in pratica significa che nella Wto è molto difficile accordare delle clausole particolari per i paesi più poveri, ad esempio stabilire un canale preferenziale per favorire alcune esportazioni di assoluta importanza per le loro economie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Un ulteriore principio che sfavorisce pesantemente i paesi più deboli è quello&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;denominato &lt;b style=""&gt;National Treatment&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn48" name="_ftnref48" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportFootnotes]--&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="line-height: 200%;"&gt;[48]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, o trattamento nazionale. In base al National Treatment un paese non può trattare un’impresa estera meno bene di una nazionale. Questa seconda clausola rende quindi praticamente impossibile per gli stati membri accordare una qualche preferenza alle proprie imprese, anche se queste operano in settori cruciali per lo sviluppo del paese stesso o sono sottoposte ad una dura concorrenza dalle multinazionali straniere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Un governo che decidesse di aiutare una propria compagnia nascente in un settore chiave per l’economia o lo sviluppo del paese potrebbe essere accusato di violare i principi del libero commercio, secondo il quale a decidere sono solo il mercato e la concorrenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;Come quindi avviene per il FMI anche per il WTO le critiche non mancano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-indent: 18pt; text-align: justify;"&gt;L'&lt;b style=""&gt;Unicef&lt;/b&gt;&lt;a style="" href="http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=5377518712108464995#_ftn49" name="_ftnref49" title=""&gt;&lt;span class="MsoFootnoteReference
